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testi e foto di Massimiliano Rella

 

A Vienna gli amanti del vino trovano una città viva e piena di locali dove assaggiare le etichette prodotte dalle cantine del territorio La città ai piedi delle vigne del Nussberg. A Vienna, molti non sanno, si contano ben 700 ettari di vigneto

Con settecento ettari di vigneto la capitale austriaca è la prima “metropoli mondiale del vino”. Non è certo l’unico caso di città con vigna (troviamo qualcosa a Zurigo, Stoccarda, Roma, Parigi), ma è sicuramente il più significativo. A Vienna il vino fu portato sulle rive del Danubio dagli antichi Romani. Oltre duemila anni dopo si contano 300 viticoltori e 12 grandi cantine che imbottigliano a marchio proprio. Il principe dei vini viennesi è il Gemischter Satz, un assemblaggio di uve diverse coltivate tutte nella stessa vigna, pressate e vinificate insieme. Il Gemischter Satz nacque con l’esigenza di assicurarsi un minimo di raccolto in caso di maltempo: le varietà impiegate non maturano nello stesso momento e questo per i vignaioli viennesi era un vantaggio contro le intemperie. Un tempo i filari si spingevano fin dentro il centro, ma oggi con l’espansione della città i vigneti sono stati confinati sulle colline dei distretti più periferici (X, XII, XIX, XX, XXI e XXIII), che hanno nomi come Nussberg, Grinzing, Bisamberg. Tra le principali varietà coltivate ci sono riesling, rotgipfler, weissburgunder, traminer, grüner veltliner.

 

Fritz Wieninger è il più importante produttore di Vienna
Le cantine di Wieninger

Il più noto produttore viennese, invece, ha 45 anni e si chiama Fritz Wieninger, presidente dell’associazione Wien Wein, che riunisce alcune tra le cantine più importanti. Da generazioni la famiglia di Wieninger ha fatto vino per il consumo alla mescita all’interno degli Heuriger, un’altra istituzione viennese: sono dei locali popolari che servono vino d’annata e cibo, spesso con accompagnamento di musica caratteristica suonata dal vivo. La loro disciplina risale addirittura a un regolamento dell’Imperatore Giuseppe II, del 1784. Gli Heuriger sono aperti per un numero variabile di giorni l’anno, proporzionale alla capacità produttiva dell’oste. In questi locali, infatti, viene servito il proprio vino. Fino alla fine degli anni ’80, ad esempio, i vini di Wieninger erano prodotti per l’Heuriger di famiglia. Ma dal 1987, quando Fritz e il fratello Leo hanno preso in mano l’azienda, la produzione e la commercializzazione sono cambiate. Oggi solo l’8 per cento dei vini è per l’Heuriger, il resto è distribuito in Austria e in altri Paesi, come Germania, Scandinavia, Usa, Polonia, Italia. La cantina viennese arriva a produrre 300mila bottiglie con 25 etichette diverse, per due/terzi bianchi, con prezzi compresi tra i 7 e i 36€. Nel 1990 anche i vini premium sono entrati nell’Heuriger, mentre negli ultimi anni l’azienda è diventata biodinamica. Tra le curiosità enologiche, oltre a bianchi e rossi, da provare il Gemischter Satz in versione botritizzata. Info www.wieninger.at

 

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