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Nota soprattutto per i vini bianchi e i passiti, come il Ramandolo e il Picolit, il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di vitigni autoctoni dai nomi curiosi: ribolla gialla, schiopettino, refosco dal peduncolo rosso, terrano. Il paesaggio vira dal mare ai monti e le influenze microclimatiche incidono sulle caratteristiche dei vini. Tra le principali zone di produzione ci sono i Colli Orientali, il Collio, l’Isontino, il Carso, il basso Friuli e l’area della Doc Grave.

I Colli Orientali si estendono lungo la fascia collinare della provincia di Udine a ridosso con la Slovenia. Qui possiamo visitare Cividale del Friuli, che custodisce nel museo Archeologico rari pezzi di oreficeria longobarda; la bella cittadina di Tarcento, con un centro storico restaurato dopo il terremoto del 1976; e Faedis, paese di antiche origini, dove è custodito un pregevole altare in legno di Giovanni Martini (1522), nella chiesa di Santa Maria Assunta. Nelle Valli del Natisone troviamo invece una delle zone più selvagge e boschive della regione. Ma anche le cittadine di Buttrio, sede di ville storiche, e Rosazzo, sede di un’abbazia benedettina che per secoli ha conservato il patrimonio di viti e vitigni della zona.

 

Paesaggi del Collio, il più importante territorio del vino in Friuli Venezia Giulia Paesaggi del Collio, il più importante territorio del vino in Friuli Venezia Giulia

L’area del Collio, la zona vitivinicola più interessante, è caratterizzata da dolci colline ed eleganti vini bianchi. Situata in provincia di Gorizia, al confine con la Slovenia, comprende cittadine come Oslavia, conosciuta per il suo monumentale Ossario che custodisce le spoglie dei caduti della prima guerra mondiale. Tra le altre località segnaliamo Dolegna del Collio, che presenta interessanti chiesette votive, e Cormòns, un centro agricolo di antiche origini, con un centro storico interessante.

 

Le cantine del Castello di Spessa, in provincia di Gorizia

L’Isontino è un territorio attraversato dal fiume Isonzo, in gran parte in provincia di Gorizia. Tra le cittadine simbolo Gradisca d’Isonzo è una città fortezza costruita nel Quattrocento contro la minaccia delle invasioni Turche. Grado è nota invece come centro balneare e termale dell’alto Adriatico, e per il suo caratteristico centro storico che ricorda Venezia. Altre aree di produzione di vini sono il basso Friuli e la zona lagunare, a sud di Udine fino all’Adriatico, e l’area della Doc Grave, in provincia di Pordenone, delimitata dal fiume Tagliamento e dal confine con il Veneto. Ne fa parte Spilimbergo, capitale del mosaico decorativo, ricca di chiese (Duomo di S. Maria Maggiore, chiesetta di S. Cecilia) e sede di un castello composto da edifici di varie epoche.

 

Luoghi da non perdere

Fondata dai Romani come colonia militare nel 181 a.C. Aquileia nei secoli successivi assunse un volto nuovo con l’arrivo del Cristianesimo. E’ tra i più importanti siti archeologici dell’Italia settentrionale. Ha una basilica di grande valore architettonico, edificata inizialmente nell’anno 313 d.C. e composta da due aule parallele. Tra il 1021 e il 1031 fu realizzata una ricostruzione per desiderio del patriarca Popone e fu costruito il campanile a cuspide, di 73 metri. Nuovi interventi in stile gotico si ebbero dopo il terremoto del 1348. Successivamente sovrapposizioni rinascimentali. Tra le antiche mura è conservato un pavimento a mosaico del IV secolo con scene dell’antico Testamento in uno stile naturalistico di matrice ellenistica.

Paesaggi del Collio, il più importante territorio del vino in Friuli Venezia Giulia
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