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testi di Antonella Burdi

 

Le saline del Port des Salines, al Petit Village, anche sede di un ecomuseo

Oléron è un’isola della Francia sud occidentale, a un’ora di strada da La Rochelle, il capoluogo della Charente marittima. E’ una meta adatta per una vacanza all’aria aperta, con le sue piste ciclabili e le sue spiagge. Ma è soprattutto l’isola delle ostriche e il paradiso dei camperisti. Nel bacino di Marennes-Oléron i primi parchi ostricoli furono creati a metà Ottocento, in un ambiente dalle condizioni ottimali: acque pure alimentate di sostanze nutritive dalla Seudre, il fiume costiero della Charente. All’inizio l’area era popolata di ostriche “piatte”, ma nel 1868 la produzione si concentrò sulle ostriche “concave” importate dal Portogallo in circostanze fortuite. Poi nel 1922 una malattia decimò le “piatte” e nel 1970 un virus colpì anche le portoghesi. Così fu introdotta una tipologia di ostriche giapponesi, anch’esse “concave”, quelle coltivate tuttora.

 

Patrick Daudu, chef del ristorante O Saveurs des Iles, sull'isola di Oleròn Le saline del Port des Salines, al Petit Village, anche sede di un ecomuseo
Si può raggiungere l’isola attraverso il viadotto che la collega alla terraferma e da questo approdo seguire la costa ovest verso Saint-Trojan-les-Bains. Fiancheggiando la foresta di pini e querce di Ronce-les-Bains, si arriva alla grande spiaggia di Saint-Trojan, accessibile a piedi, attraverso sentieri alberati o con la ferrovia turistica che parte da Saint-Trojan ed entra nella foresta. Il ristorante La Criée, al porto Saint-Trojan-Les-Bains, propone piatti a base di pesce e frutti di mare, prime fra tutti le ostriche: si può mangiare anche nella bella veranda vista mare (www.la-criee.fr).Vicino a Le Petit Village ci sono le saline del Port des Salines, sede di un ecomuseo, con canali navigabili, sentieri per trekking e bici. Poco più a nord a La Cotinière c’è il più grande porto dell’isola, dove ogni giorno alle 6 e alle 15,30 si svolge un’asta del pesce molto animata. Al mercato ittico, che apre alle 16, i turisti possono comprare gamberetti grigi e rosa, spigole, sogliole, scampi freschi. Oppure li troveranno cucinati in piatti golosi nei ristoranti locali. Come L’Ecailler che si trova proprio al porto di Le Cotinière: cucina tipica, eleganti le sale interne, accogliente la terrazza (www.ecailler-oleron.com). Ottime specialità anche da O Saveurs des Iles, in località Menounière, non molto distante, un locale dall’aspetto etnico, con giardino, piccolo orto di spezie e sculture nel verde. Della cucina si occupa il titolare Patrick Daudu, della cantina la moglie Cecile. Menu degustazione 50€, bevande escluse. Chiuso il lunedì a pranzo (www.saveursdesiles.fr).

 

Il castello e il parco di Bonnemie, a Saint Pierre d’Oleròn Il ristorante Le Zing, a Saint Pierre d’Oleron

Da qui la capitale Saint-Pierre-d’Oléron è a pochi minuti. Nella grande place Gambetta, in un’area alberata, si può parcheggiare il camper per qualche ora, il tempo necessario per visitare il centro. Da vedere c’è il Castello di Bonnemie, del XIV secolo, oggi di proprietà municipale, circondato da un bel giardino, e la chiesa di Saint Pierre, costruita nell’XI secolo e rimaneggiata nel XVII, con una torre esagonale, alta 40 metri, un utile punto di riferimento per orientarsi. La Lanterna dei Morti, in piazza Saint-Pierre-d’Oléron, di forma ottagonale in stile gotico, del XII secolo, con i suoi 23,5 metri è la più alta di Francia nel suo genere. La domenica mattina al mercato coperto si possono acquistare le ostriche e anche gustarle, appena aperte dai venditori con un piccolo coltello. Oppure si può mangiare al ristorante Le Zing, un ambiente informale, con porte dipinte e lampade in design. La cucina propone piatti locali a base di pesce. Conto 30€ bevande escluse. Sempre aperto (1 rue Louis Barthou tel +33/(0)5.46470208).

 

Il faro di Chassiron La chiesa romanica di Saint Denis d’Oleron
La punta estrema a nord dell’isola è dominata dal Faro di Chassiron, alto 46 metri e largo 18. La sua vetta si raggiunge salendo 224 gradini. Ma la fatica vale la pena: dalla cima si apre una vista fantastica sulle scogliere della costa nord (www.chassiron.net). Per chi soffre le vertigini, a terra, vicino all’ingresso, c’è la mostra permanente sulla gente e le tradizioni della costa mentre nel giardino esterno si può ammirare una collezione di rose, vigne e specie botaniche locali. Proseguendo lungo la costa est si incontra la chiesa di Saint-Denis-d’Oléron, con la sua facciata romanica, risalente al XII secolo. Appesa nella navata centrale c’è un modello di fregata (ex voto) classificata come monumento storico. Vicino al porto turistico, si può pernottare nel Campeggio Municipale, ampio, alberato e con tutti i servizi. Sulla spiaggia, facilmente raggiungibile con una piacevole passeggiata, si vedono le caratteristiche cabine in legno, colorate e diverse una dall’altra. Non lontano, nella “chiusa”, un sistema di muretti a secco con aperture a griglia, di origine medioevale, durante la bassa marea molte persone usano raccogliere pesci e molluschi rimasti intrappolati. E’ anche una tappa della Strada dell’Ostrica, l’itinerario culturale e gastronomico che si snoda lungo la costa orientale dell’isola, la parte affacciata sul continente e il bacino di Marennes.

 

Camper nella foresta di Saumonards Spiaggia di Saumonards
Più a sud, verso la terraferma, ci sono le spiagge di Plaisance e di Saumonards, quest’ultima vicina alla Foresta di Saumonards, attraversata da sentieri e piste ciclabili. La visita dell’isola finisce a Boyardville, che ha un porto turistico e una bella spiaggia da cui si vede il Fort Boyard, commissionato da Napoleone, tra il 1801 e il 1859, e Le Château d’Oléron, una vecchia piazzaforte con una cittadella fortificata, opera del Vauban (1633-1707), l’ingegnere militare del Re Sole. Tutte queste località si raggiungono anche in bicicletta grazie a una articolata rete di piste ciclabili: lungo l’itinerario ci sono diverse aree per picnic, dove sostare per riposarsi e consumare la colazione immersi nella natura. Meglio con un bel piatto di ostriche fresche.

Aree Camper

Il campeggio municipale di Saint Denis d’Oleron
L’isola ha numerosi campeggi attrezzati (www.camping-oleron.com). Tra questi il campeggio municipale (Camping Municipal) di Saint Denis d’Oleron è tra i migliori: è vicino al porto turistico e ha 411 posti. Indirizzo: 10 boulevard d’Antioche, tel +33/(0)5.46478562 (www.st-denis-oleron.com).

Per visitare Saint Pierre d’Oléron si può lasciare il camper per qualche ora nella centrale place Gambetta e da qui proseguire a piedi.

A Saint Georges d'Oléron troviamo il Campeggio Domaine d'Oléron, con 170 piazzole da 100 mq l’una, 2 piscine, una riscaldata e una per bambini, acquascivolo, campo da calcio, parco giochi, bici a noleggio, wi-fi (www.vacansoleil.it).


Tipi di ostriche

Villaggio di ostricoltori a Marennes
Il colore della polpa delle ostriche dipende dal tempo di affinamento e dalla densità per metro quadrato. A Marennes-Olèron troviamo le “fine de claire" e le “special de claire", con un più breve periodo di affinamento. Le “fine de claire verte”, commercializzate con l’etichetta rossa, invece sono ostriche di qualità più alta, ottenute con 1 o 2 mesi di affinamento. Ancora migliori sono le “pousse en claire”, con un affinamento che varia dai 4 agli 8 mesi. I prezzi vanno da 7/8€ al kg per le “fin de claire" a più di 13€ al kg per le "pousse". Tra i principali ostricoltori dell’area consigliamo Alain Gazeau, a Bourcefranc, vicino al Fort Louvois (tel +33/5.46850340).

 

Il vino di Oléron

Pascal Favre, mentre spilla dalle botti il Pineau des Charentes Pascal Favre, mentre spilla dalle botti il Pineau des Charentes

A Oléron si produce anche vino: i vitigni coltivati sono merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, colombard, ugni blanc e montils, una varietà locale. L’azienda Favre, dell’omonima famiglia, è una grande cantina che coltiva circa 41 ettari di vigneto in vari punti dell’isola e produce mille ettolitri l’anno in varie tipologie: 4 bianchi, 2 rossi e un rosato ottenuto da merlot e cabernet franc “vinificati in rosa”. E inoltre Cognac e Pineau des Charente, un vino liquoroso ottenuto bloccando la fermentazione del succo d’uva (3/4) con l’aggiunta di acquavite di Cognac (1/4) e poi affinato in botte di legno per tre anni. L’azienda ha una bella bottaia visitabile e un punto vendita per acquisti e degustazioni. La troviamo a Saint Pierre d’Oléron, Village de La Fromagerie, Route des Sables Vignier, tel 0033/(06.)71601740

 

Info

E’ collegata alla terraferma da un ponte-viadotto di 3 km. Lunga 34 km e larga al massimo 12, ricca di boschi, saline e villaggi di ostricoltori, si può percorrere in camper.

Route du Viaduc, Bourcefranc Le Chapus www.ile-oleron-marennes.com

Atout France, l’Ente per lo sviluppo del turismo francese www.franceguide.com

 

Villaggio di ostricoltori con tipiche case in legno (cabane) a Fort Royer, sull'isola di Oleròn Spiaggia a Fort Royer, il villaggio degli ostricoltori dell’isola di Oleròn Spiagga di Saint Denis d’Oleron con caratteristiche cabine colorate Bassa marea, sull'isola di Oleròn, vista panoramica dal faro di Chassiron Vigneto sotto il faro di Chassiron Alain Gazeau, produttore di ostriche di Oleron Marennes






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