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testi di Massimiliano Rella, foto di Cristina Cori

 

Il Versoaln, la vite più grande e forse antica del mondo Scorcio di Merano, sull’Adige. Sullo sfondo si intravede la guglia del castello Kallmünz

La vite più grande e, forse, più antica del mondo si trova in Alto Adige, all’ombra del castello di Kaltzenzungen, tra le colline di Prissiano. Un’unica pianta, spettacolare e rigogliosa, abbraccia con rami e foglie 350 metri quadrati di pergola, attorcigliandosi ai pali di castagno: un tappeto verde che sembra uscire quasi per magia da un unico punto della terra. Ma è tutto vero. Il Versoaln, questo il nome, se la contende con la ultracentenaria vite di Maribor, in Slovenia, un’altra pianta da campionato mondiale, registrata nel libro dei Guinness per la sua “non più giovane età”. Un primato che però gli sloveni potrebbero perdere, ma il condizionale è d’obbligo. Chissà se gli altoatesini lanceranno la sfida.

 

Operai all’opera nei Giardini botanici del Castello di Trauttsmansdorff, a Merano I giardini botanici del Castello di Trauttsmansdorff

Il Versoaln è tra Caldaro e Merano, in provincia di Bolzano, le due tappe del nostro viaggio in Alto Adige, una destinazione enoturistica che non delude le migliori aspettative. La vite più grande del mondo, con i suoi 350 anni di età accertati scientificamente nel 2004, oggi è sotto il controllo dei Giardini del Castello di Trauttmansdorff, a Merano, conosciuti anche come giardini di Sissi, in ricordo della visita dell’Imperatrice d’Austria Elisabetta d’Asburgo, nel 1870, per accompagnare la figlia in quella che all’epoca era tra le principali stazioni termali e di cura dell’ex Impero Austro-Ungarico, di cui il territorio faceva parte. Nel 2001, con un grande investimento pubblico, l’area attorno al Castello di Trauttmansdorff, è stata trasformata in un sorprendente giardino botanico, ricco di 7mila specie del mondo, tutte quelle che possono vivere in condizioni climatiche simili. Tra colorati fiori estivi, piante autoctone, felci esotiche e cactus riparati in serra durante l’inverno, troviamo una collezione di oltre 100 vitigni del mondo, più un pergolato avvolto dai rami delle viti native dell’Alto Adige. E dal 2009 c’è anche il Tabernacolo, una “camera del tesoro” che custodisce vinaccioli altoatesini di 2.400 anni di età; un seme della vite forse più antica del mondo (ilVersoaln); e un replicato d’oro di un vinacciolo ultramillenario della Georgia (7mila anni).

 

Fiori nel Giardino del Castello di Trauttsmansdorff Il Binocolo dell’architetto altoatesino Matteo Thun si affaccia su Merano e il Giardino del Castello di Trauttsmansdorff

I percorsi del giardino botanico sono abbelliti da opere di arte contemporanea, una a forma di cactus, un’altra che rievoca un binocolo affacciato sui giardini e le Alpi, del famoso architetto e designer altoatesino Matteo Thun. Per la visita non bastano tre-quattro ore tante sono le curiosità, quindi prendetela comoda e a pranzo rilassatevi davanti a un buon piatto di spätzle, gnocchetti dalla forma irregolare, di acqua, uova e farina, nel ristorante interno ai Giardini.

 

Merano, città vecchia, la piazza centrale Facciata del Duomo, o Chiesa di San Nicola, a Merano

Merita una visita anche la bella cittadina di Merano, con un centro storico di origine medievale sviluppatosi nel ‘200 sotto i conti del Tirolo. Da non perdere il Duomo del 1310 (chiesa di San Nicolò), con un campanile che svetta sui tetti dall’alto dei suoi 80 metri. L'interno della cattedrale è spettacolare, con dipinti, sculture e affreschi. A pochi minuti a piedi arriviamo alla Torre delle Polveri, utilizzata nel XVII secolo come deposito di munizioni. Vi si accede dalla passeggiata Tappeiner e offre una vista spettacolare sulla città vecchia e i monti del gruppo del Tessa. Ma è lungo la Passeggiata d’Estate che le persone si ritrovano per un calice di vino o un caffè ai tavolini di un bar, davanti alla statua marmorea dell’Imperatrice Sissi, realizzata nel 1903 dall’artista viennese Hermann Klotz. Sul lato opposto dell’Adige lungo la Passeggiata invernale, tra strutture in stile liberty, giardini e chioschi, si arriva alla Kurhaus, il fiore all’occhiello della città, inaugurato nel 1874 come luogo di cura e divertimento.

 

Veduta della cantina Castello Rametz, a Merano La cantina storica di Castello Rametz, a Merano

Alla “periferia” di Merano possiamo visitare anche Castello Rametz, una bella realtà vitivinicola con 700 anni di storia. Era il 1314 quando i conti di Tirolo ricevettero dalle vigne di Rametz 27 carri di uva da 500 kg l’uno. Da tre generazioni appartiene alla famiglia Schimd, che l’ha valorizzata come destinazione turistica e gastronomica.

 

Il bel Museo del Vino e le cantine storiche del 1850, tutelate dai Beni Culturali, attraggono oltre 20 mila visitatori l’anno. Il ristorante Al Castello di Rametz attrae invece per i piatti golosi dello chef Erwin Aufderklamm, che propone ricette locali e mediterranee rivisitate (chiuso domenica). Tra i vini possiamo degustare bianchi e rossi interessanti, come il Sauvignon Rametz 2009, floreale e fruttato, con note di sambuco; e il Pinot Nero, che accompagna bene lo Speck dell’Alto Adige prodotto in azienda, e poi piatti di carne e funghi, tipici della zona. Per le bollicine, come il Monreale Rosè, il 37enne Stanislaus Schmid, l’enologo di famiglia, vinifica le uve che Castello Rametz coltiva nelle tenute che possiede nella vicina provincia di Trento. Info www.rametz.com

 

La sede di Cantina Laimburg, a Vadena
Stanislaus Schmid, enologo e proprietario insieme alla famiglia delle tenute di Castello Rametz

Lasciata Merano ci dirigiamo verso Caldaro, tra le più note aree vinicole dell’Alto Adige, una località spettacolare che si sviluppa attorno a un lago caldo, in estate pieno di bagnanti e surfisti. Dal punto di vista agricolo il lago contribuisce a creare un microclima mediterraneo ideale per la coltura della vite. Ma prima di addentrarci nella zona di produzione del Lago di Caldaro Doc merita una sosta la Cantina Laimburg, a Vadena, a pochi chilometri di strada (www.laimburg.bz.it). Laimburg nasce come cantina di produzione e cantina sperimentale all’interno del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale della provincia di Bolzano. Di proprietà pubblica, è organizzato in modo tale da finanziare la ricerca anche con i proventi della vendita del vino, circa 180 mila bottiglie l’anno. Come destinazione enoturistica va segnalato per le sue spettacolari cantine nella roccia, scavate nelle pareti di porfido della montagna (vedi articolo su TWT http://www.thewinetraveller.it/hide/808.html).

 

Una veduta del lago di Caldaro

Il paese della schiava, il vitigno simbolo di Caldaro, è la nostra ultima destinazione. L’abbiamo visitato nei giorni di Caldaro in Bianco, in questo caldo finale di giugno, una manifestazione di piazza dedicata ai vini bianchi prodotti intorno al lago. Infatti, dopo anni di rossi, agli inizi del 2000 i produttori locali hanno cominciato a riorganizzare la composizione dei vigneti, eliminando la schiava dai terreni più alti, oltre i 430 metri, per sostituirla con vitigni a bacca bianca, come pinot grigio e bianco, sauvignon, traminer, che a queste altezze, anche a 700-800 metri, trovano condizioni ideali. Le viti di schiava sono rimaste invece nelle quote più basse, sottoposte alle benefiche interferenze microclimatiche del lago. Con la schiava viene prodotto un rosso chiaro, poco strutturato e poco tannico, ma fresco e piacevole, di facile beva, con spiccati sentori di ciliegia. Ottimo come aperitivo, con le minestre, con carni bianche e pesce. Per un itinerario tra le cantine di Caldaro clicca: qui http://www.thewinetraveller.it/hide/812.html.

 

Dormire

Un paesaggio di vigne nei dintorni di Merano

Hotel Pienzenau, con piscina all’aperto, in una zona residenziale di Merano, con ristorante, arredi chiari in legno. Eleganza con un mix di stile inglese e altoatesino. Camere con balconcino. Prezzi da 122€ a 182€ a persona con mezza pensione e colazione (senza cena 25€ in meno). www.hotelpienzenau.com

Hotel Goldener Stern, con centro benessere, idromassaggio, piscina, 30 camere in stile minimal, camere bianche con bagni separati da pareti in vetro opacizzato. Doppie con colazione da 128 a 160€. www.goldener-stern.it

 

Mangiare

Un piatto di spatzle di spinaci con funghi finferli freschi. Al Ristorante del Giardino di Sissi

ristorante dello Schloss Hotel, con tavoli all’aperto tra il verde all’esterno di un vecchio castello nel centro del paese. Buoni piatti di cucina italiana e locale. Conto 50€ bevande escluse. Si può anche dormire nel Castello. Info www.schlosshotel.it

ristorante dei Giardini del Castello di Trauttmansdorff,a Merano. Aperto tutti i giorni a pranzo, il venerdì anche a cena. Ideale per un sosta dopo la visita botanica. Tra i piatti locali glispätzle, gnocchetti dalla forma irregolare, di acqua, uova e farina. Conto 15€ o menu completo 25€. Info www.trauttmansdorff.it

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