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testi di Elena Benedetti, foto di Massimiliano Rella

 

Hofvijver, il laghetto del cortile del Parlamento olandese. A dx il palazzo del Senato Ingresso alla China Town dell’Aja

Proviamo a giocare: se fosse una persona, L’Aia - Den Haag in olandese - sarebbe una signora elegante, colta e raffinata. Ma non necessariamente 100% dutch. Potrebbe avrebbe infatti un sangue misto, contaminato da culture e Paesi lontani, magari visitati dagli avi per diletto o per commercio. Sarebbe l’esempio perfetto della globalizzazione, concetto che nei Paesi Bassi è realtà già da lungo tempo. E sarebbe sicuramente una signora dinamica, attiva, che si sposta sulla sua bicicletta lungo le piste che affiancano i tanti canali della regione. Canali che fanno parte di una rete complessa di dighe che impediscono al 20 per cento delle terre - sotto al livello del mare, dal centro città solo 6 km - di essere appunto sommerse. Grande sarebbe il suo interesse per l’ambiente, da tutelare e proteggere con una moderna visione sostenibile e massima la sua attenzione per la legge e la giustizia.

 

Una veduta del centro moderno dell’Aja The Hague Sculpture, ogni estate al Lange Voorhout. Nella foto la scultura dell’artista sudafricano Angus Taylor, 42 anni, dal titolo “Disclosing Decay”, bronzo e pietra del 2008

Terza città dei Paesi Bassi per grandezza, L’Aia merita una visita per le tante attrazioni culturali, politiche e anche gastronomiche che questa signora moderna e multiculturale ha da offrire. Qui troviamo la sede del governo dello Stato e anche la residenza della casa reale olandese. Sempre a L’Aia hanno sede oltre 150 organizzazioni internazionali tra cui la Corte Internazionale di Giustizia, la Corte Penale Internazionale, il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia e la Camera d'appello del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda. Non stupirà quindi che quasi la metà dei cittadini sia di un’altra nazionalità. E se spesso la globalizzazione che porta i popoli a mescolarsi è temuta, in questa città di 500mila abitanti, è certamente una risorsa preziosa e un punto di forza. Lo si comprende subito, anche solo passeggiando pigramente nel centro, le cui prime edificazioni risalgono al 1200. Il crogiolo multietnico rende l’atmosfera vivace e interessante. Ed è bello immergersi in una realtà così cosmopolita, circondati da edifici curati ed eleganti, ma anche moderni e rinnovati, come la nuova stazione ferroviaria.

 

Particolare del palazzo del municipio (Stadhuis), progettato dall’architetto Richard Meyer, con mostra di opere d’arte

Sul fronte culturale c’è parecchio da vedere. Partiamo dal Mauritshuis (www.mauritshuis.nl), il museo privatizzato nel 1995 che ospita collezioni di maestri che hanno fatto grande la scuola pittorica olandese e fiamminga nel mondo. Uno su tutti? Sicuramente Jan Vermeer con la sua opera “La ragazza con l’orecchino di perla” che ispirò una produzione cinematrografica con il premio oscar Colin Firth. Troviamo poi quadri di Rogier van der Weyden, Hans Memling, Rubens e Van Dyck. Non può mancare una visita al Museo Escher (www.escherinhetpaleis.nl), dedicato all’artista olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972), grafico e incisore, autore di una razionale e moderna visione del mondo attraverso poliedri e distorsioni geometriche e matematiche. Il Museo è ricco di spunti e interazioni con le opere del grande artista, con suggestioni che raccontano la vita dell’autore attraverso le due Grandi Guerre del ‘900. Anche i visitatori più piccoli possono trovare giochi e strumenti per avvicinarsi al mondo logico di questo straordinario uomo.

Un altro luogo da visitare con calma e tempo è il Gemeentemuseum Den Haag, il Museo Municipale (www.gemeentemuseum.nl) progettato dall’architetto olandese Hendrik Petrus Berlage, che espone la più importante collezione al mondo di opere di Piet Mondrian, uno dei più rappresentativi pittori olandesi di epoca moderna. Al suo interno ci sono il GEM, Museo d’Arte Moderna (www.gem-online.nl) e il Museo della Fotografia (www.fotomuseumdenhaag.nl) de L’Aia, anch’essi da non perdere.

 

Da non perdere poi The Hague Sculpture, la mostra di sculture lungo la passeggiata di Lange Voorhout, che ogni anno, tra maggio e settembre, ospita opere di artisti provenienti da un determinato Paese. Nell’estate 2012 la nazione ospite è stata il Sud Africa con opere di artisti sud africani.

The Hague Sculpture, ogni estate al Lange Voorhout. Nella foto la scultura dell’artista sudafricano Andries Botha, 58 anni, dal titolo “Nomkhubulwane”, del 2009, fatta in acciaio dolce zincato Particolare del Panorama Mesdag

La mostra all’aperto è collegata con una cospicua raccolta di opere, alcune inedite, in mostra al Beelden aan Zee, il museo contemporaneo di Scheveningen, il quartiere marittimo dell’Aja. Info www.museumbeeldenaanzee.nlSempre a Scheveningen, che è anche una delle più frequentate località balneari d’Olanda, per chi viaggia con la famiglia ecco un indirizzo divertente: Madurodam (www.madurodam.nl), una città in miniatura, inaugurata nel 1952, che ospita le ricostruzioni dei più importanti monumenti e attrazioni olandesi: dal palazzo reale ai castelli medievali, dai canali al mercato del formaggio di Alkmaar, alle ricostruzioni in movimento delle ferrovie e dei porti.

 

Chiosco di aringhe e pesci affumicato all’Aja Interni del Lola Café & Bike

Dopo tanta cultura passiamo a quanto ha da offrire la città tra ristoranti, bar e street food. Anche qui il carattere multiculturale si manifesta attraverso un’ampia scelta tra cucine di etnie e regioni del mondo. Nel cuore de L’Aia, vicino al Parlamento c’è Hollandse Nieuwe Haring, un caratteristico chiosco di pesce affumicato e fresco. Con pochi euro si compra un goloso spuntino a base di gamberetti, sgombro e aringhe da consumare sul posto. Le aringhe sono servite al naturale e spellate con un battuto di cipolle crude e sottaceti, come cetriolini affettati, spesso in un piccolo panino, lo Haring Broodje. È il tradizionale cibo di strada preparato con aringhe crude del mare del nord pescate tra maggio e luglio, le sole che si possono chiamare Hollandse Nieuwe. Visto che sarete invogliati a girare la città in bici fermatevi pure in questo nuovo locale, il Lola Cafè & Bike, che come suggerisce il nome è un posto frequentato dai ciclisti. Dietro al bar c’è pure l’officina per riparare eventualmente la vostra bici, sopra un esposizione di accessori in vendita. Ideale per la colazione: 6€ (www.lolabikesandcoffee.nl).

 

Bahn Cuon, ravioli al vapore vietnamiti con maiale e funghi, con cipolla fritta e patè di maiale; insieme a Goi Cuon Ga, involtini di carta di riso con ripieno di pollo alla griglia, verdure e frutta fresca. piatto del ristorante vietnamita Little V Interni del ristorante di cucina vietnamita moderna Little V

Passiamo poi a qualche contaminazione asiatica: il quartiere di China Town è una vera comunità di cinesi, giapponesi, indonesiani, tailandesi e vietnamiti. Tradizioni, usanze e ricette circolano e si integrano. Qui ha aperto il suo ristorante di cucina tradizionale l’ingegnere vietnamita, naturalizzato olandese, Tam Do, che fino al 2006 lavorava per un’azienda di telefonia. Il Little V (www.littlev.nl), il Piccolo Vietnam, è un interessante caso di cucina tradizionale vietnamita presentata in modo moderno e abbinata a una lista di freschi cocktail al tè e alla frutta. Pesce e carne sono proposti spesso con verdure ed erbe aggiunte a crudo, come basilico vietnamita, menta, lemon grass ed essenze esotiche. Tra le bevande troviamo vini e birre, inclusa qualche etichetta orientale, ma la scelta più varia e invitante è tra una quindicina di cocktail, tra alcolici e analcolici, molto freschi, a base di tè verde, allo zenzero, al limone. Per chi cerca una cucina francese con ottima carta dei vini c’è Calla’s (www.restaurantcallas.nl), una stella Michelin per lo chef e proprietario Marcel van der Kleijn. Il locale, raffinato e moderno, offre una cucina contemporanea che rivista la tradizione francese adattandola alla disponibilità di ingredienti freschi e di stagione.

Lo chef del ristorante Taste, Michael Schwk, 30 anni Presso il ristorante Taste, dessert “Hemel op aarde”: una base di panna cotta con pasta philo e liquore alle ciliegie Hemel op aarde e delle cortecce di rabarbaro imbevute di vino bianco, vaniglia e zucchero

Gli amanti del vino troveranno “pane” per i loro denti al Taste, curioso winebar con ristorante dove si possono affittare delle cassette, tipo caveau, e lasciare i propri vini a riposare in attesa che ci andiamo a cena. Molte aziende hanno affittato un posto in questa singolare enoteca a vetro lungo le pareti del locale. E insieme al vino, ovviamente, un buon piatto di cucina internazionale moderna dello chef, Michael Schwk, 32 anni. Info www.tastethewinebar.eu

Per chi ama il pesce, nel porticciolo della località marina di Den Haag, a Scheveningen, c’è The Harbour Club, un bel ristorante con negozio di pesce. Il nuovo chef, 34 anni, è l’olandese Bas Koppenol. E’ stato per oltre 6 anni sous chef al Mero. La sua filosofia è fresco e puro. Molto pesce arriva dai mari circostanti, mentre tonno e pesce spada dall’estero. Qui si possono degustare anche le ostriche, francesi e olandesi dello Zeeland, oltre a sogliole, turbot, frutti di mare (piatto fisso) e gamberetti. Sempre aperto. Conto medio 40€. (theharbourclub.nl)

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