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testi di Antonella Burdi

 

Le Rocche caratterizzano il paesaggio del Roero: presero origine da un antico fenomeno geologico di erosione naturale (foto Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero) Il Castello di Monteu Roero: più volte rimaneggiato conserva capitelli trecenteschi nell’armeria, affreschi e decorazioni seicenteschi

Paesaggi, castelli, vini e produzioni locali di qualità: il Roero è una meta enoturistica di straordinario interesse. Siamo in Piemonte, a nord del fiume Tanaro, tra le province di Cuneo e di Asti. Le Rocche, profonde voragini che si aprono tra le colline, sono l’elemento naturalistico distintivo. Molte sono le testimonianze storiche e culturali come i castelli: il Castello di Cisterna d’Asti al suo interno ospita il Museo d’arti e mestieri di un tempo (www.museoartiemestieri.it); il Castello dei Roero a Monteu Roero, conserva capitelli trecenteschi in armeria, affreschi e decorazioni seicenteschi (www.unionecollinareroero.it/mr/); il Castello Mirafiori, a Sommariva Perno, fu acquistato nel 1857 da Vittorio Emanuele II per farne una residenza di caccia. E ancora: il Castello di Magliano Alfieri con il Museo di arti e tradizioni popolari e la Cappella del Crocefisso, decorata da pregiati affreschi (http://castellilangheroero.it/). Destinati invece ad altro uso sono i ciabòt, costruzioni di campagna simili a casette in muratura con copertura in coppi, in passato riparo per i contadini.

 

Giovanni e Ornella Correggia dell’azienda agricola Matteo Correggia di Canale d’Alba (Cuneo)
L’altro gioiello del Roero è il vino. In queste terre collinari sono coltivati vitigni autoctoni come nebbiolo, barbera, arneis, moscato bianco, favorita, brachetto dal grappolo lungo. Nel paese di Canale l’Enoteca Regionale del Roero è un punto di riferimento per conoscere la produzione vitivinicola locale. Organizza degustazioni guidate di vini in speciali calici di cristallo con il marchio registrato Anphorianum Roero anche in abbinamento a specialità locali. Inoltre è possibile acquistare le etichette della zona e vari prodotti (www.enotecadelroero.it). A Canale troviamo diverse cantine. L’azienda agricola Matteo Correggia, con sala di degustazione e punto vendita, accoglie gli enoturisti per visite guidate su prenotazione (www.matteocorreggia.com). La bella cantina e barricaia di Deltetto meritano una visita: oltre ai classici, produce un Roero Riserva, vino da invecchiamento ottenuto da uve nebbiolo del vigneto Cru Braja, nel comune di Santo Stefano Roero, vinificate in purezza (www.deltetto.com). L’azienda vitivinicola Enrico Serafino, fondata nel 1878, ha un’antica cantina, con volte rivestite in pietra, uno spazio dedicato a vecchi attrezzi di lavoro contadino e un’enoteca per le degustazioni (www.enricoserafino.it). Da Malabaila di Canale, all’interno del Castello, costruito nel 1270, le cantine sotterranee scavate nella roccia ospitano visite e degustazioni guidate. Si può pernottare in camere accoglienti (www.malabaila.com). Vini e camere per la notte sono un punto di forza anche di Villa Cornarea, una raffinata dimora che accoglie gli enoturisti con degustazioni e merende sinoire. La cantina produce vini del Roero, incluso un Tarasco Passito (www.villacornarea.com).

 

La cantina dell’azienda vitivinicola Ascheri, a Bra  (foto di Tino Gerbaldo) La famiglia di produttori Negro, di Monteu Roero
Proseguendo verso sud, a Monteu Roero l’azienda agricola Negro Angelo propone diverse etichette da vitigni autoctoni, prodotti nella grande cantina dalle ampie volte rivestite di mattoncini (www.negroangelo.it). Non lontano da qui Sommariva Bosco è un piccolo centro dominato dal Castello dei Seyssel d'Aix, imponente fortificazione già esistente nel 1098, uno degli edifici meglio conservati del Roero (www.sommarivabosco.it). I più golosi visiteranno anche Pasticceria Strumìa, nella strada principale del paese, un negozio fornito di leccornie, come i cioccolatini al Roero e lo zabaione al Passito di Arneis, e un assortimento di mieli dai gusti più vari (www.iltrovarobedicosebuone.it). A Bra, invece, Pasticceria Converso, aperta nel 1902, è un locale storico con arredamento d’epoca, una ricca lista dei vini e dolci di produzione artigianale (www.converso.it), mentre per fare una scorta di miele biologico del Roero andremo dall’Apicoltura Abrate, in una tradizionale cascina tra le colline (www.apicolturaabrate.it). Non perdiamo, però, una visita al Museo Civico di Palazzo Traversa, già dimora nobiliare quattrocentesca: contiene una sezione archeologica, una storico-artistica e collezioni di opere d’arte e documenti, come le antiche carte geografiche del Piemonte, le armi bianche e i reperti del Castello Reale di Pollenzo (www.palazzotraversa.it e www.turismoinbra.it). Mentre per una visita in cantina c’è la cantina Ascheri, fondata nel 1880, con bella sala di degustazione dall’arredamento contemporaneo. Si può pernottare nell’annesso albergo e mangiare all’Osteria Murivecchi, allestita dove un tempo c’erano le prime cantine di affinamento (www.ascherivini.it).

 

Un sentiero del Roero: il territorio si può esplorare percorrendo itinerari naturalistici ed enogastronomici (foto Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero) Filari in primavera nel territorio di Monticello d’Alba, un piccolo centro del Roero

Risalendo verso ovest arriviamo a Monticello d’Alba, che ha un bel Castello medioevale, di proprietà dal 1372 della famiglia Roero di Monticello. Nei dintorni troviamo MonteOliveto di Casà, la cantina della famiglia Mollo, proprietari dal 1560. All’interno una lounge dal design minimalista aperta al pubblico dal martedì alla domenica per pranzi e cene su prenotazione, con menu stagionale. E’ possibile visitare i vigneti salendo su un carro agricolo attrezzato (www.monteolivetodicasa.it). Arrivati a Corneliano d’Alba consigliamo invece una sosta gastronomica a La Bottega dei Sapori, in una casa storica dalle volte a botte nella piazza centrale, piena di formaggi piemontesi, pane di Murazzano, gastronomia artigianale e prodotti biologici (tel +39/0173.619868). A Vezza d’Alba troviamo la storica cantina della casa vinicola fratelli Casetta, da visitare su prenotazione (www.flli-casetta.it) e a Priocca l’azienda agricola Hilberg Pasquero, fondata da Michelangelo Pasquero e da sua moglie Annette Hilberg. I due coltivano uve barbera, nebbiolo e brachetto con metodi di agricoltura biologica (www.hilberg-pasquero.com). Nella vicina Govone ancora un altro maniero, il Castello Reale di Carlo Felice di Casa Savoia, residenza sabauda estiva edificata nel ‘700 su un’antica fortezza medioevale, con belle sale affrescate e protetta dall’Unesco. Da non perdere la Chiesa dello Spirito Santo, del 1767, un tempo cappella reale e collegata al Castello con una galleria (www.comune.govone.cn.it). Ma neanche un calice di Roero per finire in bellezza il nostro viaggio. Dove? Nell’azienda agricola Ceste che fa bianchi e rossi, d’annata e invecchiati (www.cestevini.com).

 

Le Rocche, i marchi di pietra del Roero

Le Rocche sono una dorsale di pareti di marne e sabbie giallastre, in continua evoluzione. Gli agenti atmosferici e il passare del tempo continuano a modificarne le forme e l’aspetto. Si sono formate a causa di un fenomeno geologico di erosione naturale, definito dagli studiosi Cattura del Tanaro, che in epoca antichissima, probabilmente intorno a 250 mila anni fa, modificò l’assetto del terreno. Movimenti spontanei del sottosuolo spostarono la confluenza del Tanaro con il Po dalla pianura di Carmagnola a quella di Valenza, più a est. Queste particolari formazioni sono valorizzate dall’Ecomuseo delle Rocche del Roero, con sede a Montà, che riunisce otto Comuni con caratteristiche storiche, geografiche e culturali simili: Cisterna d’Asti, Montà, Santo Stefano Roero, Monteu Roero, Baldissero, Montaldo Roero, Sommariva Perno e Pocapaglia. L’Ecomuseo ha definito alcuni percorsi turistici formati da sentieri tematici, percorribili a piedi, a cavallo oppure in mountain bike, lungo i quali prospera una ricca vegetazione con tante specie floreali, querce, castagni, pini, roverelle, ginestre odorose e molte altre (www.ecomuseodellerocche.it).

 

I vini del Roero

Il bianco Roero Arneis si ottiene dal vitigno arneis, riconducibile con definizioni diverse a varietà prodotte a partire dal ‘400. Vino Doc dal 1989, si fregia della Docg dal 2005 Grappolo di nebbiolo: la sua coltivazione è documentata a partire dal 1303. Il rosso Roero ha ottenuto la Doc nel 1985 e dopo vent’anni la Docg

Vigneti di nebbiolo, barbera, croatina, arneis, favorita, moscato bianco del Piemonte, brachetto dal grappolo lungo, ricoprono molte colline del Roero, terra di produzione di Doc e Docg. Sono i vigneti specializzati che producono le uve per i vini della denominazione. Il Roero, un vino rosso prodotto da uve nebbiolo, ha ottenuto la Doc nel 1985 e dopo vent’anni la Docg. Il Roero Arneis, un bianco prodotto da uve arneis, ha avuto la Doc nel 1989, la Docg dal 2005. La Docg Roero include il Roero, anche Riserva, e il Roero Arneis, anche spumante. Nelle terre del Roero si producono, inoltre, Moscato d’Asti Docg, le Doc Langhe Favorita, Cisterna d’Asti, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba e il Birbèt, un rosso frizzante prodotto da uve brachetto dal grappolo lungo, da presentare in abbinamento ai dolci.

 

I prodotti del Roero

Colline ricoperte di vigneti e frutteti: la bellezza del paesaggio del Roero invita a piacevoli escursioni (foto Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero)
Oltre al tartufo bianco, il Tuber magnatum Pico, il Roero è terra di grandi prodotti agroalimentari. C’è il miele, fatto nelle arnie e negli alveari lungo la Strada del Miele del Roero, un percorso paesaggistico e culturale di 38 chilometri che congiunge Bra e Cisterna d’Asti, passando per undici Comuni. C’è la pera Madernassa, con gustosa polpa rustica, di colore verde giallastro, a volte sfumato di rosso, e adatta a preparazioni locali come la mostarda o la cugnà. La pesca di Canale è un altro vanto dei contadini e la fragola è protagonista della frutticoltura di Sommariva Perno e Baldissero d’Alba. E poi c’è il bosco, che offre diverse varietà di funghi: porcini, ovuli reali, porcinelli rossi e neri, gineprini, mazze di tamburo, russule, manine. E infine le tinche di Ceresole, dalla carne delicata, sono allevate nelle peschiere un tempo utilizzate per l'irrigazione dei campi.

 

Aree sosta camper

Un’area attrezzata con scarico acqua è a Sommariva Perno, in località Piano, a 1 km dal paese lungo la strada verso Carmagnola: un’area sosta per 9 camper, tra la strada e un giardino alberato, presenta nello spazio per lo scarico acqua un orologio solare “analemmatico” sul terreno, che indica l’ora per mezzo dell’ombra proiettata da uno stilo perpendicolare al piano. Acqua, pozzetto, illuminazione. Un’altra area attrezzata è a Sommariva Bosco, in via Due Acque 6, presso gli impianti sportivi comunali. Acqua, pozzetto, illuminazione.

Cascina Vrona è invece un grande agriturismo di Monteu Roero, frazione Sant’Anna, di proprietà di un camperista, favorevole a ospitare gratuitamente in azienda piccoli gruppi di camper per 2/3 notti. In estate si può usufruire della piscina all’aperto. L’agriturismo vale una visita anche solo per la buona cucina casalinga e di territorio (ravioli al plin, tajarin, affettati locali), con pasta fatta in casa. Cascina Vrona si raggiunge dalla strada da Canale a Monteu, in frazione Sant’Anna, seguire le indicazioni e prendere una strada asfaltata a sinistra. Tel 0173.90629, frazione Sant’Anna 6, www.cascinavrona.it). Non distante c’è anche l’azienda Negro (tel 0173.90252 www.negroangelo.it), produttrice del Roero Arneis, che offre la possibilità a piccoli gruppi di camper (2/3) di soggiornare sul piazzale per un paio di notti. Gli spazi però non sono attrezzati con lo scarico acque.

 

Mangiare

All’Enoteca, all’interno dell’Enoteca Regionale del Roero, a Canale, la cucina dello chef stellato Davide Palluda. I vini sono locali e piemontesi (menu degustazione 55 e 80€ chiuso dom e lun a pranzo www.enotecadelroero.it).

A Priocca Il Centro della famiglia Cordero presenta piatti tradizionali e stagionali. In cantina oltre 600 etichette di Barbaresco, Barolo, Barbera, vecchie annate e altro (menu degustazione 45€ chiuso mart www.ristoranteilcentro.com).

A La Madernassa di Guarene lo chef giapponese Astuhiro Ishikawa interpreta con originalità la tradizione piemontese. Carta dei vini con circa 350 etichette italiane, in prevalenza piemontesi (menu degustazione 35€ e 55€ www.osterialamadernassa.it).

Leon d’Oro a Canale è una bella trattoria condotta da Ilaria Arduino con cucina locale in abbinamento a vini del Roero (conto medio 45€ chiuso dom sera, lun tutto il giorno e mart a pranzo, via Roma 12, tel 0173.979296).

Marcelin è un locale storico, nella piazza principale di Montà, recentemente rinnovato. Cucina piemontese in versione creativa. Carta dei vini con bianchi e rossi in prevalenza piemontesi e interessanti proposte al calice (percorso dello chef 55€ chiuso dom a cena e lun www.marcelin.it).

Al Pier Bussetti al Castello di Govone cucina contemporanea, creativa e di ricerca in un ambiente moderno in un edificio storico (menu degustazione 60 e 80€ chiuso lun www.pierbussetti.it).

 

L’Osteria Murivecchi dell’azienda vitivinicola Ascheri di Bra (Cuneo), allestita nelle ex cantine di affinamento (foto di Tino Gerbaldo) Roche d'Ampsej: la vigna dà il nome a una delle etichette più rappresentative dell’azienda agricola Matteo Correggia di Canale d’Alba (Cuneo), un Roero Riserva ottenuto da uve nebbiolo in purezza La bella cantina, con ampie volte rivestite di mattoncini, dell’azienda vitivinicola Negro, a Monteu Roero (Cuneo) Una veduta aerea di Villa Cornarea, un’azienda vitivinicola e agrituristica di Canale, specializzata nella produzione di Roero Arneis

 

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