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Un simbolo della Val d’Aosta enologica è il vigneto più alto d’Europa, che svetta a 1.210 metri d’altezza nel suggestivo paesaggio alpino di Morgex. Il carattere “eroico” delle vigne, in alta quota e su forti pendenze, rende il lavoro dei viticoltori faticoso e costoso. Però le condizioni del terreno e del clima, con inverni secchi e buone escursioni termiche, permettono di ottenere vini molto floreali, con carattestiche uniche di naso e gusto. Gli enoturisti troveranno un’ampia scelta di etichette e denominazioni. La Doc Valle d’AostaVallée d’Aoste (denominazione di origine controllata) comprende 7 denominazioni di area (es. Blanc de Morgex et de La Salle, Valle d’Aosta Nus, Valle d’Aosta Chambave) e 15 di vitigno (es. Pinot grigio, Pinot bianco, Chardonnay). La regione offre al turista del vino paesaggi incantevoli, vigneti spettacolari, cantine tradizionali e moderne, antichi castelli, borghi e una grande gastronomia.

Paesaggio autunnale lungo la Strada dei Vini della Valle d’Aosta Vigneti Maison Vigneronne Frères Grosjean

 

Il Criptoportico forense di Aosta (foto di M. Marthyn)

Tra i luoghi da non perdere la cittadina di Aosta è al centro della piana in cui scorre la Dora Baltea. Attorno alla città svettano le cime della Becca di Nona, del Monte Emilius, di Punta Chaligne e della Becca di Viou. Attraversata dal fiume Buthier, un’affluente della Dora Baltea, Aosta conserva monumenti di età romana, come l’Arco d’Augusto, il Criptoportico forense, i resti della cinta muraria e del teatro. La bella Collegiata di Sant’Orso, con un pregevole chiostro romanico, è uno dei massimi esempi di arte sacra insieme alla Cattedrale di Aosta, costruita a partire dal XII secolo.

 

Riflessi su lago Crevacol (foto Daniele Ronc)

Tra le attrazioni gastronomiche della regione spiccano i formaggi, su tutti la Fontina e il Vallée d’Aoste Fromadzo, riconosciuti e protetti dal marchio europeo Dop (denominazione di origine protetta). Sono ottenuti da latte delle razze valdostane “nèye” (pezzata nera) e “rodze” (pezzata rossa). Ai formaggi della Val d’Aosta è dedicato un itinerario dei sapori che permette al turista enogastronomico di entrare nel vivo del mondo rurale.  L’itinerario mette in rete una trentina di caseifici, dove poter assaggiare i prodotti migliori, dal Reblec alla Toma di Gressoney, dai formaggi di capra a pasta molle a quelli di pecora a pasta pressata (info 0165.275260  www.itinerairesdesfromages.com. La Route des Vins della Valle d’Aosta è invece un itinerario enoturistico che permette di conoscere da vicino i migliori vini della Valle d’Aosta. Il circuito mette in rete cantine private e cantine cooperative (caves cooperatives) con i loro pregiati vini di montagna. Le visite ai vigneti e alle aziende vanno prenotate contattando i singoli produttori. L’elenco completo è sul sito www.routedesvinsvda.it. Il Cammino dei Vigneti è infine un percorso parallelo che si snoda tra il Vallese e la Valle d’Aosta, frutto di un progetto italiano-svizzero. Il sentiero è contrassegnato da una segnaletica con informazioni sugli aspetti più interessanti di ogni tappa (info 0165.33352 www.chemindesvignobles.it)

 

Da sapere

Chambave, a 500 metri di altezza, è la patria di un Moscato particolare, un vino di origini antiche prodotto in quantità limitate. Si narra che una partita di Moscato di Chambave fu mandata verso la fine del ‘300 a Bona di Borbone, madre di Amedeo VII di Savoia, che lo apprezzò per le sue particolari caratteristiche. Di colore giallo paglierino, ha profumi intensi tipici delle uve moscato. Al palato è secco, fine e aromatico. Il borgo di Chambave, oltre che per i suoi vini, merita una visita per la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, il cui campanile è un esempio di arte romanica. Davanti all’ingresso è presente una pietra miliare dell’antica via delle Gallie.

L’evento

Festa dell’uva di Chambave (foto di Stefano Venturini)
Tra gli eventi da non perdere la Féta di Résen o Festa dell’Uva, si tiene a Chambave l’ultimo fine settimana di settembre. Durante la manifestazione prende il via la storica Coursa di Bosse, una spettacolare gara delle botti tra i paesi del vino valdostani. Negli stessi giorni l’itinerario tra le Crotte dou Bor, vede protagoniste le cantine all’interno del borgo, che espongono l’uva dentro cestini artigianali.
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