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testi di Luciana Squadrilli

 

Sant’Agata de’ Goti, uno dei luoghi più belli del Sannio, di antiche origini longobarde Il Ponte di Annibale a Cerreto Sannita (foto Gal)

Lo chiamano La Dormiente del Sannio, per il suo profilo che ricorda quello di una donna: stiamo parlando del massiccio del Taburno, che delimita insieme a quello del Matese – sul lato del confine con il Molise – la valle Telesina. Siamo nell’entroterra della Campania. Tra i due colossi, la valle è una distesa verde di pianure e dolci colline, disseminata di borghi suggestivi, meleti, vigneti e uliveti. Uno dei paesi più caratteristici é Sant’Agata dei Goti, l’antica Saticula, scenograficamente arroccata su uno sperone di tufo. I suoi stretti vicoli nascondono splendide chiese tra cui il bel Duomo seicentesco, antiche botteghe e indirizzi golosi: fermatevi al Bar Normanno, in via Roma 65 (www.gelaterianormanno.it) per assaggiare l'ottimo gelato alla mela annurca, il frutto locale protagonista anche di tanti piatti del ristorante-bottega Taverna Saticula (via Roma 22, cell 333.5614007, chiuso lunedì, conto 30€ vini esclusi).

Pappardelle al cinghiale: un primo ricco di sapore del ristorante Il Guardiano del Matese, a Cusano Mutri (Benevento) Un gustoso primo piatto proposto dal ristorante Il Guardiamo del Matese a Cusano Mutri (Benevento): le tagliatelle ai porcini

Da vedere anche il borgo medievale di Cusano Mutri, sul versante sud del Matese: ottima base per splendide escursioni come quelle al Monte Calvario o alle Gole di Caccaviola, Cusano è famosa soprattutto per la sagra dei Funghi che si tiene ogni anno in autunno, richiamando un gran numero di amanti di porcini & co. Un indirizzo ideale sia per dormire sia per mangiare é Il Guardiano del Matese, in frazione Civitella Licinio (conto 30 € vini esclusi, doppia 60€ www.ilguardianodelmatese.com), accogliente locanda alle porte della cittadina con una buona cucina tipica e graziose camere per la notte.

 

L’imponente foro San Martino a Cerreto Sannita (foto di Indra Galbo) Una minestra con i prodotti dell’orto del Sannio (foto di Indra Galbo)

Ma il vero gioiello nascosto del Sannio Beneventano é forse Cerreto Sannita, uno dei pochi borghi più belli d’Italia, completamente ricostruito dopo il terribile terremoto del 1688 in base a concezioni urbanistiche del tutto nuove per l'epoca, per volere del Conte Marzio Carafa. A ciò si deve l'odierno aspetto: un’ordinata scacchiera di strade ampie e spaziose, ornate dalle facciate solenni dei palazzi e dalla maestà barocca delle chiese, secondo una pianta razionale ispirata agli antichi castra, i quartieri militari delle legioni romane, e probabilmente anche alla Torino sabauda. Cittadina romana di origine sannita, oggi è famosa soprattutto per la tradizione delle ceramiche artistiche, la cui tradizione fu rinvigorita dall'arrivo di numerosi “faenzari” (ceramisti) napoletani richiamati qui dalla ricostruzione. L’imponente foro San Martino, la piazza principale che fino agli anni ’60 ospitava il mercato, oggi è valorizzata da un sapiente progetto di illuminazione che ne esalta l’atmosfera teatrale con 12 lampioni dalle luci cangianti che riprendono il design degli antichi lampioni a gas e decorati da piastrelle in ceramica realizzate da altrettante botteghe del paese.

Un piatto di spaghetti “curiuli” alla Vecchia Quercia, ristorante e albergo di Cerreto Sannita (foto di Indra Galbo) Un delicato dessert all’olio extravergine d’oliva del Sannio (foto di Indra Galbo)

Un buon indirizzo per rifocillarsi dopo aver ammirato le bellezze del borgo è La Vecchia Quercia, in via Cerquelle (conto 30€ vini esclusi, doppia60 € www.vecchiaquercia.com), albergo e ristorante in posizione panoramica, dove assaggiare ottimi piatti della tradizione preparati con ingredienti locali e di stagione. Tra questi gli spaghetti curiuli con ricotta stagionata e i saporiti pomodorini gialli invernali, coltivati senz’acqua e conservati appesi al piennolo. Per una sosta di maggior charme ci si deve spostare a Melizzano, alla Country House Giravento (doppia 100€ www.giravento.it), un luogo incantevole costruito secondo i principi della bioarchitettura, dove si respira un’atmosfera di totale relax. Interessanti i prodotti dell'agriturismo, dall'olio extravergine alle deliziose Ciocannurca, fette di mela essiccate, speziate e immerse nel cioccolato fondente.

Una fiera di animali nel Sannio (foto Gal)

Lungo la strada, vale la pena mettere in programma una breve deviazione per Faicchio, per far shopping culinario al supermercato in via Odi (www.tomasosalumi.it) di proprietà della famiglia Tomaso, produttori di salumi artigianali eccezionali. Al banco dei salumi troverete tutti i prodotti della casa, ottenuti da carni selezionate di maiali locali lavorati in modo totalmente artigianale: salame Napoli, soppressata casareccia, capocolli, culatelli, porchette, lonzardo (goloso mix di lonza e lardo) e altro ancora. Altra sosta gourmet alla Macelleria Cillo, contrada Cortedona 20, ad Airola (www.salumificiocillo.it) dove Sabatino Cillo propone ottime carni frollate alla perfezione, provenienti da animali selezionati o direttamente da allevamenti locali seguiti da vicino, come i maiali neri casertani e gli agnelli laticauda. Il souvenir ideale da riportare a casa in ricordo del Sannio.

I vini del Sannio, tradizione e qualità con carattere

Un vigneto della cantina Mustilli sulle colline di Santacroce nel Sannio Le cantine scavate nella roccia di Mustilli, a Sant’Agata de’ Goti

Sono diverse le cantine protagoniste dell'enologia locale, alcune più conosciute e altre meno. L'Antica Masseria Venditti (www.venditti.it) rientra senz'altro tra le prime. Nicola Venditti che ha saputo raccogliere al meglio l'eredità familiare: oltre alla produzione di olio extravergine e diversi vini - Doc Falanghina, bianchi, rosati e rossi Doc Sannio, Barbera del Sannio e Aglianico - l'accogliente cantina ospita anche un vigneto didattico con 20 varietà di vitigni autoctoni. Altro nome storico è Mustilli (www.mustilli.com), azienda nata nel 1960 reimpiantando i vigneti – greco, falanghina, piedirosso e aglianico - sulle colline di Santacroce nel Sannio. Punto vendita e raffinata ospitalità nella dimora settecentesca di Palazzo Rainone Mustilli a Sant’Agata de' Goti. È una piccola realtà tutta da scoprire l'azienda I Pentri (via Nazionale Sannitica, Km 72, Castelvenere, tel 0824.940644) che prende il nome da una delle quattro tribù del popolo dei Sanniti. Dionisio Meola e la moglie Lia Falato, insieme all'enologo Angelo Valentino, curano i 9 ettari su cui crescono soprattutto vitigni autoctoni come aglianico, sciascinoso, piedirosso e falanghina, con un approccio molto personale e lontano dalle mode, dando risultati in bottiglia decisamente intriganti.

 

L'ortice, regina dei frantoi sanniti

Il Frantoio Romano, di Ponte (Benevento), produce olio extravergine di oliva monovarietale da olive ortice (detta anche oliva a pizzo di passero) e olio ottenuto da questa varietà insieme ad altre del territorio come frantoio e leccino

Il paesaggio del Sannio Beneventano è caratterizzato dall’alternarsi di vigneti, oliveti, meleti e pascoli, ma soprattutto alla coltivazione dell’ulivo. In queste zone, l’olivicoltura è un’attività antichissima che spesso si svolge ancora in modo tradizionale, anche se sono sempre più numerosi i frantoi delle olive. Non cambiano, invece, le tre varietà autoctone da sempre alla base dell’olio locale. L’ortice è caratterizzata da frutti di dimensioni piuttosto grandi, che danno un extravergine dal profumo intenso con sentori erbacei e di foglia di pomodoro, dal carattere robusto. Uno dei migliori monocultivar è l'Ortice del Frantoio Alberto Romano, via Staglio, a Ponte (www.frantoioromano.it). L’ortolana presenta frutti tondeggianti (da cui l’altro nome locale, melella) che danno oli mediamente intensi e aromatici, con note di mela verde e erbe di campo. La raccioppella infine dà oli più delicati, quasi dolci. Perfettamente complementari, queste tre varietà sono alla base di ottimi blend, ma anche di splendidi monocultivar.

 

Krèsios, alta cucina in masseria

Un colorato risotto dello chef Giuseppe Iannotti, del ristorante Krèsios, di Telese Terme La cantina del ristorante Krèsios, di Telese Terme

Un casale circondato da vigne alle porte di Telese Terme ospita il Krèsios (prezzo medio 80€ vini esclusi www.kresios.it) nuovo progetto di Giuseppe Iannotti, giovane chef autodidatta e appassionato con le idee molto chiare. Dopo una lunga opera di ricostruzione ha trasformato l'antica masseria in un edificio moderno, minimalista negli esterni e moderno negli arredi, senza però tradirne l'anima rurale. L'ingresso avviene attraverso le eleganti vetrine della bottega dove sono in vendita prodotti enogastronomici selezionati con passione, incluso un banco di salumi e formaggi, e l'angolo caffetteria aperto durante tutto il giorno. Al piano di sopra quattro eleganti camere accolgono gli ospiti per la notte. Nella cucina a vista affacciata su una delle sale del ristorante gourmet Giuseppe e la sua brigata lavorano a piatti in cui creatività e sperimentazione si sposano al recupero di sapori antichi, mescolando senza remore passato, presente e futuro, come nel pancotto di astice. In sala, Gianni Guida assicura un'accoglienza impeccabile e una carta dei vini ricca di spunti interessanti e mai banali. Un consiglio? Seguitelo e andate a scegliere il vino direttamente in cantina.

 

Le botteghe della ceramica a Cerreto

La ceramica di una bottega artigianale di Cerreto, nel Sannio (foto di Indra Galbo)

Nate dalle ceneri di una città distrutta, Cerreto e le sue ceramiche continuano a risplendere nelle case degli intenditori di tutto il mondo, raccontando una storia antica e suggestiva che non smette di affascinare. Oggi sono una ventina le botteghe artigianali in attività, anche se sono pochi i mastri tornianti in grado di lavorare un pezzo dalla creazione del “biscotto” grezzo alla decorazione. Piero Marcuccio, titolare della bottega La Vecchia Cerreto (corso Umberto I, tel 328.4482306) ha cominciato a 11 anni come apprendista e ancora oggi lavora tutti i suoi pezzi dall’inizio alla fine; per le sue opere – belle le zuppiere e le acquasantiere – si ispira ai modelli originali del ‘700, frutto di una scrupolosa ricerca. Vincenzo Franco, nella bottega Le Fornaci (www.bottegalefornaci.it) si dedica anche alla sperimentazione di nuove forme e decorazioni, come gli originali gioielli in stile raku, riprendendo l’attitudine alla contaminazione che contraddistinse la ceramica cerretese già nel ‘700. A San Lorenzello invece c'è la bottega del Maestro Elvio Sagnella, Bottega Giustiniani (www.bottegagiustiniani.it). Fine decoratore, Sagnella realizza bellissimi oggetti legati alla tradizione locale e pezzi artistici ispirati alle opere di grandi artisti del passato.

 

Un pezzo dell’artigianato sannita, con un curioso Pulcinella La raccolta delle olive nell’azienda olivicola Frantoio Romano. Nel Sannio, il paesaggio dell’olivo si sposa con quello viticolo e con gli ambienti naturali montani del Fortore e del Taburno: ci sono molti meravigliosi esemplari di ulivo secolari, con tronchi contorti e attorcigliati, quasi avvitati su se stessi e con le caratteristiche foglie d’argento Un’originale interpretazione della lingua, piatto della tradizione rivisitato dal bravo chef Giuseppe Iannotti, del ristorante Krèsios, di Telese Terme

 

 

 

 

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