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testi di Luciana Squadrilli

 

Antipasto tipico cilentano: pomodorini, ceci, latticini, salumi di suino e di bufala e carciofini sottolioI cannoli cilentani, che alla classica ricetta siciliana aggiungono il gusto locale dei Fichi Bianchi del CilentoFondata dai Romani nel 197 a.C. e con un passato ricco di storia – dalla prestigiosa Scuola Medica Salernitana nata nel Medioevo all'operazione Avalanche degli Alleati, nel 1943 – Salerno conosce oggi un nuovo periodo di splendore e fermento. Grazie a un’amministrazione che la sta rendendo sempre più a misura d’uomo, puntando sulla rinascita culturale, dopo anni di oblìo Salerno torna a essere destinazione turistica e non solo meta di passaggio tra la Costiera Amalfitana e il Cilento. Tra le sue attrattive i grandi eventi come Luci d'Artista – che durante il periodo natalizio, in gemellaggio con Torino, illumina la città e le sue bellezze con effetti speciali – o il Festival della Letteratura inaugurato quest'anno, ma anche l'attenzione dedicata all'architettura contemporanea e la vicinanza di zone incantevoli e incontaminate da cui arrivano tante eccellenze gastronomiche. Corollario di questa rinnovata vitalità sono le recenti aperture di nuovi indirizzi tutti da scoprire. Vale la pena allora dedicare una visita, magari mettendo in programma anche qualche breve gita nei dintorni.

 

Piazza Flavio Gioia a Salerno, su cui si affacciano Kriò e Cotto&CrudoLa giornata salernitana può cominciare con un’ottima colazione a base di un buon espresso, gustose brioche o yogurt con frutta fresca, da Kriò Piaceri Urbani (www.cafekrio.it). Ennesima “creatura” del gelatiere cilentano Enzo Crivella, il locale affacciato sulla graziosa piazza Flavio Gioia è in realtà molto più che una caffetteria. Qui si può venire dalle 8 alle 24 per uno degli ottimi gelati della casa – tra i gusti da non perdere ricotta e fichi in omaggio al Cilento o il “millefoglie” ispirato al dolce di una storica pasticceria salernitana, Bassano – oppure per un aperitivo con vini e salumi locali o un caffé “creativo” sempre a base di gelato, preparato con cura da Carmine Galiano, anche in inedite versioni alcoliche.

 

Carmine Galiano, barman di Kriò, prepara uno dei cocktail a base di caffe specialità della casaIl dentice in crosta di patate e scorzette di limone da Cotto&CrudoProprio di fronte c’è Cotto&Crudo (conto medio 30€ www.cottoecrudosalerno.com) un piacevole ristorantino di pesce aperto nel 2008 da Piero e Alfonso. A farla da padrone è il pesce freschissimo del golfo di Salerno, acquistato giorno per giorno dai pescatori locali rispettando la stagionalità e preparandolo in modo semplice ma gustoso per esaltare la materia prima. Ma anche servito crudo. Nella accogliente saletta interna, o ai tavoli in piazza, si gustano piatti come la seppia di paranza croccante con broccoli al limone, le linguine al gambero rosso del Cilento e poi crostacei, pesce all’amo o da cattura cucinato secondo le preferenze. Da accompagnare a una buona scelta di vini cilentani, con qualche excursus nel territorio nazionale. Altra ottima idea per il pranzo è 13 Salumeria (menu 13-31€  www.13salumeria.it). Non un vero e proprio ristorante – per quello c’è Casa del Nonno 13 nella vicina Mercato San Severino (www.casadelnonno13.it) – ma una “salumeria con cucina” dove fare scorta di eccellenze enogastronomiche locali e non solo (anche salumi iberici e vini di tutta Italia), oppure uno spuntino gourmet al bancone con gustosi panini, una pausa pranzo di qualità e a piccoli prezzi (13€). E naturalmente una cena a base dei grandi classici della cucina salernitana, realizzati con un approccio semplice e moderno. In entrambi i locali c’è lo zampino di Raffaele Vitale, che unisce le due passioni: per la cucina e l’architettura. La stessa attenzione alla “materia” contraddistingue anche l’ambiente, fatto di vetro, legno grezzo e mattoni.

 

Il lusso della semplicità: gli spaghetti al pomodoro da 13 Salumeria a SalernoIl pescato del giorno alla base degli ottimi piatti di Cotto&Crudo a SalernoSe preferite una pizza c’é quella di scuola salernitana (più croccante della napoletana) di Ciripizza (via Conforti 16/18, tel 089.8426800, conto 15€). In un ambiente tutto bianco e moderno propone buone pizze classiche e versioni originali a base di prodotti del territorio, come le alici di Cetara e le verdure. Per fare scorta di vini locali facciamo una sosta all’enoteca San Pietro (corso Garibaldi 231, tel 089.232125) - storica e fornitissima bottega salernitana dove Pino Della Pietra propone bottiglie di pregio, rarità e una vasta scelta di etichette regionali – o da Trapanese (lungomare Trieste 60, tel 089.226686) dove Alfonso Trapanese e il figlio Antonio propongono vini di tutta Italia, grappe, rum, whisky e Champagne. Per una cena gourmet, l’indirizzo giusto è Aladino (via dei Canali, tel 089.229972, chiuso dom sera e lun, menu 35€), il nuovo locale salernitano di Pietro Rispoli, già patron dello storico Cenacolo a Salerno e poi dell’eponimo locale a San Cipriano Piacentino. Un bel ritorno, quello di Rispoli, che con le figlie Maria Rosaria e Annamaria propone una cucina raffinata e legata al territorio e alla tradizione, con alcuni classici come la genovese o la parmigiana di alici e proposte più creative in base alla stagionalità dell’orto. Poco distante dalla città, a Ogliara, ha appena aperto il ristorante Emozionando presso la bella Villa Setharè (conto 30/35€  www.villasethare.it) raffinata dimora di campagna affacciata sul golfo alle pendici del monte Stella. A dirigere la cucina lo chef Nando Melileo: se siete appassionati buongustai prenotate il “tavolo dello Chef” per interagire con lui ai fornelli, se invece siete più interessati ai vini e all’ambientazione chiedete il “Tavolo in Cantina” dove tra giochi d’acqua e luci e musica jazz trascorrerete una serata magica.

Per riposarsi consigliamo Villa Avenia Giardino dei Semplici (doppia 90€  www.villaavenia.com) un accogliente B&b di charme in centro accanto allo storico Giardino della Minerva dove Matteo Silvatico, esponente della Scuola Medica Salernitana, realizzò nel XIII secolo il primo orto botanico della storia nel mondo occidentale.

 

Una gita a Paestum

L’antica città romana di Paestum (nata già in epoca greca con il nome di Poseidonia) è famosa per l’area archeologica con i suggestivi templi e l’interessante museo, ma tra le sue attrattive turistiche non mancano belle spiagge, acque cristalline e ottimi indirizzi gastronomici disseminati tra le diverse frazioni del comune di Capaccio. Per gustare una saporita cucina tipica Nonna Sceppa (via Laura 45, tel 0828 851064, chiuso giov, conto 45€) è un indirizzo inossidabile: da non perdere la parmigiana di zucchine e gli spaghetti con le vongole da accompagnare con i vini locali. Per una serata speciale si va a Le Trabe (conto 80€  www.letrabe.it) raffinato ristorante nella bellissima Tenuta Capo Fiume dove lo chef Massimo Stanzione propone una interessante cucina creativa che strizza l’occhio al territorio, da accompagnare con etichette di pregio. Per dormire, diverse possibilità: l’Oleandri Resort (doppia da 129€  www.oleandriresort.com) è una bella struttura a due passi dal mare, ideale per famiglie.

Non potete abbandonare Paestum senza un prezioso bottino: la Mozzarella di Bufala Campana Dop. Numerosi i caseifici validi; fermatevi da Vannulo (www.vannulo.it) per guardare le bufale a mollo nell'acqua e assaggiare anche il gelato e lo yogurt di latte di bufala (la mozzarella va prenotata in anticipo) o da Barlotti (www.barlotti.it): la soddisfazione è garantita.

 

Una gita a Battipaglia

Le nuove bottiglie dell’extravergine Diesis del Frantoio Torretta, a BattipagliaL’interno del Frantoio Torretta a Battipaglia, che in estate ospita anche l’insolito Bar a HuileLe delizie del forno di Tenuta Porta di Ferro, nella campagna appena fuori BattipagliaA metà strada tra Salerno e Paestum, il centro di Battipaglia sembra non offrire grandi bellezze architettoniche o naturalistiche, ma i suoi dintorni nascondono piacevoli sorprese. Qui sorge uno dei migliori frantoi della regione, Torretta (www.oliotorretta.it). Maria Provenza guida il frantoio di famiglia, fondato dal nonno nel 1960, con passione, determinazione e competenza. Le olive di proprietà o acquistate da coltivatori locali di fiducia vengono lavorate in tempi brevissimi e cura maniacale: i risultati sono quattro splendidi extravergine, tra cui spicca il Diesis Dop Colline Salernitane, che colpisce per armonia ed eleganza e le suadenti note fruttate ed erbacee. Un vero e proprio gioiello nascosto è la Tenuta Porta di Ferro (www.tenutaportadiferro.it). L'antica tenuta del casato Doria d’Angri, che copre circa 95 ettari su cui si coltivano pesche e kiwi, fu rilevata dalla famiglia Pastore nei primi anni del Novecento e trasformata in allevamento di bufale e coltivazione di cotone. Oggi è di proprietà degli eredi della famiglia: le sorelle Cristina e Adele Solimene – senza snaturare l'animo rurale della masseria - ne hanno fatto un luogo di charme e delizie, affiancando all’attività agricola quella di location per eventi e creando quattro meravigliosi giardini tematici: il Giardino ‘900, primo nucleo creato negli anni ‘20, ospita piante esotiche, rose rampicanti e altro ancora; il Giardino dell’Orto ospita soprattutto piante aromatiche e officinali; il Giardino dei Silos ospita filari di alberi da frutto di varietà antiche e alberi rari mentre il Giardino delle Sperimentazioni unisce elementi naturali – querce, siepi, aiuole – all’intervento creativo dell'uomo. Le diverse sale della tenuta sono ideali per cerimonie ed eventi ma si possono fare visite giornaliere, su prenotazione, per godere delle meraviglie naturali e delle delizie che escono dall'antico forno ancora attivo.

 

Visite in cantina

Le quartare, otri di terracotta interrati nella bottaia della cantina e usati per produrre il vino Quartara, ottenuto da uve fiano in purezza, dell’azienda Lunarossa di Giffoni Valle Piana (Salerno)Una seconda spremitura delle uve nell’azienda Viticoltori De Conciliis, di Prignano Cilento (Salerno)Tra le colline che circondano Salerno e quelle del Cilento, appena più a Sud, nascono ottimi vini, bianchi soprattutto, che si giovano della vicinanza del mare. A Prignano Cilento la famiglia De Conciliis al gran completo (il frontman ed enologo è Bruno) coltiva soprattutto i vitigni autoctoni fiano e aglianico. Tra le etichette di punta il piacevole Donnaluna Igt Paestum sia rosso che bianco da uve aglianico e fiano, e il più robusto Naima (www.viticoltorideconciliis.it). Luigi Maffini, agronomo ed enologo affiancato dall’amico casertano Luigi Moio, produce nei dintorni di Castellabate ottimi bianchi di fiano in purezza, espressione del terroir cilentano, tra cui il rinomato Kratos Igt Paestum e lo splendido Pietraincatenata, cui il passaggio in barrique dona un carattere più ricco e complesso (www.maffini-vini.com). A Giungano, San Salvatore 1988 è la bella e moderna cantina di Peppino Pagano, albergatore e imprenditore di Paestum che ha a cuore il territorio. Le uve di fiano, aglianico, greco e falanghina sono coltivate nei diversi terreni con processi biologici e preparati biodinamici, anche a base del recupero completo delle lettiere delle bufale allevate in azienda. Tra i vini di punta – che portano la firma dell’enologo Riccardo Cotarella - il pregiato Fiano Pian di Stio e l’Aglianico affinato in barrique Gillo Dorfles, dedicato all’artista e filosofo che ne ha creato anche le bellissime etichette in 12 versioni differenti. L'attenzione all’immagine si nota anche nel design della cantina, che al suo interno ospita una bella sala degustazione con cucina a vista e affaccio sui tini di fermentazione (www.sansalvatore1988.it). Infine a Giffoni Valle Piana, sui monti Picentini, la cantina Lunarossa è una giovane e dinamica azienda che punta tanto sui vitigni autoctoni che sugli internazionali, coltivati nel massimo rispetto ambientale. Molto interessante il Progetto UVA (Unione Vignaioli Associati): viticoltura e cantina condivisa che dà spazio ai piccoli vignaioli attraverso il recupero di piccole vigne inutilizzate o poco valorizzate; il risultato è una singola barrique (300 bottiglie personalizzate) di Igt Colli di Salerno per ognuno dei produttori/progettisti, che cambiano di anno in anno (www.viniepassione.it).

 

Capitale dell’architettura contemporanea

Una delle nuove anime di Salerno nasce sotto il segno dell’architettura contemporanea. Tra mostre, eventi e progetti di famose “archistar” internazionali come Santiago Calatrava, Zaha Hadid e Jean Nouvel, e grazie al nuovo piano urbanistico comunale messo a punto dall’urbanista e architetto catalano Oriol Bohigas, il volto della città campana negli ultimi anni sta evolvendo sotto il segno del contemporaneo, senza snaturare l’identità di città marinara e portuale. Tra i progetti varati dal sindaco De Luca c’è quello delll'Archivio dell'Architettura Contemporanea. Ospitato attualmente in sede provvisoria presso l’ex Museo del Falso in via Porta Elina - ma destinato a trovare sede definitiva in una delle torri della futura piazza della Libertà, ridisegnata dal progettista catalano Ricardo Bofill - ospita mostre e incontri con le grandi firme dell'architettura contemporanea. Tra le opere ancora work in progress ci sono l’avveniristica stazione marittima dell’architetto anglo-iraniano Zaha Hadid, che ha immaginato una sorta di grande “ostrica” sospesa tra cielo e mare; e il porto di Santiago Calatrava - Marina d’Arechi Port Village - completamento ideale della riqualifica della fascia costiera nel segno dell’architettura contemporanea. Tra maggio e giugno 2013 la città è stata “Capitale dell'Architettura” ospitando grandi nomi a livello mondiale tra cui Mario Cucinella, Odile Decq, lo studio Hadid e João Ferreira Nunes, a ottobre ha ospitato il XXVIII Congresso INU (Istituto Nazionale di Urbanistica).

 

Il “tavolo sociale” di 13 Salumeria, la bottega con cucina di Raffaele Vitale a SalernoLo “showroom” della cantina San Salvatore 1988 a Giungano, dove sono in vendita tutti i vini aziendaliAlle pareti di 13 Salumeria vini del territorio e non, bevande artigianali, prodotti di nicchia e le immagini delle eccellenze locali Il vino Quartara dell’azienda Lunarossa è prodotto in anfora. E’ un Fiano dei Colli di Salerno vinificato con una lunga macerazione delle bucce. La fermentazione delle uve solo diraspate avviene all’interno di otri di terracotta (quartare) interrate nella bottaia della cantinaBruno De Conciliis, dell’azienda Viticoltori De Conciliis, di Prignano Cilento (Salerno), controlla le vigne di aglianico prima della vendemmia

 

 

 

 

 

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