Seguici

Clicca qui per trovare le cantine della regione Sicilia

Parlare di Sicilia significa raccontare una terra di grande fascino, una destinazione sempre ai primi posti nella lista dei desideri dei viaggiatori di ogni tempo. La compresenza di culture e retaggi diversi, i paesaggi, i sapori, gli odori, le belle cittadine siciliane, da Ragusa a Marsala, ma anche la zona vulcanica dell’Etna ,  il mare e le isole minori: è questa la cornice culturale e ambientale del vino siciliano, un prodotto sempre più apprezzato in Italia e all’estero. La vite è diffusa da est a ovest e la Sicilia è tra le prime regioni per volumi di produzione. Nella zona orientale l’area intorno all’Etna è un territorio unico al mondo, con vigneti coltivati in uno scenario caratteristico per i colori e le proprietà chimiche dei terreni, per la vegetazione particolare e l’eredità culturale lasciata dall’uomo nei paesi e nei villaggi intorno al vulcano.

Etna, l’eruzione del luglio 2001 (foto di Alfio Garozzo)
Zafferana Etnea
, ad esempio, è ricca di chiese ed edifici religiosi: la più importante, la chiesa madre di Santa Maria della Provvidenza, è stata più volte danneggiata dal terremoto e oggi presenta un prospetto del XX secolo in pietra bianca di Siracusa. Milo, un piccolo borgo di case in pietra lavica, è uno dei punti di partenza ideale per raggiungere il vulcano sulla strada Mareneve fino al versante nord-est. Linguaglossa è un altro centro pieno di chiese, alcune sconsacrate. Tra gli edifici più importanti la chiesa Madre conserva un coro ligneo del ‘700 e varie tele; quella di San Francesco di Paola (XVI secolo) ha una statua in marmo dipinto della Madonna di Loreto, attribuita a uno dei tanti Gagini, famiglia di architetti e scultori originari di Campione d’Italia. A Randazzo troviamo  una grande ricchezza di opere e monumenti, dal Palazzo Reale (costruito sotto gli ultimi re Normanni) alla Cattedrale duecentesca, dalla Chiesa di San Nicola (del XIV secolo, la più grande di Randazzo) alla Torre-Castello di origine Sveva. E sotto il paese la bella valle dell’Alcantara, con le suggestive gole scavate dal fiume omonimo.

Scicli (Ragusa). Veduta del centro storico. Foto di Alfio Garozzo

Un’altra importante zona di produzione è nell’agrigentino. Tra i vini troviamo il Menfi e il Bianco di Belice. Tra le destinazioni enoturistiche Menfi, sorta nel 1638 come insediamento di proprietà baronale, presenta vari palazzi nobiliari e chiese. Racalmuto, città natale del famoso scrittore Leonardo Sciascia, si sviluppò come borgo attorno al Castello dei Chiaramonte durante la dominazione normanna. Siculiana è un altro bel paese, fondato a partire dal 1310 da Federico II Chiaramonte, a cui si deve la costruzione del castello in parte ancora esistente. Fuori dal centro abitato una riserva naturale regionale e una costa di 13 km in gran parte incontaminata.

Tra i vini di punta della Sicilia il Cerasuolo di Vittoria è l’unica Docg dell’isola, un rosso ottenuto da uve nero d’avola e frappato, e prodotto nelle provincie di Ragusa, Caltanissetta e Catania. Tra i vari Comuni di produzione quello di Vittoria va senz’altro segnalato per aver dato il nome al vino. La cittadina non ha monumenti artistici datati, poiché nacque a inizio ‘600. Però si distingue per la varietà di stili dei suoi edifici Liberty e Art Deco, realizzati nel periodo in cui in Sicilia si affermava il grande architetto palermitano Ernesto Basile.

 

Noto (Siracusa), sullo sfondo la Cattedrale. Foto di Alfio Garozzo Il porto di Marzamemi (Siracusa). Foto di Alfio Garozzo

Molto bello anche il territorio in provincia di Siracusa, famoso soprattutto per la Cattedrale di Noto, protetta dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità, e per la squisita cioccolata di Modica, prodotta artigianalmente secondo una vecchia ricetta nel paese siciliano.

 

 

Intorno a Palermo una zona di produzione è nel territorio di Monreale, conosciuta per la sua splendida Cattedrale normanna, una delle mete turistiche più importanti della regione. Il comune di San Cipirello va invece segnalato per i reperti archeologici presenti nel Museo Civico. Fuori dal paese il Teatro del IV secolo a.C. fa bella mostra di sé rispecchiando come modello il teatro di Dioniso ad Atene. La Casa a Peristilio fu invece costruita nel 300 a.C. ed è una delle dimore private più grandi e antiche del periodo greco-ellenistico sinora rinvenute: occupa al pianterreno 800 mq ed era dotata di un piano superiore. Nella cittadina di Alcamo oltre ai dipinti seicenteschi della chiesa di San Giuseppe, e al Chiosco della Musica, di gusto neoclassico, segnaliamo la Real Cantina Borbonica, fatta restaurare dal Comune, una cantina sociale voluta da Ferdinando I di Borbone nel 1803.

 

Vendemmia a Marsala, sullo sfondo un mulino nell’area delle saline

Nella provincia di Trapani, una delle realtà vitivinicole più produttive d’Italia, troviamo tanti luoghi di interesse enologico e storico-culturale al tempo stesso. Come la bella Erice, sulla sommità del monte omonimo, un centro pieno di fascino e storia. La cittadina, cinta da mura ciclopiche, è uno dei luoghi più belli della regione. Da non perdere il castello Normanno, il Duomo trecentesco, il quartiere spagnolo e il centro di origine medievale. Affacciata sul mare la bella città di Marsala, che dà il nome a uno dei vini liquorosi italiani più conosciuti all’estero, è ricordata ogni anno a maggio per lo sbarco dei Garibaldini. Storia d’Italia a parte, la popolosa cittadina ha un centro storico racchiuso nel cosiddetto Cassaro, un quadrilatero delimitato anticamente da una cinta muraria, di cui restano quattro bastioni cinquecenteschi. Al suo interno: il quartiere spagnolo cinquecentesco; la chiesa madre d’impianto normanno ma con una facciata barocca incompleta; il cinquecentesco monastero di San Pietro, nel quartiere ebraico; il convento medievale del Carmine e tanto altro ancora.

 

Fuori dal paese si possono ammirare le saline, con i suoi mulini, con vista sulle isole Egadi, al largo delle coste. Più all’interno il comune di Alcamo sorge ai piedi del monte Bonifato. Per secoli ha subito varie dominazioni: Arabi, Svevi, Normanni.

Antiche bottiglie nell’enoteca storica delle Cantine Florio, a Marsala (Trapani)

Fin qui la terraferma. In Sicilia infatti il vino si produce anche sulle isole minori di Pantelleria, al largo delle coste trapanesi, e di Lipari, Salina e Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie. Sono isole felici di due pregiatissimi vini passiti, il Passito di Pantelleria e la Malvasia delle Lipari, due prodotti di punta dell’enologia italiana. Dal punto di vista turistico sono oasi di vacanza all’insegna del mare e della natura più bella e selvaggia. Isole vulcaniche, dai terreni particolari, ideali per la produzione di vini unici. Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, è un’isola presidiata dalle forze armate (Aeronautica, Marina, Esercito) piena di dammusi, caratteristiche case in pietra lavica con tetti bianchi a cupola per la raccolta delle acque piovane. Presenta numerosi scorci paesaggistici, come Bue Marino, l’Elefante, lo strapiombo del Salto alla Vecchia, Gadir. Al centro dell’isola la Montagna Grande, con grotte di saune naturali, e il pittoresco Specchio di Venere, un lago con sabbie di fanghi termali e cosmetici. Tutto opera di madre Natura. Alle Eolie, tra la Sicilia e la Calabria, i vini si producono principalmente a Salina, la più verde delle isole, a Lipari (la più grande e chiassosa) e a Vulcano, dove la terra brontola e sbuffa ancora aria calda.

 

Lo Specchio di Venere, a Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo. Sull’isola si produce un passito di alta qualità, il Passito di Pantelleria La cantina Donnafugata, sull’isola di Pantelleria, in un dammuso, tipica costruzione dell’isola

 

 







 

Il Marsala

Marsala, mulini alle saline, in provincia di Trapani

Si racconta che la nascita del Marsala sia legata alla figura di un commerciante inglese, John Woodhouse, che nel 1773 approdò con la sua nave nel porto siciliano. Durante la sosta provare il vino della zona, invecchiato in botti di legno, dal gusto simile a certi vini spagnoli e portoghesi. Imbarcò una scorta di barili, aggiungendovi acquavite di vino per alzare il grado alcolico e preservarne le caratteristiche durante il viaggio in mare. Sbarcato in Inghilterra il successo fu grande. Così Woodhouse tornò in Sicilia e cominciò a produrre Marsala utilizzando per l’affinamento il cosiddetto metodo soleras (un sistema di rabbocco delle botti con vini di annate diverse).


Luoghi da non perdere
Il Museo dell’Inquisizione di Palermo è una testimonianza unica nel suo genere. Nel  “carcere segreto dei penitenziati” i reclusi dell’inquisizione spagnola hanno lasciato tra il 1601 e il 1782 testimonianza della loro presenza sulle pareti delle celle: graffiti, poesie, invocazioni, implorazioni e disegni dei prigionieri, che erano eretici, bestemmiatori, fattucchiere, artisti e amici del demonio, anche intellettuali nemici dell’ortodossia religiosa. L’ultima scoperta comincia con un credo in lingua inglese “I doe belive in God the father…”. Nella prima cella troviamo invece la rappresentazione di una battaglia navale, forse quella di Lepanto del 1571. In un’altra cella il disegno, dall’aspetto sinistro, di un inquisitore. Le testimonianze, di grande valore scientifico, sono venute alla luce durante lavori di recupero della struttura che ospitava il carcere.

Indirizzo piazza Marina 61, Palermo 091.23893867-6870

comments powered by Disqus