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testi di Luciana Squadrilli

 

Vigne nel Parco Nazionale del Vesuvio. Sullo sfondo il golfo di Napoli e SorrentoPizza con Pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop da produzione biologica dell’azienda agricola Casa Barone di Giovanni Marino a Massa di Somma (Napoli)Dettagli della gastronomia Alfonso Living Food a San Giuseppe Vesuviano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È uno dei panorami più famosi al mondo, con il suo inconfondibile profilo che si staglia tra il mare e il cielo del golfo di Napoli. Ma è anche uno dei vulcani attivi (silente dal 1944) più pericolosi e monitorati, con circa 700mila persone che vivono alle sue pendici. Per gli abitanti della zona il Vesuvio è una presenza maligna e benevola al tempo stesso. È proprio grazie alla particolare composizione vulcanica del terreno, infatti, che in questa zona – Parco Nazionale e dal 1997 tra le riserve mondiali della biosfera dell'Unesco – crescono prodotti straordinari, dai famosi pomodorini “del piennolo” alle tante varietà di frutta come le ciliegie del Monte Somma – il secondo rilievo del profilo – o le deliziose albicocche.

 

Raccolta di Pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop da produzione biologica nell’azienda agricola Casa Barone di Giovanni Marino a Massa di Somma (Napoli)Pastificio Leonessa: del fondatore Antonio Leonessa con i tre figli Oscar, Luigi e Diego E forse sempre alla presenza sollecitante del vulcano si deve il fermento che in questi ultimi anni ha visto nascere, in un zona a lungo considerata difficile e arida di opportunità, numerose attività dall'impronta decisamente innovativa. Costeggiandone le pendici, seguendo dapprima il percorso della strada statale 268 del Vesuvio e poi l'A3 che torna verso Napoli, si traccia un itinerario circolare ricco di sorprese, dove trattorie super-tradizionali e produzioni tipiche si alternano a innovativi ristoranti, gastronomie da buongustai e pizzerie “creative”.

 

Un grappolo di Pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop prodotti dall’azienda agricola Casa Barone di Giovanni Marino a Massa di Somma (Napoli), un esempio di agricoltura biologica nel Parco nazionale del Vesuvio Si comincia da Cercola, dove dal 1974 sorge il Pastificio Artigianale Leonessa (www.pastaleonessa.it): oltre 100 i formati diversi di pasta secca (ma c'è anche quella fresca) trafilata al bronzo ed essiccata lentamente, prodotti con la stessa pazienza e cura dei maestri pastai napoletani del passato. I tre figli del fondatore Antonio Leonessa - Oscar, Luigi e Diego – hanno però apportato diverse novità che rendono l'azienda al passo con i tempi: dalla linea per celiaci alle due aree gastronomiche con chef e cucine a vista dove poter assaggiare i prodotti in ricette sempre nuove. C'è anche la linea Fior di Grano, prodotta con grano 100 per 100 campano. Praticamente imprescindibile dalla pasta, da queste parti, è il pomodoro: i pomodorini del Vesuvio sono una varietà dal particolare gusto acidulo e vivace, dovuto alla genetica ma anche all'antico metodo di coltivazione che prevede un'irrigazione ridotta al minimo. Da tradizione, questi pomodorini vengono raccolti a grappoli nei “piennoli” che, appesi in ambienti asciutti e ventilati, si conservano perfettamente per mesi. I migliori in commercio sono quelli di Casa Barone (www.casabarone.it), azienda di Massa Vesuviana dove si coltivano anche uva e altra frutta per vini e confetture.

 

Tante le tipicità in vendita al Living Food, proposte irresistibili di Alfonso Prisco a San Giuseppe Vesuviano (Napoli)  Pochi chilometri più avanti ecco uno dei capisaldi della tradizione vesuviana: il ristorante 'E Curti (conto medio 35€ www.e-curti.it), aperto nel 1952 dai fratelli Ceriello, nani lillipuziani (da cui il nome), propone i piatti della cucina popolare, dalla minestra maritata al baccalà o e ‘mbruglietielle, intestini di capretto al forno con le patate. Ma una delle specialità è anche il buonissimo nocino, tradizionale liquore ottenuto dai malli di noce. Proseguendo, una piccola deviazione dalla Statale 268 ci porta a Ottaviano, dove si trova una delle perle della pasticceria nazionale: quella di Pasquale Marigliano (www.pasqualemarigliano.com) - membro dell'Accademia Maestri Pasticceri Italiani, cresciuto alla scuola della pâtisserie francese e talentuoso cioccolatiere - è una vera boutique del dolce, dove bellissime torte e soffici lieviti si affiancano alla raffinata pralineria vestita da confezioni moderne ed eleganti. A San Giuseppe Vesuviano ci aspetta un'altra, insospettabile sosta golosa: da Alfonso Living Food (conto medio 10€ www.alfonsolivingfood.com). Alfonso Prisco propone una ricca e curatissima selezione del meglio dell'enogastronomia italiana e non, dalle ottime mozzarelle e fiordilatte locali ai salumi iberici, dai vini vesuviani alle birre artigianali, con particolare attenzione ai prodotti Slow Food. Ogni giorno, a pranzo, ci si può accomodare nella saletta accanto alla bella bottega per gustare prodotti e piatti che lo stesso Alfonso prepara in base al mercato, dalla frittata di maccheroni agli gnocchi alla sorrentina.

 

Parco Nazionale del VesuvioLa vigna a pergolato della cantina Sorrentino, a Boscotrecase, nel Parco Nazionale del VesuvioUna volta doppiato il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio si fa inversione di rotta e si torna verso Napoli, ma non senza qualche fermata dedicata principalmente alla pizza. Prima sosta a Boscotrecase, da Lucignolo Bella Vita (via Panoramica - traversa Via Argano 1, tel 081.0483448, conto 15€, chiuso lun) per assaggiare le ottime pizze gourmet del pizzaiolo musicista Gianfranco Iervolino, a base di farine macinate a pietra e lunghe lievitazioni, e i cocktail della casa. Prima di cena, approfittatene per una visita all'azienda vinicola Sorrentino (www.sorrentinovini.com) per assaggiare alcuni tra i migliori vini che nascono all'ombra del Vesuvio.

 

Pizza con cipolla di Montoro, Conciato Romano e lardo di Colonnata. Al Masse' di Torre Annunziata, pizzaiolo Ciro SalvoLa Margherita del Vesuvio del fratelli Salvo a San Giorgo a Cremano: pomodorini del piennolo, mozzarella di Bufala Campana Dop ed olio extra vergine d'oliva del Vesuvio di Villa DoraA Torre Annunziata, le pizze di Ciro Salvo al Massé (c.so Vittorio Emanuele III 429, tel 081.5363382, conto 15€, aperto la sera, no merc) rappresentano une delle migliori espressioni della pizza napoletana classica, con un impasto incredibilmente soffice (e digeribilissimo) arricchito da ingredienti di prima scelta e condimenti fantasiosi come quella con cipolla ramata di Montoro, lardo di Colonnata e Conciato Romano. A Ercolano, città famosa per gli scavi archeologici, prprio accanto alla settecentesca Villa Campolieto si trova il wine bar-locanda Viva Lo Re (conto 40€ www.vivalore.it), dove da quasi vent'anni Maurizio Focone propone con immutata passione una delle migliori selezioni enologiche de territorio, accompagnate da una cucina semplice e curata. Ultima tappa San Giorgio a Cremano: nella pizzeria di famiglia da poco rinnovata e trasformata in locale moderno e accogliente, i fratelli Francesco e Salvatore Salvo (conto 15€ www.pizzeriasalvo.it) propongono ottime pizze nel solco della tradizione partenopea, con materie prime locali e non. stessa filosofia per quanto riguarda la scelta di oli, birre artigianali e vini con cui accompagnare le pizze e i fritti dela casa, a cominciare dalla strepitosa frittatina di maccheroni. Insomma, c'è tanta bontà sotto il Vesuvio.

 


 La parmigiana di melanzane nel vasetto al ristorante Era Ora di Palma CampaniaGianfranco Iervolino, pizzaiolo di Lucignolo Bella Vita, con una delle sue pizzeUn pacco di paccheri LeonessaMozzarella di bufala e provola alla gastronomia Alfonso Living Food a San Giuseppe Vesuviano


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