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La Campania è una terra di vini importanti, attrazioni turistiche e luoghi da scoprire, dai monti del Sannio e dell’Irpinia alle zone archeologiche del Vesuvio, fino alla Costiera Amalfitana. La più importante area di produzione vitivinicola è l’Irpinia, una terra di boschi, colline, borghi medievali, con una gastronomia generosa e ben tre Docg: i bianchi Fiano di Avellino e Greco di Tufo e il rosso Taurasi. E’ una terra di antiche tradizioni, di cui rimane testimonianza nel Museo Irpino di Avellino, che custodisce una importante collezione di reperti archeologici dell’età preistorica, sannita e romana (Palazzo della Cultura, Corso Europa, tel 0825.790501, ingresso gratuito, lun-ven).

Tra le soste dell’itinerario enoturistico il paese di Sorbo Serpico è una sosta di interesse, nel silenzio e nel verde della comunità montana del Terminio Cervialto.
Un panorama del Sannio visto dal vigneto (foto Regione Campania - Assessorato al Turismo)
A Castelvetere sul Calore, tra le pendici del monte Tuoro e il fiume Calore Irpino, un tempo la Fontana dello Zoppo era usata come lavatoio pubblico, e il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta (XII secolo) era usato anche come torre di avvistamento. Il paese di Taurasi, cuore di produzione del Taurasi Docg, ha un centro storico d’impronta medievale e un castello (Palazzo Marchionale) che ospitò Torquato Tasso, lo scrittore e poeta italiano autore di "Gerusalemme Liberata", del 1575. Di origini antiche la cittadina di Tufo, cuore di produzione del Greco di Tufo Docg, che si sviluppò in età longobarda e feudale. Risale a quel periodo il Castello Medievale: conserva tre torri e gran parte della cinta muraria.

Dalle valli dell’Irpinia ai monti del Sannio, in provincia di Benevento, non c’è una grande distanza da percorrere. Tra i principali vini del territorio possiamo degustare l’Aglianico del Taburno Doc, il Sannio Doc, il Taburno Doc e il Sant’Agata dei Goti Doc. Tra le soste enoturistiche, invece, Foglianise va menzionata per la ricchezza di chiese ed edifici religiosi, come Santa Maria di Costantinopoli, il convento di Sant’Annunziata e l’Eremo di San Michele, del IX secolo. Torrecuso va segnalata per la sua piazza centrale, dominata da Palazzo Cito, di epoca medievale, oggi sede del Comune. Il centro storico di Solopaca conserva edifici storici di gran pregio, su tutti l’ex Palazzo Ducale dei Ceva-Grimandli, del 1672. Nei pressi della chiesa di San Martino sorgono invece i resti di una torre circolare di un preesistente castello medievale. E da non perdere in direzione di Caserta l’antico borgo di Sant’Agata de’Goti, il cui centro storico sorge su una rocca in tufo, chiusa da due fiumi.

 

La fontana della reggia di Caserta. La reggia fu costruita dal re Carlo III di Borbone nel 1752-74 sotto la direzione dell’architetto Luigi Vanvitelli e suo figlio Carlo (foto Fabrizio Reale)

I più importanti vini della provincia di Caserta sono il bianco Asprinio di Aversa Doc, il Falerno Doc (bianco e rosso) e il Galluccio Doc, bianco, rosso e rosato. La più importante tappa turistica è proprio nella città campana, sede della lussuosa e famosa Reggia di Caserta, voluta dal re delle due Sicilie Carlo di Borbone e realizzata dal grande pittore e architetto italiano - di origini olandesi - Luigi Vanvitelli (1700-1773). All’interno racchiude lo splendido Palazzo Reale e i maestosi giardini. Nel paese di Mondragone, zona di produzione di mozzarelle di bufala campana Dop, verso il Lazio, numerosi reperti archeologici testimoniano le antiche origini della zona, dalla preistoria al medioevo. Sono visitabili al Museo Civico Archeologico Biagio Greco: di particolare importanza la collezione di anfore vinarie e il medagliere con 200 esemplari di monete (via Genova 1, mart-sab, tel 0823.972066). Invece nel comune di Galluccio merita una visita la chiesa Collegiata, che vanta un pregiato soffitto in legno e oro e un campanile gotico in tufo.

Andando verso Napoli altre zone di produzione dei vini sono all’ombra del Vesuvio e sulla bella isola di Ischia. A Marano di Napoli è presente l’importante Mausoleo funebre romano del Ciaurro, le cui nicchie contenevano le ceneri di Tirone, oratore e discepolo di Cicerone. Ancora resti archeologici intorno a Quarto, che nella necropoli conserva un monumentale mausoleo a cuspide piramidale. Sull’isola di Ischia, zona di produzione di bianchi e rossi con uve biancolella, forastera e piedirosso, troviamo mare, acque termali, il bosco di Zaro, gli splendidi giardini La Mortella e un suggestivo castello aragonese su un isolotto di roccia.

 

Vigneti vicino Agerola, in costiera Amalfitana Un panorama di Positano. Si distinguono le principali spiagge di Positano: Spiaggia di Fornillo (sulla sinistra), Spiaggia Grande (al centro) e Spiaggia La Porta (sulla destra). (© Regione Campania - Assessorato al Turismo. Foto di Massimo Amendola)
Paesaggi mozzafiato e vigneti a terrazza fanno invece da cornice ai vini bianchi e rossi della bella costiera Amalfitana nella provincia più meridionale di Salerno. Accanto alle imperdibili e famosissime Amalfi e Positano, non possiamo mancare il paese dei muri dipinti (Furore) e la città della musica (Ravello). Furore è diviso da un lato dalla sua marina (il Fiordo), dall’altro da una serie di case disseminate lungo un costone “invisibile” a chi viaggia sulla strada Amalfitana. Incantevole paese affacciato sul mare della costiera, Ravello è stata visitata da illustri personaggi, a partire dai musicisti Wagner e Strawinsky. Memore di queste frequentazioni ogni anno ospita il rinomato Festival di Ravello nella Villa Rufolo che ispirò il Parsifal di Wagner.

 

 

Luoghi da non perdere

Sant’Agata de’ Goti, il paese antico

Sant’Agata de’ Goti è un bellissimo borgo di antiche origini adagiato su una terrazza tufacea in provincia di Benevento. Durante la seconda guerra sannitica (315 a.C.) l’area venne occupata dai Romani. Successivamente con le invasioni barbare arrivarono Vandali e Goti. Sembra però che il nome del paese derivi da quello della famiglia francese De Goth, alla quale Roberto d’Angiò concesse il feudo di Sant’Agata nel 1300. Durante il medioevo fu prima dominio Longobardo, poi Normanno, Svevo e Angioino. All’interno del centro storico la Cattedrale dell’Assunta del 970, ma rifatta nel XII e XVIII secolo, conserva opere artistiche e una cripta romanica di gran pregio. Meritano una visita anche la chiesa di Sant’Angelo in Munculanis, dove sono venute alla luce una struttura medievale e una cripta con sepolture a colatoi; e il castello normanno, rimaneggiato nel XVII secolo. Al suo interno una sala con affreschi mitologici.

 

L’evento

Solopaca, particolare della festa dell’uva (© Regione Campania - Assessorato al Turismo. Foto di Antonio Capone) Chiesa dell’Addolorata e Chiesa SS. Corpo di Cristo, a Solopaca (Foto E.P.T. Benevento)
Perdere la Festa dell’Uva di Solopaca (Benevento) la seconda domenica di settembre sarebbe un gran peccato. La sua origine risale al ‘700 quando con la festa dell’Addolorata venivano raccolti omaggi di uva, trasportata su carri addobbati e venduta in un’asta pubblica. La festa, ripresa nel 1978, ha come protagonista la sfilata di carri allegorici. Sono piccole opere d’arte realizzate con chicchi d’uva dai maestri carraioli che ogni anno propongono scene, soggetti e temi al pubblico che accorre numeroso a vedere i carri d’uva di Solopaca. Dal 1998 c’è anche un corteo storico ispirato ai personaggi della famiglia Ceva-Grimaldi, governatori di Solopaca per due secoli tra il ‘500 e il ‘700. Info Pro Loco tel 0824.977659
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