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testo e foto di Massimiliano Rella

 

Carlo Vallone, figlio dei proprietari della cantina Santi Dimitri Interni della cantina Santi Dimitri. Realizzata su progetto dell’architetto Luca Scacchetti

Santi Dimitri, una delle cantine più interessanti del Salento, a partire da aprile aprirà le porte dell’azienda a enoturisti e camperisti con una nuova offerta di ospitalità. Già da Pasqua sarà possibile pernottare nel primo dei quattro mini alloggi in costruzione, risvegliandosi nel silenzio della campagna, tra ulivi e vigne. Chi invece ricerca la semplicità potrà sostare con il camper in due nuove piazzole, dotate per il momento dei servizi base di acqua e luce. Gli ospiti potranno inoltre acquistare i prodotti - vini, olio extravergine d’oliva, ma anche cereali, farro, grano, orzo, patè di olive, gelatine di mosto - con uno sconto del 10 per cento. La novità del pernottamento arricchisce i servizi di accoglienza già previsti da tempo. L’azienda è aperta a visite con degustazione nella cantina progettata dall’architetto Luca Scacchetti, funzionale, moderna nelle forme, ma tradizionale nell’uso dei materiali, tipici del Salento. Si fa notare nella bella barriccaia, ad esempio, un’intera parete di roccia nuda e scura che crea un caldo contrasto cromatico con il resto dell’ambiente. La sala degustazione al piano superiore è visibile dalla cantina grazie a un’ampia vetrata orizzontale da cui si può ammirare il cuore della struttura tra un calice di Primitivo e uno di Negroamaro. Ed è sempre in questa sala che ogni venerdì si svolgono, su appuntamento, gli aperitivi terroir chic, con cena abbinata alla gamma dei vini.

 

Le cantine Santi Dimitri, progettate dall’architetto Luca Scacchetti Interni della cantina Santi Dimitri. Realizzata su progetto dell’architetto Luca Scacchetti

L’offerta enologica della cantina di Galatina (Lecce), che si avvale della consulenza del bravo enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi (già arruolato in Duca Carlo Guarini e Masseria Li Cuti), comprende una gamma di vini autoctoni e internazionali, sia in purezza che in uvaggio. A questo proposito merita un cenno il lungo lavoro di sperimentazione che la famiglia Vallone, proprietari di Santi Dimitri, ha fatto a partire dal 1996, anno di fondazione dell’azienda, sia in campo vitivinicolo che olivicolo. In primo luogo la selezione clonale del vitigno negroamaro sotto la direzione scientifica dell’Istituto Sperimentale della Viticoltura di Conegliano Veneto. A seguire un programma di selezione di lieviti autoctoni di negroamaro e primitivo, grazie alla collaborazione con l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Cnr di Lecce.

 

Vecchi binari attraversano la proprietà dell’azienda Santi Dimitri, a Galatina (Lecce) Olivi e vigne nell’azienda Santi Dimitri, di Galatina, della famiglia Vallone
La cantina impiega silos in acciaio inox termoregolati per consentire ai vini di fermentare a basse temperature e di preservare profumi e aromi tipici di ogni vitigno. Risultato? Una linea di prodotti a base di vitigni autoctoni o internazionali, in purezza o in uvaggio, con una forte connotazione territoriale. Come l’Aruca, prodotto in tre diverse tipologie: Bianco (da pinot bianco in purezza), Rosato e Rosso, questi da uve negroamaro. Tra le novità enologiche dalla scorsa vendemmia c’è il Merlot, un rosso rubino equilibrato ed elegante, dai sentori erbacei e fruttati, con note di frutta rossa, dal ribes alla marasca. In arrivo anche due nuovi vini, che saranno presentati in anteprima al Vinitaly. Un Rosato a base di negroamaro e un nuovo Primitivo, entrambi affinati in acciaio.

 

Non dimentichiamo infine gli olii extravergini, frutto anche questi di sperimentazione e lavorati nel frantoio a freddo non distante dalle cantine. Tra le cultivar troviamo l’ogliarola e la cellina di Nardò, alla base dell’extravergine Ostro, e la favolosa, da cui nasce l’extravergine Vasilisco. La novità è rappresentata invece dal Mandarino, un olio agrumato lavorato con mandarini freschi e olive autoctone. Info www.santidimitri.it

 

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