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testi di Elena Benedetti

 Tra murales, teatri, centri culturali e negozi indipendenti, Mission District a San Francisco ha molto da offrire con ristoranti e locali di tendenza

San Francisco, quarta città della California e una delle più belle baie al mondo, è una meta che ha tanto da offrire al visitatore goloso. La sua identità fortemente cosmopolita si ritrova in fatto di cucina in uno dei quartieri più rappresentativi, il Mission District. Qui c’è un’ampia offerta di locali per tutti i gusti, tasche e orientamenti culinari. Il livello è alto, dettato dalle aspettative dei consumatori e dalla concorrenza che spinge i gestori di caffè e ristoranti a non abbassare mai la guardia. Ogni mese aprono nuovi locali, il quartiere si estende e si affina la varietà di cibi e prodotti food. Il tutto accomunato da un imperativo: la qualità delle materie prime, biologiche, possibilmente locali, lavorate preservando le risorse e smaltite in un’ottica green. Insomma, bio, ecosostenibile e anche molto buono. I conti medi dei ristoranti non comprendono eventuale vino, le tasse (intorno all’8%) e la mancia (è consuetudine lasciare circa il doppio delle tasse, quindi un ulteriore 16%).

Farina: cucina italiana nella Mission Mandilli al pesto, piatto della tradizione genovese, nel menù di Farina

Iniziamo con un classico, Farina (www.farina-foods.com), ristorante di cucina italiana con lo chef Angelo Auriana che reinterpreta la tradizione del Belpaese con materie prime fresche californiane o di importazione, pasta fatta in casa, formaggi e salumi italiani. Il locale è sulla 18a strada, vicino a Valencia street, nel cuore del gusto della città.



Interni di Farina Pizza, con un soffitto colorato e pareti divisorie di vino Pizza napoletana da Farina Pizza, con speck e noci

Da pochi mesi gli è stato affiancato un altro locale, Farina Pizza, a poca distanza e specializzato in ottima pizza napoletana sfornata dai maestri pizzaioli Antonio e Gennaro Langella. Da provare! Per chi cerca sapori più esotici c’è Dosa (dosasf.com) con la sua cucina dell’India meridionale ricca di spezie, riso, verdure e frutta, da gustare in un ambiente moderno e di suggestione (conto medio 35$).

Dosa, cucina indiana nel cuore della Mission Abbot’s Cellar, interni ricercati con legno, acciaio e vetro

Un altro locale interessante è Abbot’s Cellar (www.abbotscellar.com), la cantina dell’abate, ristorante di cucina creativa californiana che offre una carta di oltre 200 birre artigianali internazionali, oltre a una selezione di vini italiani, francesi e della vicina Napa Valley. L’ambiente è avvolgente: il legno degli arredi e dei rivestimenti, fino alle travi dell’alto soffitto, si fonde con l’acciaio della grande cucina a vista e con il vetro del retro bancone, che raccoglie i bicchieri. I piatti sono ben equilibrati nell’abbinamento degli ingredienti e le porzioni non troppo cariche. Curiosa la carta delle birre e dei vini, da estrarre direttamente dal tavolo (conto medio 40$).

A St. Vincent con la cucina californiana (foto Molly DeCoudreaux)

Per gli appassionati del buon bere c’è anche St. Vincent (www.stvincentsf.com), taverna ed enoteca nel cuore del Mission District, con cucina californiana curata dallo chef Bill Niles e una selezione interessante di vini curata dal sommellier David Lynch che ha scelto vini francesi, italiani, californiani, spagnoli e qualche bottiglia austriaca e tedesca (conto 40$).  Gran classe e una stella Michelin per Range (www.rangesf.com), il ristorante di Phil e Cameron West, anch’esso nel cuore del Mission District. La cucina è creativa e gioca con ingredienti freschissimi, pesce locale e carni da piccoli allevamenti. Tra i vini, molti i francesi e una buona rappresentanza di cantine italiane (conto 50$). Un personaggio chiave della Mission gastronomica è Danny Bowien, sudcoreano di nascita. Suo il locale Mission Chinese Food (www.missionchinesefood.com), osannato anche dal New York Times. I piatti sono superlativi, elaborati e al tempo stesso informali, quasi street food ma di alto livello (conto 15$).


Tartine Bakery Café è pane fresco tutti i giorni (foto Chad Robertson)

Dopo l’Oriente torniamo in Europa. Per un pranzo veloce, una colazione o una merenda gustosa c’è Tartine Bakery Café (www.tartinebakery.com), altro luogo di culto del Mission: croissant, pane fresco, torte salate, dolci e sandwich di produzione propria con ingredienti locali e Bio. Sempre affollatissimo, perfetto per il brunch domenicale o per uno spuntino pomeridiano. Il pane sfornato da Tartine gode di fama internazionale. Non è raro ascoltare anche musica dal vivo mentre si fa la fila (spesso d’obbligo) per una quiche o un croque monsieur!
’ultima new entry in tema di ristoranti è Central Kitchen (www.centralkitchensf.com),  aperto nel 2012 da Thomas McNaughton già proprietario di Flour & Water, sempre al Mission. Il locale che si rifà a un loft industriale è adiacente a Salumeria, una gastronomia-caffé ricca di prodotti selezionati del nostro made in Italy.


L’interno di Kitchen Central (foto Christopher Michel)

Central Kitchen accende i fuochi della cucina a vista il pomeriggio alle 17,30, in un ambiente informale, dai toni caldi e gli arredi contemporanei di tendenza. Alla domenica è ottimo per il brunch. La cucina è californiana, grande l’attenzione alle materie prime e alla carta dei vini di Napa, Sonoma ed Europa (conto medio 45$). Chi ha voglia di un dolcetto può andare invece da Craftsman & Wolves (www.craftsman-wolves.com) la pasticceria-caffé più di tendenza della zona, aperta nel 2012 e meta dei foodies locali. I dolci sono squisiti e sofisticati. Il locale è minimal, realizzato con materiali all’apparenza freddi (giocano molto i toni del grigio scuro) ma caldo grazie all’illuminazione che mette in risalto i prodotti.

Radio Habana Social Club, alla sera l’ideale per un chupito a base di rhum o tequila

Per il dopocena, sull’onda dello spirito latino che pervade il quartiere c’è Radio Habana Social Club, un piccolo bar che offre rhum, tequila, cocktail e un’autentica atmosfera cubana. Per chi infine vuole esplorare il mondo dei locali gay femminili c’è The Lexington Club (www.lexingtonclub.com), con ottime birre, un tavolo da biliardo e un’atmosfera a dir poco intrigante. E per concludere con una birra o un superalcolico c’è Zeitgeist SF (www.zeitgeistsf.com),  il beer garden del Mission, con 40 birre alla spina, rhum, brandy, vodka, whisky e tequila – oltre a buon fast food per attacchi di fame improvvisa (hamburger e gli immancabili Bratwurst) – da gustare all’aperto nel giardino, seduti in comitiva sulle panche di legno.

Arte al Mission District

I murales sono l’espressione artistica urbana più diffusa della Mission Un murales in Clarion street

Girovagando senza meta per il Mission District si possono ammirare colorati murales, moderna forma di espressione artistica con opere di artisti illustri, tra cui Diego Rivera, Balmy e Clarion Alley. Se ne trovano ovunque, lungo Valencia Street (es. Clarion Street tra la XVII e XVIII), Mission Street e nelle strade laterali. Da non perdere la mostra permanente Precita Eyes Mural Arts Center sulla XXIV strada e in altre zone della città (per tour contattare Precipita Eyes Muralis, l’organizzazione no-profit di artisti presente su www.facebook.com/precitaeyes), sostenuta anche dal musicista Carlos Santana a cui è dedicata un opera all’incrocio della XXII strada e Van Ness Avenue, dal titolo: Inspire to Aspire: Tribute to Carlos Santana.


Spese curiose

Dog Eared Books è una libreria indipendente

Per uno shopping alternativo che esula dai soliti marchi imperanti tipo Apple, Abercrombie & Fitch e Gap, qui ci sono negozi indipendenti molto curiosi e bizzarri: da Good Vibrations, 100 mq di vibratori di ogni fattezza, materiale e dimensione su Valencia Street, alla libreria Dog Eared Books (www.dogearedbooks.com), con autori indipendenti, saggistica e libri esoterici a Paxton Gate (824 Valencia St, tel +1/415.8241872), che vende oggetti veramente originali: da gioielli ricavati da ossa di uccelli, ad animali imbalsamati, piante, libri e monili. Bello anche Bell Jar (3187 16th St. tel +1/415.6261749), il negozio di Sasha Wingate, un mix tra atmosfere dark e gotiche e un mercatino delle pulci, con abbigliamento originale, accessori, oggetti di arredamento.

Mission District è il paradiso dei cultori della bicicletta, con piste dedicate, griglie fuori dai negozi e un negozio super trendy, Mission Bicycle Company

Per chi ama gli arredi vintage c’è Farnsworth (www.farnsworth.1stdibs.com), con pezzi originali di Eams, designer danesi e statunitensi degli anni ’50. Infine, per gli amanti delle biciclette andate a trovare i ragazzi di Mission Bicycle Company (www.missionbicycle.com) che fanno bici personalizzate e vendono gadget per amanti delle due ruote.


Non solo hotel

Tipiche case di San Francisco, a 2-3 piani, di legno, con 2-3 unità abitative e un piccolo giardino interno. Un’alternativa economica al classico hotel è l’affitto sul web, attraverso uno dei tanti siti dedicati che offrono unità immobiliari e relativi servizi per periodi di tempo più o meno lunghi, a seconda delle necessità

Per dormire, scegliendo una meta così alternativa e originale, si può optare per un appartamento in affitto. Sono numerosi i siti web che offrono monolocali, bilocali o appartamenti anche più grandi, per periodi brevi o lunghi, con eventuale posto auto e utilizzo della lavanderia, solitamente ad uso condominiale. Uno dei portali migliori è www.airbnb.com, realizzato da una start-up che, guarda caso, è proprio di San Francisco. Altri link utili sono www.flipkey.com, www.homeaway.com e www.craiglist.com, bacheca virtuale di annunci di privati. I prezzi variano a seconda della zona, dei servizi offerti e del numero di camere.

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