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testi di Ada De Lucrezia

 

Bocconcini freschi freschi Il caciocavallo, un’altra specialità locale

Percorrendo la strada che da Frosolone (Isernia) porta verso Sessano del Molise, capiamo subito qual è il filo conduttore del nostro itinerario: il formaggio. Enormi faggeti e castagneti si alternano a verdi pascoli e casolari in pietra dove si producono latticini di intenso sapore. Sul profilo della collina si scorge un gregge di pecore accompagnato da un pastore solitario mentre sul ciglio della strada fa capolino una mucca che si è allontanata dal gruppo. Non siamo lontani dalla località Acquevive dove la famiglia Di Maria lavora esclusivamente latte locale secondo un'antica tradizione tramandata da generazioni. La stagionatura in grotte di pietra consente di produrre un gustoso formaggio a pasta filata. Vi consigliamo di fare incetta di souvenir golosi (scamorze, ricotte, caciocavalli, treccia, bocconcini e stracciata) al Caseificio La Treccia (via Colle Morello, tel. 0874.890785) e di deliziare il palato al ristorante La Tana dell’Orso, in località Colle Dell’Orso (conto 25€ www.tanadellorso.it), di proprietà degli stessi Di Maria, con i cavatelli, un piatto della tradizione contadina molisana, conditi con caciocavallo e pachino. Chiedete al signor Luigi di farvi assaggiare il caciocavallo fresco, quello mediamente stagionato ma anche lo stravecchio che nel 2007 si è aggiudicato il premio come Cheese of the Year, miglior formaggio dell’anno alla Fiera Il BonTà di Cremona.

 

Una natura ancora integra è un invito in Molise per gli amanti del turismo all’aria aperta
Anche se il luogo ispira passeggiate nel verde incontaminato di una regione poco battuta dal turismo di massa, vallate e pianori invitano a praticare in inverno lo sci di fondo e in estate quello di prato. I sentieri dei boschi, tracciati negli anni Cinquanta dalle "fasciaiole" che andavano a piedi a raccogliere le fascine di legna, e le piste aperte dai carbonai si prestano a essere trasformati in sentieri naturali che il turista può percorrere anche in sella alla mountain bike. Chi non sa rinunciare a un pizzico di adrenalina nemmeno per un fine settimana troverà pane per i suoi denti: il volo libero con parapendio e deltaplano, ma anche l’arrampicata libera su roccia, che trova il suo luogo di culto nel complesso roccioso dalla forma bizzarra e suggestiva della Morgia Quadra.

 

Le colline di Fossalto, viste dalla terrazza della Taberna Agricola Agnello e patate al forno, un classico della cucina locale

Dalla chiesetta di Sant’Egidio si aprono due sentieri: quello di destra, che sale fino alla falesia, da costeggiare alla base e poi dall’alto su un panoramico crinale erboso che offre un bel colpo d’occhio sul Matese; e quello di sinistra, che arriva all’area picnic di Colle dell’Orso. Una volta parcheggiato il camper lungo la strada all’altezza di un fontanile in pietra (non c’è parcheggio, si consiglia di portare cunei per piccoli dislivelli), bisogna camminare per 15 minuti lungo un sentiero stretto e sterrato e attraversare una specie di cancello nel filo spinato per arrivare al cospetto del primo blocco. Con vari sentierini si raggiungono tutti gli altri, sparsi qua e là, a volte separati da strette gole, con circa 200 vie che si sviluppano dai 20 ai 40 metri, con difficoltà dal 4a all’8b. Si tratta per gran parte di monotiri per i quali sono necessari fino a 15 rinvii e corda da 70 metri. Non manca qualche macchia di prato libero in cui piantare la tenda fare legna e accendere il fuoco per una grigliata, consentendo anche a chi non pratica l’arrampicata di trascorrere una giornata in falesia. Per info c’è l’associazione sportiva Orizzonti Verticali (www.orizzontiverticali.it). In località Montagnola, a quattro chilometri dalla falesia, all’altezza del cartello di legno per le informazioni, è disponibile un’area non attrezzata per la sosta senza acqua ma con barbecue. Molti sono soliti campeggiare in tenda anche se il camper è molto comodo soprattutto per equipaggi composti da più di tre persone. Può fare comodo caricare nei gavoni l’occorrente: corde, rinvii, caschi, scarpette inclusi i viveri. Basta affacciarsi dalla balconata antistante la chiesa di Sant’Antonio Abate per godere di una vista mozzafiato sulle colline che ingentiliscono il paesaggio.

 

Una veduta di Pietracupa, in Molise La Taberna Agricola, a Fossalto

Pietracupa (Campobasso) è una meta senz’altro affascinante per chi ama il silenzio e i luoghi poco frequentati. Le scalette del belvedere portano alla suggestiva cripta scavata nella roccia che conserva un crocifisso cinquecentesco e un altare formato dalla macina di un vecchio mulino (www.comune.pietracupa.cb.it). Ma per consumare un pasto non fugace vale la pena spostarsi altri 17 chilometri, percorrendo la strada interna e panoramica in direzione Torella, per arrivare a Fossalto (Campobasso), nell’agriturismo Taberna Agricola (conto medio 25€ www.tabernagricola.eu). Tra gli antipasti oltre agli ottimi affettati con formaggi, marmellate e ricottine fresche, da provare lo scattone, la pasta condita solamente con vino e servita in scodella. Particolari le polpette di patate e fave con contorno di salsiccia di fegato e l’assaggino di farro al mosto cotto con fegatino all’origano. Tra i primi, fatti a mano, ottime le orecchiette con zucchine e fiori di zucca, la pasta alla chitarra con ragù molisano. Tra i secondi, consigliamo l’agnello alla brace e la salsiccia con patate al forno. Per i dolci l’agriturismo si affida ad una guru del gelato, la signora Italia dell'omonima gelateria nel centro di Fossalto, conosciuta in tutto il Molise, la Gelateria Italia di via Garibaldi 17 (tel 0874.768247). I vini, principalmente Merlot e Chardonnay provengono dalle migliori cantine molisane, come Catabbo, Cipressi e Di Majo Norante.

 

Veduta di Pietracupa Cripta nella chiesa rupestre di Pietracupa

Percorrendo la fondovalle del Trigno da cui si ammira Bagnoli del Trigno (Isernia) si arriva al Parco archeologico di Pietrabbondante che si trova nei pressi dell’antico tratturo Celano-Foggia a pochi chilometri dall’abitato, tra enormi macigni, le morge. Qui è possibile ammirare i resti dell’antica Pietrabbondante costruita dai Sanniti pochi decenni prima dell’urto fatale con Roma. I resti mostrano le possenti mura poligonali, la necropoli della Troccola, con preziosi corredi tombali, due templi, il Grande Tempio costituito da due altari, un pronao e una gradinata, il Piccolo Tempio della metà del II secolo a.C. Più a valle vi sono tracce di unità abitative e botteghe. Fiore all’occhiello, i resti del teatro, felice connubio tra strutture italiche e architettura greca. Ricavato nel pendio naturale del terreno, è formato da una cavea e da cinque gradinate. Sui sedili in pietra a sezione anatomica – unici al mondo – ancora oggi è possibile assistere alle rappresentazioni teatrali (www.comune.pietrabbondante.is.it).

 

Mestiere Arrotino

Approfittatene per fare una giratina a Frosolone, famoso per la produzione di forbici e coltelli esportati in tutto il mondo. E la statua dedicata all’arrotino, che campeggia all’ingresso del paese prima di arrivare alla piazza principale, svela subito la venerazione che il paese nutre per questo antico mestiere. Vale la pena entrare in una delle botteghe del centro storico: quella di Francesco Fraraccio di via Selva 1 (tel. 0874.899910) o in una di quelle della famiglia Paolucci (attive dal 1791) di via Teste 3 (tel. 0874.890120), uno dei marchi più importanti a livello internazionale con l’efficace slogan “Una storia inossidabile nel tempo”. Giacché ci siete, potreste curiosare nel Museo dei Ferri Taglienti, dove sono conservati centinaia di oggetti di valore storico recuperati tra gli appassionati e tra gli eredi dei migliori forgiatori locali oltre a lame da taglio militari. Su prenotazione ogni giorno (tel. 0874.890435 www.comune.frosolone.is.it).

 

Tra i cavalli in libertà

In Molise si possono fare splendide passeggiate a cavallo nella natura

Un comodo approdo rurale è il B&b Santo Stefano dei cavalli ad Agnone (30€ a persona in bassa stagione www.santostefanodeicavalli.it). Nato sui ruderi di un vecchio tempio dedicato a Santo Stefano la struttura, recuperata dalla famiglia Cerimele, è formata da due casolari in pietra con camere e un'area predisposta ad accogliere due camper. I cavalli Appaloosa dal mantello maculato tipico dei cavalli degli Indiani d’America, che vengono allevati qui da molti anni, sono ottimi compagni per passeggiate o trekking nell'immenso territorio che abbraccia le cascine e la grande voliera, casa di variopinti pappagalli delle più diverse specie. Approfittatene per visitare il Museo Storico della Campana (su prenotazione tel. 0865.78235) che conserva una vasta collezione di bronzi sacri, tra cui la campana dell’anno Mille, oppure concedetevi una passeggiata nella riserva MAB di Montedimezzo, nel comune di Vastogirardi, una delle 245 riserve istituite in tutto il mondo dall'Unesco (Corpo Forestale Montedimezzo tel. 0865.940134).

 

Tintilia, un Molisano Doc

Vigneti a Campomarino (Campobasso)

La tintilia è un’uva a bacca rossa del Molise, sembra originaria anticamente della Spagna, arrivata in regione attraverso Napoli. Il disciplinare della Doc Tintilia, modificato di recente, prevede rese massime di 80 quintali d’uva per ettaro, la coltivazione oltre i 200 metri sul livello del mare e l’imbottigliamento in zona. La più importante cantina del Molise, Di Majo Norante, è anche l’azienda che qualche anno fa ha rivalutato questa varietà, oggi entrata in produzione anche in altre cantine molisane. Per visitare Di Majo Norante dobbiamo però spostarci a Campomarino (Campobasso), il paese vitivinicolo più importante della regione (www.dimajonorante.com). Approfittiamo allora di una deviazione su Larino per visitare anche la Cantina d’Uva, una realtà enoturistica con camere per il pernottamento e ristorante di cucina tipica. Tra i vini bianchi e rossi anche la Tintilia (www.cantineduva.com).

Se poi vi interessa scoprire ancora di più sulla riscoperta dei vini molisani allora dovete tornare vicino Isernia, a Monteroduni. Qui un giovane architetto, Antonio Valerio, proprietario della cantina Valerio, ha dato vita alla Doc Pentro. Proprio così, perché l’unica denominazione di origine della provincia di Isernia non era mai stata imbottigliata prima del 2006, nonostante fosse stata riconosciuta negli anni ’80 (www.valeriovini.it).


La Ventricina

Tra i salami molisani, ottenuti con le carni di animali allevati in zona, spicca la ventricina insieme ad altre varietà simili a quelle prodotte nel vicino Abruzzo. I suini utilizzati per produrla sono alimentati a base di ghiande, castagne, tuberi e radici e nei mesi di agosto e settembre sono portati sulle rive di fiumi e ruscelli per la “sulatura”, una sorta di bagno nel fango da cui traggono giovamento carne e grasso a pochi mesi dalla macellazione. La ventricina viene prodotta un po’ in tutta la provincia di Campobasso, ma la ricetta più nota è quella di Montenero di Bisaccia. La preparazione prevede l’accostamento di pezzi di carne tagliati grossi (anche fino a 100 grammi) e pezzi di lardo in quantità dal 2 al 5 per cento del peso totale. Vengono aggiunti sale, paprica dolce, fiori di finocchio ed eventuale peperoncino. Il tutto riposa per 24 ore, poi viene insaccato in una vescica di maiale, intervallando i pezzi di carne con quelli di grasso. La maturazione dura mediamente 15 giorni in locali riscaldati e ventilati, la stagionatura – in cantina - varia invece tra 12 e 18 mesi. Ma attenzione, trovare in commercio la ventricina vera non è facile: una indagine Insor (Istituto Nazionale di Sociologia Rurale) stima che il quantitativo prodotto è di qualche quintale.

 

Preparazione della mozzarella Una treccia appena fatta Preparazione di cavatelli fatti in casa

 

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