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testo di Marcello Cardillo

 

St Michael’s Mount nella baia di Mount’s, vicino Penzance The Exchange, a Penzance, un nastro luminoso avvolge il museo, opera di Peter Freeman, artista delle luci. Lo spazio di arte contemporanea è alle dipendenze della Newlyn Art Gallery

Decine di pittori hanno dipinto a cielo aperto in Cornovaglia, rapiti da un paesaggio eccezionale che ha ispirato parte della storia dell’arte inglese. Ancora oggi si vedono nei vicoli acciottolati di Saint Ives, pittoresco villaggio di pescatori dove tra maggio e giugno vanno in scena gli Open Studios, riedizione moderna della pittura en plein air. Li troviamo anche a Penzance, dove a fine Ottocento si formò un’importante colonia di artisti. Oppure a Newlyn, il più grande centro di pesca della Cornovaglia, dove a luglio 2007 ha riaperto i battenti la Newlyn Art Gallery, fondata nel 1889 (www.newlynartgallery.co.uk). Li vediamo vagare con tela e cavalletto anche nell’atmosfera misteriosa delle Land’s End, dove termina la terra e c’è solo il mare, all’estremo ovest delle coste inglesi. Un’area ad alta concentrazione di siti antichi, reliquie preistoriche, grotte dell’età del ferro o strutture spettacolari come il Minack Theatre, verso Porthcurno, scavato nella parete di una scogliera (www.minack.com).

 

Il Barbara Hepworth Museum e il Giardino di Sculture, con opere in bronzo, pietra, legno. A St. Ives Un cartello indica uno studio d’artista. La Cornovaglia tra ‘800 e ‘900 ha ospitato decine di pittori e scultori internazionali

Si calcola che il mercato dell’arte in Cornovaglia oggi valga più della pesca e dell’agricoltura insieme. Non è poco nella regione più calda d’Inghilterra, terra di pescatori, produttori di biologico, di vini e chef importanti. Qui il Novecento è stato particolarmente fertile. Barbara Hepworth, tra i massimi scultori inglesi del XX secolo, trovò in Cornovaglia un universo di segni a cui attingere. Il Barbara Hepworth Museum and Sculpture Garden, a Saint Ives, ne custodisce buona parte dell’opera. Ben Nicholson, suo marito, diventò ben presto un esponente di punta della colonia di artisti di Saint Ives, un gioiellino di case bianche rivestite in mattoncini di ardesia. Fu qui che trovò ispirazione anche la scrittrice Virginia Woolf, quando nel 1927 scrisse “In Gita al Faro”, uno dei suoi capolavori. E fu sempre qui che Naum Gabo, tra i massimi esponenti del Costruttivismo russo, si rifugiò durante la seconda guerra mondiale gettando uno sguardo nuovo sulla rappresentazione dello spazio.

 

Un’opera del Costruttivismo all’interno della Tate St. Ives Il Minack, spettacolare teatro sulla parete di una scogliera, in estate aperto per spettacoli fino a settembre. Fu realizzato tra il 1931 e il 1983 da Rowena Cade, appassionata di teatro e arte

Ritroviamo testimonianze moderniste e astrattiste dentro la Tate St. Ives (www.tate.org.uk) affacciata sulla bella spiaggia di Porthmeor, il paradiso dei surfisti. Opere come “Aspiring forms” e “Sea Bird Form”, di John Wells, interpretazioni più emotive e astratte della natura. A cavallo tra ‘800 e ‘900 le colonie di artisti della Cornovaglia, tra le quali il gruppo di Lamorna, immortalarono scene di villaggi di pescatori, partenze verso il mare, dolore per i dispersi; tutto questo rimanendo ancora vicini alle forme del reale. Possiamo ammirarne grandi esempi nella Penlee House Gallery and Museum di Penzance, quadri come “In a Cornish fishing village” di Walter Langley, o “The rain it raineth every day”, il capolavoro di Norman Garstin, un inno al grigio autunnale della Cornovaglia. Totalmente grigio come le sottili lastre di ardesia che rivestono decine di case tipiche, soprattutto nell’interno, o come le ex strutture minerarie del Cornish Mining, oggi un itinerario archeo-industriale che ci racconta la storia di siti come Geevor Mine e di villaggi come St Just e Pendeen. Al verde dei prati e al celeste del mare si è invece ispirato l’artista delle luci Peter Freeman, avvolgendo con un nastro in vetro luminescente, curvato come un’onda, un brutto edificio di Penzance, che da luglio 2007 ospita The Exchange, nuovo spazio per l’arte contemporanea.

 

Il Barbara Hepworth Museum e il Giardino di Sculture, con opere in bronzo, pietra, legno. A St. Ives
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