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Una cultivar sempre più premiata ai concorsi di olio extravergine. Il cuore della produzione è a Sonnino, in provincia di Latina
Nel Sannio, sotto il monte Taburno, si produce un insaccato di parti nobili di suino, lardo, pancetta e peperoncino. Il vanto gastronomico di una piccola comunità
Nel Sannio, sotto il monte Taburno, si produce un insaccato di parti nobili di suino, lardo, pancetta e peperoncino. Il vanto gastronomico di una piccola comunità

 

testi di Elena Benedetti

 

Nel Beneventano, immerso nella natura della Valle Vitulanese, nell'omonimo parco naturale del monte Taburno Camposauro, c’è un piccolo paese di 1.300 anime che vanta una tradizione antica nella lavorazione delle carni di maiale con l’impiego del peperoncino. È Castelpoto, arroccato a strapiombo su un colle a 300 metri di altitudine. Il piccolo centro storico fu abbandonato dai cittadini in occasione del terremoto del ’62 ma oggi si sta rivitalizzando grazie ad attività e idee che puntano alla promozione turistica del paese e del territorio. Tra gli elementi di forza di questa piccola comunità c’è un prodotto della tradizione alimentare che i Castelpotani si tramandano da generazioni e che si può gustare solo qui: è la salsiccia rossa.

La sua preparazione è lunga e complessa: si parte dalla selezione delle carni suine (spalla e prosciutto) poi macinate insieme a lardo e pancetta e insaporite con una preziosa polvere di peperoncino. Ed è proprio la lavorazione di quest’ultimo a creare la vera magia: i peperoni, una volta essiccati al sole, sono aperti a mano e privati di semini e picciolo. Vengono quindi tostati in un forno con legni di vite, quercia e olivo. E infine macinati finemente in un apposito mulino. Segue la stagionatura che dura tra i 20 e i 50 giorni. Tutto è rigoroso, dettato da gesti e riti che vanno indietro nel tempo, e che ci riportano ad una ricca tradizione gastronomica basata su verdure, legumi e carni di maiale speziate.

 

Oggi sono quattro i produttori che aderiscono al Consorzio di tutela della Salsiccia Rossa di Castelpoto (Carmelina Di Gioia tel 0824.59260; Elia Maio tel 0824.873266, Pierpaolo Maio, tel 0824.59317 e Angelo Marino Verrusto tel 347.0528986), che garantisce la tracciabilità lungo la filiera, partendo dall’alimentazione naturale dei suini neri locali. La Salsiccia Rossa di Castelpoto si può mangiare a fettine con pane casereccio o con il pane cunzat (arricchito da ciccioli e uvetta passa, tipico proprio di Castelpoto), oppure anche fresca, cotta alla brace o come condimento a un piatto di pasta. Si può gustare insieme ad altri piatti tipici nella tradizionale e accogliente Osteria Da Nunzia a Benevento (tel 0824.29431, menù €25). Mentre per una cucina locale più sofisticata c’è la Locanda della Luna a San Giorgio del Sannio (www.locandadellaluna.net). Qui i piatti dello chef Daniele Luongo sposano la tradizione dei sapori del territorio all’innovazione e raffinatezza ricercata dai palati più esigenti (menù degustazione €35). Per dormire c’è l’Hotel Villa Traiano a Benevento, a soli 50 metri dall’omonimo Arco. Questo 4stelle superior è ospitato in un’elegante villa di inizio Novecento, con un bel giardino privato (doppia con colazione da €90 www.hotelvillatraiano.it).

L’area di produzione della Dop si estende fino al Lazio meridionale, in provincia di Latina
Nasce sul tetto della Carnia, a 1.400 metri d'altezza
Sulle Crete Senesi c’è un’azienda dove l’enoturista trova spunti originali per un fine settimana attivo: degustazioni, centro benessere, corsi di cucina e itinerari culturali
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