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E’ tra le più piccole regioni italiane per superficie, in gran parte compresa tra montagne e altipiani. La maggior concentrazione di vigneti è sulla fascia costiera, in particolare tra Campomarino, Larino, Ururi, in provincia di Campobasso. Fino a poco tempo fa nella provincia di Isernia, più montuosa e interna, la vite era quasi scomparsa. Oggi però è ripartita una piccola produzione di vini bianchi e rossi, a una ventina di km dalla cittadina di origini sannite. Turisticamente il Molise offre una natura ancora integra, sentieri, possibilità di escursioni, antichi paesi montani, molti dei quali si sono spopolati a seguito dei fenomeni di urbanizzazione ed emigrazione di qualche decennio fa.
Vigneti della Cantina D’Uva, a Larino (Campobasso) Vigneti dell’azienda Di Majo Norante, a Campomarino (Campobasso)

Campomarino, la più importante località balneare insieme a Termoli, è anche una delle quattro località molisane di origini albanesi (le altre sono Montecilfone, Portocannone e Ururi). Nel paese merita una visita la bella chiesa romanica di Santa Maria a Mare, costruita tra il XII e il XIII secolo. Nella cripta troviamo un affresco del ‘400 raffigurante San Nicola e San Demetrio, quest’ultimo in combattimento contro un turco. A Ururi, invece, a inizio maggio c’è  il Santo Legno della Croce (3 maggio), una gara con carri trainati da buoi che percorrono un tragitto di circa 4 km (la carrese). Molto sentita e folcloristica.

Prove generali nelle campagne di Ururi per il Santo Legno della Croce (3 maggio)

Larino è una delle cittadine più interessanti del Molise per le testimonianze del passato. L’anfiteatro romano risale al I secolo d.C. Di forma ellittica, aveva quattro ingressi sulle estremità dei due assi, mentre dodici porte permettevano l’accesso alle gradinate. Nell’alto medioevo fu trasformato dai larinesi in luogo di difesa. Nel centro del paese è molto interessante anche la Concattedrale, in stile gotico-romanico, consacrata nel 1319 su un preesistente edificio. Tra le più belle del Molise ha un portale gotico attribuito al lancianese Francesco Petrini. All’interno affreschi del tardo Trecento e del Quattrocento. E una tela, l’Immacolata Concezione, attribuita al Solimena. Riguardo ai vini il Molise sente l’influenza del vicino Abruzzo, da cui ha ereditato trebbiano e montepulciano, e della Campania, con i vitigni greco e falanghina. Da qualche anno, però, l’orgoglio dei produttori molisani ha riportato alla ribalta la tintilia, un vitigno autoctono regionale a bacca rossa.

 

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