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Il Piemonte è una regione di grandi vini, famosa per i rossi da invecchiamento, come il Barolo, il Barbaresco, ma anche per i suoi spumanti, come l’Asti Spumante Docg, il Moscato d’Asti, il Brachetto d’Acqui e altri. In questa regione la cultura del vino è molto forte. Basti pensare che il piccolo comune di Barbaresco omaggia da anni i neonati del paese con un benvenuto in pergamena accompagnato da 12 bottiglie di vino - Barbaresco Docg - vendemmiato proprio nell’anno di nascita dei bambini. Sotto il profilo enoturistico e gastronomico il Piemonte è una regione altrettanto interessante e variegata, ricca di borghi, castelli, vigneti collinari, ma anche pasta, carni e formaggi di alta qualità. Qui troverete tante Strade del Vino, cantine storiche o innovative, percorsi tra botti e vigneti, paesaggi dolci come quelli delle Langhe e più aspri come nel Roero.

Vigneti in Langa, in primavera Paesaggio invernale delle Langhe


Asti e Monferrato
Paesaggio di vigneti nel Monferrato, in provincia di Asti
Nelle terre del Monferrato, zona collinare e montana tra Piemonte e Liguria, potrete percorrere la Strada del Vino Alto Monferrato. Lungo l’itinerario si possono visitare le colline e i boschi del Casalese; i vigneti e le cantine di Moscato e Brachetto nell’area dell’Acquese; i castelli medievali e il Dolcetto nell’Ovadese; per arrivare fino a Novi e Gavi, terre di cioccolata e vini bianchi, il Bianco di Gavi (www.altomonferrato.it). La vicina Strada del Vino Monferrato Astigiano si estende invece da Moncalvo a San Martino Alfieri, sede di una delle più belle regge piemontesi. Qui da giugno 2009 i vini del territorio, dal Grignolino al Dolcetto d’Asti, si possono degustare anche nella nuova Enoteca Regionale Colline Alfieri dell’Astigiano, a San Damiano d’Asti. Altro giro altre novità. Lungo la Strada del Vino Astesana troviamo un’area collinare racchiusa tra la sponda destra del fiume Tanaro e la catena degli Appennini, con cittadine come Canelli e Nizza Monferrato, e ben 16 denominazioni di origine tra le quali la Barbera d’Asti e il bianco aromatico Moscato d’Asti. Il paesaggio è una grande attrazione, un insieme di colline arricchite da paesi, castelli e campanili. Sono 8 i percorsi proposti dalla Strada del Vino: i Colli Astiani, i Bricchi, Canelli e le terre d’oro, le Colline di Nizza, Lauretum, la Langa Astigiana, i Castelli, il Comune e le vigne di Asti (Info  www.astesana-stradadelvino.it).

Un altro interessante itinerario è la Strada del Vino dei Colli Tortonesi, che si snoda tra il Monferrato e l’Oltrepò Pavese, in provincia di Alessandria (www.stradacollitortonesi.com). Qui potrete degustare i vini della Doc Colli Tortonesi, come Dolcetto, Timorasso o Barbera. Il Tortonese appare agli occhi del visitatore come un territorio variegato, con morbide colline che sfumano in vette di tutto rispetto (Giarolo, Ebro e Chiappo). Il torrente Scrivia da un lato e i rilievi appenninici dall’altro formano un insolito fenomeno geologico, lo “Sperone di Tortona”. Situtata tra Liguria e Piemonte la valle Scrivia è solcata dall’omonimo torrente. Entrando in Val Curone si abbandonano Tortona e la pianura, e si risale, tra frutteti lussureggianti, il percorso del torrente Curone verso le cime più alte della provincia: il Giarolo, l’Ebro e il monte Chiappo. Sullo sfondo i castelli di Pozzol Groppo e di Brignano Frascata. Per gli appassionati d’arte una tappa da non perdere è a Volpedo, dove c’è la casa-museo del pittore Giovanni Pellizza da Volpedo, famoso per il quadro “Il Quarto Stato”.

 

Il Roero

L’ingresso dell’enoteca regionale del Roero, a Canale (Cuneo)

Il territorio del Roero è caratterizzato da un fenomeno geologico unico: le Rocche, grandi “spuntoni” di roccia nuda che emergono dal verde delle colline. Nate circa 200 mila anni fa a seguito di un fenomeno erosivo conosciuto come la “cattura del Tanaro”, le Rocche sono uno spartiacque naturale tra il corso attuale del fiume e il bacino del Po. Oggi queste formazioni rocciose fanno parte di un interessante Ecomuseo che si estende su 8 Comuni: Cisterna d’Asti, Montà, Santo Stefano Roero, Monteu Roero, Baldissero, Montaldo Roero, Sommariva Perno e Pocapaglia. Rispetto alle Langhe, sul lato sud del Tanaro, le terre del Roero hanno un carattere collinare meno dolce e più aspro. I principali vini della zona sono il Roero (rosso) e Roero Arneis (bianco). Si possono degustare all’Enoteca Regionale del Roero, a Canale (Cuneo).

 

Il Torinese

La Strada Reale dei Vini Torinesi, tra le ultime nate, abbraccia invece la fascia pre-alpina del Pinerolese, la Valle di Susa, la collina intorno a Torino e il Canavese, con un itinerario che comprende 180 Comuni e 25 Doc. Tra i vini della zona consigliamo: l’Erbaluce di Caluso, il Pinerolese Bonarda, il Canavese Nebbiolo. Dal lato enoturistico il territorio collinare a sud di Torino offre meraviglie ambientali, agricole, storiche, artigianali. Sulle fasce collinari a est della città si estende un comprensorio vitivinicolo che unisce 28 Comuni. Due le Doc presenti, la storica Freisa di Chieri e la recente Collina Torinese. Sono terre di chiara impronta sabauda, con aree vitate che si alternano a borghi, castelli e chiese. Fra queste, la Basilica di Superga, opera dello Juvarra, è un regale ornamento della collina. Il Canavese è un altro splendido angolo della Strada Reale dei Vini Torinesi, che racchiude tesori storici, artistici, naturalistici ed enogastronomici. L’area è unica perché passa dai 200 ai 4.000 metri di altitudine in poche decine di chilometri. Da secoli via di transito per eserciti, pellegrini e commercianti, la vicina Val di Susa conserva tracce di cultura artistica e religiosa, da scoprire seguendo gli Itinerari d’Arte Religiosa Alpina. Lungo il percorso incantevoli centri storici, borgate alpine, fortificazioni e abbazie millenarie. Fra queste, domina la valle l’imponente Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte. Pinerolo, infine, è la “Città della Cavalleria”, un elegante centro modellato da portici, musei e palazzi (info www.stradarealevinitorinesi.it).

 

Langhe, Barolo e Barbaresco

Barolo, il paese del vino da il nome a un grande rosso italiano e piemontese Museo del Vino a Barolo: l’ingresso del Museo al terzo piano, rappresenta la locanda a cui sono sedute tutte le divinità del mondo intente ad assaggiare il vino

Discorso a parte merita la Strada del Barolo e dei Grandi Vini di Langa, per l’alta qualità dei prodotti, la fama internazionale e la bellezza dei paesaggi. La Strada è un itinerario che ripercorre la cultura del vino e delle genti delle Langhe, le terre di produzione dei grandi rossi piemontesi. Il circuito mette in rete oltre 40 cantine, aperte alle visite, e altrettanti indirizzi per mangiare, dormire o curiosare. Da Barolo a Castiglione Falletto, da Dogliani a Grinzane Cavour, si tratta di un interessante percorso di degustazioni e visite guidate, tra un calice di Barolo, Nebbiolo, Barbera o Dolcetto e i sapori e prodotti tipici del territorio, come tartufi, formaggi, pasticceria. Tra le tappe culturali consigliamo di visitare a Dogliani il Museo Civico Storico Archeologico “Giuseppe Gabetti”, nato negli anni ’70 a seguito della scoperta di un piccolo nucleo di sepoltura di età romana, con ricco corredo di vetri e ceramiche del I secolo d.C. (info www.stradadelbarolo.it). Da non perdere l’ultima novità del territorio, il nuovo WiMu, Wine Museum o Museo del Vino, aperto a Barolo. E’ un’opera spettacolare, progettata dall’architetto François Confino, lo stesso che ha disegnato il Museo nazionale del Cinema di Torino. La nuova scenografica struttura è nel Castello Falletti di Barolo, diventato il più innovativo e suggestivo museo enologico in Italia. Il WiMu non è un museo tradizionale, cioè una statica collezione di memorabilia, ma un percorso emozionale vero, di suggestioni ed evocazioni, alla scoperta della produzione, della cultura e della tradizione del vino (info www.wimubarolo.it). 

 

L’evento

E’ diventato l’appuntamento di fine estate con le ultime due annate del Barbaresco Docg. Piacere Barbaresco, questo il titolo della manifestazione, si svolge il primo fine settimana di settembre nei tre paesi della pregiata denominazione di origine: Barbaresco, Neive e Treiso. A latere dell’evento seminari di approfondimento e spettacoli. Ogni anno a maggio, i primi tre venerdì del mese, durante “Barbaresco a Tavola” viene presentata invece solo l’ultima annata in commercio, con possibilità di degustazione dei vini locali in abbinamento ai piatti tipici langaroli (info www.enotecadelbarbaresco.it).
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