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 testi di Elena Benedetti

San Francisco, sul Pacifico, è una delle città più visitate negli Stati Uniti Il Mission District è ubicato nell'area sud-est della città, tra la baia e le colline di Twin Peaks. Grazie alla posizione gode di un microclima più caldo, soleggiato e meno umido

Dimenticate i leoni marini di Pier 39, i saliscendi di Pacific Heights e il maestoso Golden Gate. Se le metropoli sono la sommatoria di tanti quartieri che vivono di vita propria, San Francisco – la città più liberale e anticonformista della California – ne ha uno che merita attenzione e dedizione da parte del turista bel buon bere e buon mangiare. È il Mission District, il quartiere più antico della metropoli. Proprio qui nacque il primo insediamento nel lontano 1776, ad opera dei francescani missionari spagnoli che vi costruirono La Misión de Nuestro Padre San Francisco de Asís, da cui prese il nome la città.

Valencia street, tra la 15a e la 24a strada, è il cuore del Mission District e meta preferita dei foodies di San Francisco San Francisco è ben organizzata per la viabilità e i trasporti. Non mancano le piste ciclabili ma attenzione alle salite e alle altrettanto ripide discese

Il Mission District è diventato quel che è oggi grazie a un processo di evoluzione lungo e sofferto: da quartiere di periferia per immigrati messicani e europei, cattolici ed ebrei, tra cui parecchi ispanici, irlandesi e polacchi, negli anni ’50 e ’60 era una buona dimora per cittadini con pochi soldi, gente che lavorava nei cantieri e nelle fabbriche e che alla sera rientrava per dormire e poco più. Poi, dalla fine degli anni ’70, è iniziata la migrazione di artisti e intellettuali, attratti dagli affitti poco esosi. Ecco l’incipit della trasformazione: da allora questo intreccio di strade è espressione di una cultura urbana contemporanea che col tempo ha attirato capitali, investimenti, attività e negozi. Il tutto secondo un copione molto under statement e terribilmente modaiolo! Ciò si evince nei prezzi delle case: lievitati anno dopo anno quasi da risultare proibitivi per tante tasche più che benestanti.

L’esterno de La Cocina, l’incubatore di imprese femminili creato nella Mission per formare personale specializzato dedicato alla ristorazione

Oggi il quartiere si presenta come uno dei più interessanti per l’offerta culturale ed enogastronomica. E proprio il cibo, raccontato in tante sue declinazioni etniche e celebrato come momento di coesione comunitaria, diventa l’anima di questo pezzo di città. L’hanno ben compreso i fondatori di La Cocina (www.lacocinasf.org), che al Mission hanno creato un incubatore di imprese femminili dedicato al mondo della ristorazione e del catering. Nella sede di Folsom Street si creano imprenditrici, si forma personale specializzato da assorbire nel mondo del lavoro, vengono avviate al business della ristorazione e del catering tante donne, giovani e meno giovani, che possono così garantirsi un futuro professionale.

Sono alternativi, vestono in modo eccentrico e prediligono il concetto del “shop local”. Nella foto i ragazzi del caffè Four Barrel, esempio perfetto di hipster urbani Hipster e bicicletta, connubio perfetto anche in una grande metropoli (foto www.cmykcity.com)

Per comprendere lo spirito del Mission District basta osservare le attività commerciali. Tanto food, ispanico, europeo, asiatico. Con ristoranti, take away, pub e bar. Ma non solo. Qui non troverete le solite catene di fast food e mega store tutti uguali, ma solo negozi e attività indipendenti. Sempre qui convivono intellettuali urbani, ispanici, artisti e abitanti che desiderano muoversi in un acceso contesto interculturale e cosmopolita, che dà grande spazio alla libertà di espressione e alla creatività. Sono numerosi i teatri, le gallerie d’arte e le piccole case editrici, tra cui quella di Lucky Peach, periodico di cultura del food realizzato dallo chef di Momofuku David Chang, una vera celebrità del quartiere, attivo su twitter.com/LuckyPeach. E sempre nella Mission, oltre a tantissimi ispanici, incontrete molti hipsters. Giovani dall’aria stravagante, spesso di cultura medio-alta, attratti dalla cultura alternativa, orientati ai cibi locali e rigorosamente bio, con la bicicletta alla mano, refrattari a prodotti di massa. Molto curati nel look, trasandato solo all’apparenza, gli hipster della Mission prediligono i baffi originali e, al momento, le lunghe barbe e berretti di ogni forma!

L’entrata di Ritual Coffee Roaster su Valencia Street Il caffè di Ritual Coffee Roaster

Tra i passatempi preferiti nel quartiere c’è la frequentazione dei caffé, luoghi di aggregazione della comunità locale. Qui si sosta pochi minuti o parecchie ore, si studia, lavora, chiacchiera, si ascolta musica. Si naviga nei social network, si discute di lavoro o di politica. Il caffé diventa il locale di tendenza che ci rappresenta di più, a seconda dell’indole personale: modaiolo, riservato e intellettuale, etnico o urbano. L’hanno ben compreso due personaggi chiave della Mission, una delle coppie più rappresentative: Chicken John Rinaldi, artista e scrittore eclettico impegnato nella difesa dell’identità del quartiere, e sua moglie Eileen Hassi, proprietaria di uno dei caffé più in voga, Ritual Coffee Roaster (www.ritualroasters.com). Qui il caffé è quasi un credo che porta ogni giorno su 1026 Valencia Street un gran numero di fedeli: la fila fuori al locale è costante, ordinata e per nulla sofferta. L’interno è molto spazioso, essenziale negli arredi e scarni elementi di arte alle pareti. I semi di caffé provengono da piccole cooperative selezionate dell’America Centrale e Latina e tostati artigianalmente a San Francisco.

Un interno di Four Barrel, un caffè che è anche luogo d’incontro per la comunità locale

Un’altra meta frequentata dagli amanti del caffé è Four Barrel (www.fourbarrelcoffee.com), un bel locale accogliente che offre caffé di provenienza africana, costaricana e guatemalteca. Arredato con pavimenti e tavoli di legno grezzo riciclato, sedie di una vecchia scuola e in un angolo uno stereo vintage con casse spaziali e selezione di vinili, ha in bella vista sul muro teste di cervi imbalsamati. A dimostrazione della capacità che ha oggi Four Barrel di identificare l'idea di caffè abbinato ad un'idea di "moda" e tendenza, il locale è stato inserito nel video-documentario a puntate "American Hipster", liberamente accessibile su YouTube (http://www.youtube.com/watch?annotation_id=annotation_610246&feature=iv&src_vid=oJUrev08iZg&v=-2GC9leR97A), che traccia il profili e la storia dei trendsetter più rappresentativi di 10 metropoli degli Stati Uniti. Ovviamente San Francisco è una di queste!

 

Food shopping

L’esterno del supermercato Bi-Rite, in pochi metri quadrati una quantità incredibile di eccellenze agroalimentari da tutto il mondo

Per comprendere l’importanza che ha il cibo di qualità per gli abitanti del quartiere è bene far tappa in qualche negozio del Mission District. Primo fra tutti Bi-Rite (www.biritemarket.com), l’alimentari più di tendenza (e costoso) della città: qui troverete il prezzemolo italiano, il panettone farcito con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, le acciughe del Cantabrico, una selezione di formaggi Dop spagnoli, fiori freschi, carni e salumi Bio di piccoli allevatori e norcini californiani, vini e gelato vegano della vicina Bi-Rite Cremery.

La vetrina di Lucca Ravioli Company, salumeria e gastronomia tradizionale di forte ispirazione italiana, con pasta fatta in casa, salumi e vini La pescheria cinese Sun Fat Mission, su Mission Street. Solo pesce fresco a ottimi prezzi

Poi c’è Lucca Ravioli Company (www.luccaravioli.com), la gastronomia italiana della Mission, con una produzione propria di ravioli (venduti in scatole di cartone) e il meglio dell’eccellenza salumiera italiana, vini compresi. Il pesce fresco lo potete acquistare da Sun Fat Mission (www.sunfatseafood.com), pescheria cinese tra le più rifornite della città, con ottimi prezzi.

 

Ryan Farr, macellaio di 4505 Meats: solo carni di allevamenti locali selezionati, salsicce e hot dog da gustare in macelleria Nella Mission c’è anche Salumeria, un negozio di salumi e gastronomia selezionata, per lo più italiana, che vende anche panini e ha un angolo caffetteria

Infine, ecco una macelleria veramente hipster! È 4505 Meats (www.4505meats.com) specializzata in tagli di carne fresca di suino, bovino, ovino e pollame, salumi e produzione di panini farciti. Ha aperto a fine 2012 ed è già un successo! L’ultima meta foodies è Salumeria, una gastronomia urbana di tendenza, con arredi minimal che mettono in risalto i prodotti, i profumi e l’ispirazione delle salumerie italiane. Ampia varietà di panini preparati sul momento e angolo caffetteria. Sugli scaffali vino, olio, pasta italiani (www.salumeriasf.com).

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