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testi di Alessandra Cortesi, foto di Gianluca Sole

 

Vista della Val Comino da Piazza Capocci, a Picinisco (Frosinone) Ricotta di pecora e bruschette, presso La Locanda di Arturo a Picinisco (Frosinone)Ci sono angoli d’Italia rimasti a lungo dimenticati ma per questo scampati allo scempio dello sfruttamento e della cementificazione. A meno di due ore da Roma e a 30 km da Sora e Cassino, Picinisco (Frosinone) è uno di questi: un piccolo Comune appenninico di 1.256 abitanti arroccato su uno sperone roccioso, a 725 metri sul livello del mare, e sorvegliato, alle sue spalle, dal massiccio del Monte Meta (2.242 mt). Proteso sulla Val Comino che domina come una suggestiva terrazza, da piazza Capocci, fulcro della vita sociale del paese, Picinisco ha conosciuto da fine Ottocento una forte emigrazione che ha portato gran parte dei suoi abitanti in Scozia, in particolare a Glasgow. A distanza di molti anni, qualcuno è tornato a casa portando con sé tradizioni e cultura del Paese adottivo. Così, non stupisce, camminando per i vicoli del centro, imbattersi in signori non più giovani che si salutano in inglese o si danno appuntamento per l’ora del tè. Ed è la stessa architettura del borgo a riflettere questa insolita contaminazione, con eleganti edifici in stile Vittoriano affiancati da tipiche case in pietra.

 

Una camera dell’albergo diffuso Sotto Le Stelle, delizioso cinque stelle in un antico palazzo vescovile, acquistato nel 2007 dall'avvocato Cesidio Di Ciacca e sapientemente ristrutturato dall'architetto Assunta D’AndriaRaffinato eleganza nell’albergo diffuso Sotto Le Stelle, delizioso cinque stelle in un antico palazzo vescovile, acquistato nel 2007 dall'avvocato Cesidio Di Ciacca e sapientemente ristrutturato dall'architetto Assunta D’AndriaDi recente a dare nuovo impulso alla promozione turistica è stato l’arrivo di Cesidio Di Ciacca, avvocato di Glasgow, che tre anni fa, inseguendo le origini della famiglia, ha comprato e ristrutturato l’ex palazzo vescovile, abbandonato da trent’anni, trasformandolo in un delizioso albergo diffuso, il Sotto le Stelle, una proposta di ospitalità a cinque stelle nel borgo medievale (doppia e colazione 120€, www.sottolestellepicinisco.it). Il suo entusiasmo contagioso e uno spirito di iniziativa non comune si sono rivelati un volano per la promozione di un territorio che ha molto da offrire. Porta d’ingresso al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dal paesino di Picinisco si dipana una rete fittissima di sentieri e itinerari, semplici o più impegnativi, che consentono di percorrere il fiume Melfa, di raggiungere il lago di Grotta Campanara o la valle di Canneto, meta il 20 agosto di migliaia di pellegrini che raggiungono in processione la Madonna Nera.

 

Prati di Mezzo (da 855 a 908 località Forestelle)Realmagona Riserva 2009, Atina Cabernet Doc, tra i vini più apprezzati di La FerrieraA 20 minuti di auto da piazza Capocci, Prati di Mezzo, a 1.400 metri di altitudine, è il punto ideale per scalare il monte Meta, tra le cime più alte dell’appennino abruzzese, con i suoi 2.242 metri, o per raggiungere con percorsi meno impegnativi, Forestelle, con i suoi declivi innevati fino a tarda primavera, che ad aprile si ricoprono di meravigliosi fiorellini Crocus. Ma parlare di Val Comino è anche parlare del Cabernet Atina (una Doc riconosciuta nel 1999), anche nella tipologia Riserva, prodotta utilizzando uve cabernet sauvignon e franc in una percentuale minima dell’85 per cento, completata da altri vitigni a bacca nera raccomandati o autorizzati dalla provincia di Frosinone. Tra i produttori che vantano la più “longeva” produzione di Cabernet - le bottiglie sono sul mercato dal 2006 - l’azienda agricola La Ferriera della famiglia Mancini, ad Atina, porta avanti un’attività avviata intorno al 1880 dai fratelli Visocchi, che importarono le uve di cabernet dalla Francia a discapito dei vitigni autoctoni, allora ritenuti poco alcolici e poco stabili. L’azienda, che ha ancora sede nell’antica ferriera costruita dai Borbone nel 1860, produce un interessante Atina Cabernet, il Realmagona, anche Riserva, vinificato con l’85 per cento di cabernet e il 15 per cento di syrah, secondo la tradizione dei Visocchi. In cantina possiamo degustare anche due Igt: il Ferrato, rosso a base di pinot, verdot, cabernet e syrah, e il Dorato della Ferriera, un buon bianco prodotto con uve di pinot bianco e malvasia.

 

Preparazione della ricotta al caseificio Pacitti. In primo piano, Romina Pacitti, avvocato, che ha deciso di dedicarsi all’attività di famigliaFuscelle di vimini per la ricottaUn altro interessante Cabernet Doc è il Perpilio di Tenuta dell’Agnerone, un Cabernet Sauvignon in purezza prodotto con le migliori uve della tenuta, sulle colline di Alvito e Gallinaro, che ben si accompagna a carni rosse alla brace e formaggi stagionati, che la Val Comino produce in abbondanza. Siamo infatti nella terra dei pastori, che percorrevano la valle e le montagne in lungo e in largo durante la transumanza; e nella patria del pecorino, con quello di Picinisco riconosciuto appena tre settimane fa dalla Comunità Europea come Dop. Ottimo è quello dell’azienda agricola Pacitti, che fa parte dell’Associazione Produttori Pecorino di Picinisco. Per i suoi formaggi di pecora utilizza solo il latte dei propri allevamenti. Oggi gestita con passione e determinazione da Romina, giovane avvocato che ha deciso di dedicare tutte le sue energie all’attività di famiglia, l’azienda produce svariate tipologie di pecorino, tra le quali il pecorino conciato, stagionato seguendo l’antica ricetta dei pastori, che prevede l’impiego di ben 14 erbe. Si fanno artigianalmente anche ricotta, primo sale e squaquarato. Accompagnato da pane cotto a legna, salumi e un buon bicchiere di vino, possiamo degustare il Pecorino presso la CaciOsteria di Casa Lawrence (conto 25 €, vini esclusi www.casalawrence.it), in un ambiente accogliente e informale che aprirà ufficialmente le porte agli ospiti dopo la Pasqua. L’originale formula di ristorazione veloce è l’ultima brillante idea della famiglia Pacitti, proprietaria a Picinisco di Casa Lawrence, il palazzotto di inizi Novecento in stile inglese, nel quale nel 1919 soggiornò lo scrittore David Herbert Lawrence, oggi trasformato in casa-museo, agriturismo, centro di promozione culturale e B&B dal sapore rètro (conto 25€ vini esclusi; doppia e colazione 80€).

 

 

Mangiare

Minestra di cannellini di Atina, patate e cavolo minestra, varietà di cavolo tipico della zona, a La Locanda di Arturo a Picinisco (Frosinone)Degustazione di formaggi alla CaciOsteria di Casa LawrenceA Picinisco La Locanda di Arturo è il ristorante ai piedi dell’albergo diffuso Sotto Le Stelle, gestito da Annamaria e Davide, un allevatore di carne bovina dell’appennino abruzzese. La cucina offre piatti della tradizione preparati ad arte, dai tagliolini in minestra con i cannellini di Atina (i fagioli delle piane del Melfa e del Mollarino, dalla sottilissima buccia) al capretto cacio e uova, una specialità pasquale riproposta anche con carne d’agnello in altri periodi dell’anno (conto 30€ vini esclusi, piazza Capocci, tel 347.8314388 o 333.3844728). CaciOsteria, sempre a Picinisco in contrada Serre, è un locale informale e accogliente con un menu all’insegna del formaggio. Si degustano quelli della famiglia Pacitti, accompagnati da pane cotto a legna appena sfornato, salumi e vino. Il locale inaugura ufficialmente dopo Pasqua ma chi vuole conoscere Loreto Pacitti, anima di CaciOsteria, può farlo anche a Casa Lawrence con le eccellenze enogastronomiche della sua tavola (conto 25€ vini esclusi). Infine il ristorante Il Baraccone, nella stazione sciistica di Prati di Mezzo, è il posto giusto per rifocillarsi dopo aver sciato o ciaspolato nei dintorni, gustando ottima polenta al cinghiale, tagliatelle ai funghi porcini o buona carne alle brace. In inverno è aperto il sabato e la domenica e, su prenotazione, qualsiasi altro giorno. In estate aperto tutti i giorni (conto 25€ vini esclusi, tel. 0776.66020).

 

 

Visite in Cantina

La cantina di Le Ferriere, storica azienda agricola di AtinaAd Atina, La Ferriera è la storica azienda della famiglia Mancini, che porta avanti la tradizione di vinificazione dei precedenti proprietari, i Visocchi, i quali importarono in Val Comino le uve cabernet. Il Realmagona Riserva Atina Doc è tra i vini di punta dei Mancini. Domina la proprietà la vecchia ferriera fatta costruire dai Borbone nel 1860 (su prenotazione www.laferriera.it). Spostandoci ad Alvito, in piena Val Comino, Poggio alla Meta produce vini bianchi, rossi e grappe, tra le quali la Barrique di Maturano a base di uve maturano, vitigno autoctono in sperimentazione, che a breve consentirà di arricchire la cantina del nuovo Maturano bianco. Tra i rossi gode di apprezzamento Il Vecchio Cabernet di Atina Doc Riserva, prodotto con 75 per cento di cabernet sauvignon, 10 per cento di cabernet franc e un 15 per cento di merlot (www.poggioallameta.it). Sempre ad Alvito merita una visita Cominium, l’azienda vitivinicola dei giovani Armando e Maria Pinto che curano con passione 13 ettari di vigneti, coltivati con cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, più cesanese, shiraz e vitigni di maturano impiantati di recente. Il loro Atina Cabernet Doc ha sentori di frutti rossi, note di pepe e liquirizia (www.cantinacominium.it).

 

 

Prodotti

Animali al pascolo vicino Picinisco, il paese dei formaggiLa Val Comino vanta numerose eccellenze gastronomiche, tra le quali i canellini di Atina, fagioli delle piane del Melfa e del Mollarino dalla buccia sottilissima, ottimi conditi con l’olio extravergine delle colline Piciniscane o in minestre. A Casalattico li produce la Tenuta dell’Agnerone, produttrice anche di vini e farro (www.saimsrl.it).

Non si può tornare a casa senza aver assaggiato il pecorino di Picinisco, in attesa di fregiarsi della Dop, che insieme alla marzolina, a base di latte di capra, rappresenta l’espressione di una tradizione casearia legata alla pastorizia. Quello dell’azienda Pacitti è prodotto con latte appena munto negli allevamenti di famiglia ed è proposto fresco, scamosciato o stagionato (www.casalawrence.it).

Una vera leccornia è il Torrone Ducato di Alvito, fatto con una ricetta del ‘700, recuperata e portata al successo negli anni Quaranta da Vittorio Macioce che l'ha rielaborata lavorando la pasta di mandorle con il cacao e ricoprendola di cioccolato fondente. A tener viva la tradizione ci pensano oggi le nipoti, Virginia Pica e Paola Macioce che hanno fatto della sperimentazione la loro frontiera, inventando nuove ricette al pistacchio di Bronte, al gianduia, al bergamotto, al rhum, per soddisfare ogni palato (www.pasticceriavm.it).

 

Una bottiglia di spumante ci accoglie nell’albergo diffuso Sotto Le StelleTagliolini con i cannellini di Atina, presso La Locanda di Arturo a Picinisco (Frosinone)Picinisco, scorcio di Piazza Capocci con l’orologio

 

 

 

 

 

 

 

Suggestive immagini di un bosco tra la neve a Prati di MezzoCiaspolata a Prati di MezzoUltimi giorni di neve a Prati di Mezzo

 

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