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testi e foto di Massimiliano Rella

 

Scultura del bevitore a Mikulov Ciclisti sostano nella piazza di Mikulov

Se la Boemia è terra di birra e cristalli, la Moravia è il regno dei vini della Repubblica Ceca. In quest’area a sud del Paese, ai confini settentrionali dell’Austria, la vite fu portata dagli antichi Romani, che trovarono un territorio di dolci colline e un clima adatto per la bevanda di Bacco. Oggi gli enoturisti possono trovare interessanti cantine, vini bianchi di qualità, itinerari in bici o a piedi tra le vigne. E tante attrattive artistiche, su tutte i castelli di Valtice e Lednice, protetti dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità. La testimonianza più antica sulla storia enologica della Moravia è nei pressi di Mikulov, dove dal XIII secolo è coltivata la vigna di Turold. La testimonianza più “ingombrante” è invece nel castello della cittadina, dove oggi ha sede il Museo Regionale, che ospita mostre sui Romani e i Germani, opere in gotico e in stile Impero. Nei sotterranei del castello di Mikulov, donato nel 1249 dal re Ceco Otakar II alla potente famiglia dei Liechtenstein, è custodita infatti una botte gigante con una capacità di 101.400 litri e un peso di 26 tonnellate.

La botte gigante nelle cantine del castello di Mikulov. Di epoca rinascimentale, ha una capacità di 1.014 ettolitri

Fu costruita nel 1643 per tassare i contadini, in quote da 56,6 litri di vino. La leggenda narra che nessuno sia mai riuscito a riempirla. Tanto era il vino contenuto, che durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648) neanche i soldati svedesi, particolarmente assetati, riuscirono a svuotarla del tutto.

 

 

 

 

Il centro di Mikulov, in primo piano il campanile di Venceslao, sullo sfondo il colle Santo con la cappella di San Sebastiano Il castello di Valtice, patrimonio Unesco
Il winebar sotterraneo di Valtice, il “Valticke Podzemi”, è composto da 9 cantine collegate da lunghi cunicoli Il Salone dei Vini della Moravia, nelle cantine del castello di Valtice, patrimonio Unesco
A una trentina di chilometri in altri prestigiosi sotterranei troviamo il Salone dei Vini della Repubblica Ceca, il luogo da non perdere se si vogliono degustare tutte le migliori etichette della Moravia. Il Salone è all’interno dello splendido castello di Valtice, che domina un villaggio di appena 4mila persone (www.salonvin.cz). Alla periferia del paese, in un altro ambiente sotterraneo di 710 metri di lunghezza, composto da 9 cantine collegate da una rete di cunicoli (la più antica del 1289) è ospitato invece uno dei winebar più underground della storia: il Valticke Podzemi. Qui i vini si possono degustare in abbinamento a formaggi, salumi, crauti, gnocchi di pane o patate, e zuppe, come l’immancabile goulash (www.valtickepodzemi.cz). Fino al 1945 l’area di Valtice apparteneva ai soliti Liechtenstein, ma con l’avvento del comunismo il castello venne espropriato dall’ex Stato Cecoslovacco. I Liechtenstein vi si insediarono nel 1560, dopo la vendita del castello di Mikulov a un’altra potente famiglia, i Dietrichstein. Per rimaneggiare il complesso di Valtice chiamarono a raccolta l’architetto italiano Giovanni Giacomo Tencalla, che però morì prima del tempo e così l’opera venne completata da Andrea Erna e suo figlio Giambattista.

 

Nel raggio di 20 km siamo a Lednice, sede di un altro splendido castello protetto dall’Unesco. Anche qui nel 1249 ci fu una donazione del re Ceco Otakar II, che però cedette il villaggio e il castello alla dinastia di Sirotci. Pochi decenni dopo però la proprietà passò di mano ai Liechtenstein, che nel ‘500 fecero smantellare la fortezza sostituendola con una struttura rinascimentale. Ma all’inizio del ‘600 lo stile barocco prese il sopravvento. L’aspetto attuale del Castello risale invece al restauro in neogotico del 1846. Il castello di Lednice è immerso in un Parco romantico di 156 ettari, con 16 piccole isole artificiali sul fiume Dyje, percorribile in barca dal bel padiglione cinese fino al minareto di 60 metri di altezza, opere di fine ‘700 dell’architetto austriaco Josef Hardtmuth. All’interno delle sale, invece, oggetti d’epoca, opere dell’arte dell’intaglio, arredi esotici, dai vasi giapponesi al raffinato decor cinese. A pochi minuti da questa oasi di arte e natura possiamo rilassarci nelle terme di Lednice, oggi un luogo di relax e cure molto frequentato per la presenza di acque contenenti iodio e bromo, riscaldate a 37 gradi (www.lednicelazne.cz).

 

Le Strade del Vino

A spasso tra i vigneti di Valtice, il paese sullo sfondo Una botte pubblicitaria tra le vigne di Valtice
In bici in Moravia. Nella regione vitivinicola della Repubblica Ceca esistono numerosi percorsi che costeggiano le vigne La colonnata di Reistna, vicino Valtice, costruita nell’800 da Joseph Popellach

In Moravia il turista del vino trova itinerari a tema, segnaletica, feste e sagre, Strade del Vino che si snodano lungo un percorso di 1.200 km in tutta la regione con soste in cantina, ristoranti, alberghi, centri storici (Info www.wineofczechrepublic.cz  e  www.jizni-morava.cz  e www.stezky.cz). La Strada Morava del Vino, ad esempio, si snoda su un percorso di 280 km da Drnholec a Popice passando per oltre 70 Comuni. La Strada di Mikulov è più breve: “appena” 82 km di itinerari attorno alla bella cittadina e ai piccoli villaggi dell’area. Brno è a soli 50 km, Vienna a 90. La Strada del Vino di Valtice è la più breve: 5 km di lunghezza tra le vigne, con molti punti panoramici. Si può fare anche a piedi. Appena fuori il paese sfiora il bel colonnato di Reistna, costruito a ridosso del confine austriaco dall’architetto locale Josef Popellach. Ricorda il castello viennese di Schönbrunn.

 

Il produttore Georgios Ilias, proprietario della cantina Ilias, a Pavlov. I suoi vini sono fatti con uve biologiche Bottiglie nella cantina dell’azienda Marcincak

Tra le cantine dell’itinerario segnaliamo a Mikulov l’azienda Marcincak (www.marcincak.cz), una realtà di 110 ettari di vigne con una produzione di vini di ghiaccio (eiswein), passiti, bianchi e rossi fermi. Nei dintorni di Bavory merita una visita Tanzberg (www.tanzberg.cz), che si distingue in particolare per i suoi bianchi. Vini bianchi e rossi di qualità, da uve biologiche, li troviamo anche nel villaggio di Pavlov nella piccola cantina Ilias, di Georgios Ilias (www.ilias.cz): produce appena 30 mila bottiglie e una mini-selezione di eiswein e vini passiti. Il vino però si degusta meglio a tavola, ad esempio al ristorante dell’hotel Templ, dotato di una bella cantina dove si fanno degustazioni a lume di candela in un’atmosfera intima e romantica (www.templ.cz).

 

I vini della Moravia

Il vino è la bevanda preferita dagli abitanti della Moravia Vecchio torchio nella cantina Tanzberg, a Bavory, frazione di Mikulov Georgios Ilias, proprietario di cantina Ilias, nelle sue vigne di Pavlov ha adottato il sistema biologico

La Moravia concentra circa il 90 per cento degli oltre 17.500 ettari di vigne di tutta la Repubblica Ceca. I vini sono principalmente bianchi (per due terzi), ma non mancano i rossi, i passiti e gli eiswein, i cosiddetti vini del ghiaccio. Dopo il lungo periodo socialista, e le politiche delle grandi produzioni, l’iniziativa privata ha riorganizzato il mondo del vino e la qualità è finalmente tornata a crescere, grazie a minori rese di uva per ettaro nelle vigne e al rinnovamento tecnologico delle cantine. Tra i principali vitigni troviamo il pinot bianco, il riesling renano, il riesling italico, il müller thurgau. Tra i rossi spiccano il pinot grigio e il limberger. Freschi e floreali i vini bianchi, spesso con un residuo zuccherino che li addolcisce al gusto. Nella versione secca, dal finale leggermente amarognolo, i bianchi sono ideali come aperitivo o con minestre, verdure, pesce di fiume e formaggi non stagionati. I vini rossi, in genere poco strutturati, si abbinano invece a carni e zuppe. Più interessanti dei rossi sono gli eiswein, i vini del ghiaccio, ottenuti dalla pigiatura di uve raccolte con il gelo invernale. Sono prodotti molto concentrati, dolci, da dessert o da meditazione. Di qualità anche i vini passiti, ottenuti invece con uve messe a disidratare in modo naturale su paglia o graticci per diverse settimane dopo la vendemmia. Anche questi, come gli eiswein, hanno una bella concentrazione di zuccheri, estratti e sostanze polifenoliche.

 

Il Colle Santo

Il colle santo a Mikulov. In cima la cappella di San Sebastiano

Il Colle Santo è un posto speciale. Fino al 1622, quando arrivò la peste nei dintorni di Mikulov, la collina era chiamata Tanzberg, o collina danzante. Ogni anno infatti nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio si diceva che venissero realizzati rituali pagani. Ancora oggi ricordati nella notte del 30 aprile con la festa del “rogo delle streghe”, con fuochi all’aperto. Ma il cardinale Dietrichstein, nuovo governatore della Moravia, li trovò inaccettabili nella sua città e così decise di rimpiazzarli con rituali Cristiani, chiamando il luogo con il nome di Colle Santo. Nel luglio del 1623 fece posare la prima pietra per la cappella del pellegrinaggio, in cima alla collina, dedicandola a San Sebastiano, protettore contro la peste, e più tardi fece costruire anche sette stazioni sulla via Crucis, con sculture della passione di Cristo lungo il sentiero che da Mikulov s’inerpica fin su. La cappella di San Sebastiano, meta di pellegrinaggio la prima domenica di settembre, è affiancata da due cappelle minori.

 

Un sentiero nel bosco conduce alle rovine del castello Devicky Il borgo di Mikulov, a destra il castello, a sinistra il campanile della chiesa di San Venceslao Vigneti vicino Pavlov Vigneti vicino Pavlov. In cima alla collina si intravedono le rovine del castello di Devicky La  chiesa dell’Assunzione di Maria, a Valtice Segnaletica nei vigneti dell’azienda Marcincak
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