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 testi di Luciana Squadrilli

 

Una veduta di BrooklynCapesante accompagnate da una delicata insalata, piatto del ristorante JulietteSe non avete mai sentito la parola gentrification, allora probabilmente non avete mai messo piede a Brooklyn. Il neologismo - coniato dalla sociologa Ruth Glass per indicare i cambiamenti socio-culturali introdotti in un’area povera dall'arrivo massiccio di famiglie benestanti – è la chiave di lettura per comprendere la realtà odierna del più popoloso dei cinque borough di New York (gli altri sono Bronx, Queens, Manhattan e Staten Island). Il termine è sulla bocca di tutti qui, il più delle volte accompagnato da una nota di dissenso e malinconia, almeno da parte degli abitanti storici della zona. Ma è grazie alla gentrification che oggi Williamsburg è il più animato e ambito quartiere di Brooklyn, tanto da aver conquistato anche nel 2012 il titolo di “quartiere più rumoroso” di New York.

 

Beacon’s Closet a Williamsburg, nel quartiere di Brooklyn, un luogo ideale per lo shopping (foto di Scott Irvine)Una veduta del quartiere Williamsburg, nel sobborgo di Brooklyn, a New YorkIntorno a Bedford Avenue - la strada più lunga di Brooklyn, che ha il suo fulcro nell’ultima fermata della linea “metropolitana L” prima di inabissarsi sotto l’Hudson per risbucare a Manhattan - sorge una moltitudine di indirizzi da non perdere. Niente a che vedere con i locali sfavillanti dell'Upper East Side o con i grandi spazi di Downtown. La movida di Williamsburg ha un'allure più europea, che ricorda i tapas bar spagnoli e gli intimi bistrot francesi, ma con un'anima tutta newyorkese.

 

Il giardino sul retro del bar e ristorante Maison Premiere, allestito per accogliere gli ospiti (foto di Melissa Hom)Il bancone del bar e ristorante Maison Premiere (foto di Melissa Hom)Così nelle vicinanze di Bedford, tra un negozio di vinili e uno di design, ci si imbatte in un ristorantino come Juliette (30€ vini esclusi www.juliettewilliamsburg.com) che alle sostanziose proposte made in USA, tra uova e bistecche, alterna serate di cucina bretone, vini francesi e ostriche, da mangiare al bancone, in terrazza o nel grazioso giardino d’inverno. Ancora ostriche – e atmosfera puramente bohèmienne, tra candele accese e odore di assenzio – alla Maison Premiere (cocktail 8-12€  www.maisonpremiere.com), “oyster e cocktail bar” che propone anche alcuni piatti a base di pesce crudo e cotto e un'ampia selezione di vini e Champagne. Ma sono senz'altro i drink, preparati da bravissimi barman che sembrano usciti dalla Parigi anni ‘30, la ragione principale per passar qui la serata.

 

I Mast Brothers, esperti cioccolatieri di New York (foto di Pushett - Irby) Decisamente più rustico ma altrettanto intrigante, il Fette Sau (20€ bevande escluse www.fettesaubbq.com) è un insolito e spartano ristorante specializzato in succulenti barbecue di carne (il nome vuol dire “maiale grasso”, in tedesco). Provenienti da piccoli allevamenti, i diversi tagli - spesso affumicati in casa - sono accompagnati da birra alla spina e da una sorprendente collezione di whisky americani. Il tutto, da ordinare al banco e consumare ai tavolacci in legno direttamente dal vassoio di alluminio. A qualche isolato di distanza l’indirizzo per gli amanti del cioccolato è la bottega dei Mast Brothers (www.mastbrothers.com). I barbuti Rick e Michael Mast tostano personalmente nei forni del laboratorio a vista le fave di cacao provenienti da piccole piantagioni di diversa origine, dal Belize alla Repubblica Dominicana, trasformandole in deliziose tavolette. Tra gli ingredienti solo cacao puro, zucchero di canna Bio e altre materie prime super-selezionate per le tavolette aromatizzate, dal caffé al sale marino; vale la pena assaggiare anche quelle mono-origine oltre al famoso Brooklyn Blend, miscela della casa.

 

L’entrata del negozio di Beacon’s Closet a Williamsburg, nel quartiere di Brooklyn (foto di Scott Irvine)  Ancora qualche passo verso il fiume e tra l’aroma di torrefazione della Brooklyn Brewery (vedi box) e lo shopping vintage all’eccentrico mercato dell'usato Beacon Closet (www.beaconscloset.com) si arriva all’Hotel Whyte (doppie da 150€ http://wythehotel.com). Le 72 camere di design post-industriale sono ricavate in una fabbrica del 1901 riconvertita in hotel da Andrew Tarlow, tra i principali artefici della rinascita di Williamsburg con i suoi ristoranti e negozi di moda. Al sesto piano, il cocktail bar The Ides offre ottimi drink e una stupefacente vista notturna su Manhattan, che brilla dall’altra parte del fiume. Ma sempre grazie alla gentrification in continua espasione oggi la Brooklyn da vedere non è più solo Williamsburg.

 

Benvenuti nel quartiere di GreenPointAnche negli altri quartieri stanno spuntando indirizzi interessanti e progetti innovativi, riuscendo a mantenere l’originaria anima popolare e un po’ scalcinata, tra comunità etniche e locali di tendenza, senza essere trendy. Affacciata sulla riva dell’Hudson, Greenpoint – in origine zona agricola e poi sobborgo operaio - ospita gallerie d'arte, botteghe artigiane e l'annuale Nuit Blanche di New York, con mostre e performance artistiche a ingresso libero. Poco lontano dal fiume sorge Bellocq (www.bellocq.com) insolito e bellissimo emporio di té pregiati e miscele di erbe assemblate dai soci, architetti e designer con una grande passione per il mondo del té: le loro fantastiche miscele – da annusare dai contenitori di latta o da gustare nella saletta annessa - figurano spesso nei menu dei migliori ristoranti della città. 

Ingresso della pizzeria e ristorante Roberta’s   A Bushwick, invece, Roberta's (pizze 7-15€,www.robertaspizza.com) sforna ottime pizze e un fantastico pane a lievitazione naturale, accompagnate da qualche piatto italian style e birre artigianali. L’ex garage in mattoncini a due passi dalla stazione di Morgan Av. nasconde anche lo studio di registrazione di Heritage Radio www.heritageradionetwork.com, emittente libera che trasmette programmi sul cibo, la cultura e il quartiere. E da qualche tempo, pure i 12 coperti “con cucina” del nuovo ristorante gourmet Blanca www.blancanyc.com, che lo chef-patron Carlo Mirarchi tiene aperto solo quando c'è lui in persona a preparare i piatti (140€ vini esclusi).

 

Pizza! Al ristorante e pizzeria Roberta’s  Sempre nel quartiere di Bushwick, tra palazzi fatiscenti e officine portoricane, ecco spuntare supermercati biologici, bar e ristoranti come il North East Kingdom (degustazione 35€, brunch 15€ www.north-eastkingdom.com), che con il suo sostanzioso brunch a base di huevos rancheros, frittate e Bloody Mary richiama clienti anche da Manhattan. Tutti gli ingredienti usati dallo chef Kevin Adey provengono da pescatori e allevatori locali o sono coltivati e raccolti nei campi e sui tetti di Brooklyn, in omaggio alla filosofia del foraging: procurarsi materie prime alimentari in maniera autonoma, ed etica.

 

Il miele dei grattacieli

Un cartello pubblicitario promuove il miele fatto da piccoli apicoltori sui tetti di New YorkLe api fanno bene all’ambiente, il miele è buono e i tetti non servono solo ad ammirare la skyline più famosa del mondo. Potremmo riassumere così il nuovo – e sempre più diffuso - fenomeno del miele prodotto sui tetti di New York, a Brooklyn in particolare. Da qualche anno infatti molti tetti della città sono stati trasformati in orti pensili, dove si coltivano ortaggi e trovano posto anche numerose arnie, tanto che al miele “cittadino” è dedicato anche il “NY Honey Festival” www.nychoneyfest.com. Dagli alveari di Brooklyn le api si spostano fino al Central Park, raccogliendo il polline dalle piante di giardini e parchi urbani e dando vita così a tanti mieli diversi. Si va da piccole aziende familiari come la Brooklyn Honey www.brooklynhoney.com di Meg Paska, che alleva api italiane in una dozzina di alveari sui tetti di Brooklyn, alla Brooklyn Grange www.brooklyngrangefarm.com, la più estesa rooftop farm di New York creata nel 2010 da 5 soci ambientalisti: tra Brooklyn e Queens mette insieme oltre 10mila mq in cui si producono pomodori, lattuga, carote e molto altro, in vendita nei Farmer’s Market o nei menu di ristoranti come Roberta’s, Juliette e North East Kingdom - oltre al miele.

 

La birra artigianale di New York

Una scritta su un palazzo ricorda i poteri “taumaturgici” della birraNegli ultimi anni New York si è affermata come capitale mondiale della birra artigianale. Sempre nuove insegne si aggiungono agli indirizzi di culto come il Blind Tiger www.blindtigeralehouse.com o il Jimmy's no. 43 www.jimmysno43.com. Ma a New York la birra non si beve soltanto, la si fa artigianalmente. Dei 15 birrifici presenti nello stato di New York, 3 sorgono dentro i confini della città, senza contare la Birreria di Eataly www.eatalyny.com/eat/birreria a Manhattan, dove si brassano le ottime birre della casa oltre a quelle dei tre birrifici partner: gli italiani Baladin e Birra del Borgo e lo statunitense Dogfishead. Gli altri tre sono tutti a Brooklyn. La più grande e antica è la Brooklyn Brewery http://brooklynbrewery.com fondata nel 1988, oggi il maggior esportatore di birra artigianale made in USA nel mondo. La Heartland Brewery nata nel 1995 a Union Square conta 7 diverse sedi in città dove si possono assaggiare le birre della casa insieme ad hamburger e panini, ma dal 2003 tutta la produzione si fa nello stabilimento di Fort Green. Decisamente più giovane per età e stile, il birrificio Sixpoint http://sixpoint.com/ ha visto la luce nel 2004 in un garage di Red Hook, altro quartiere di Brooklyn, ad opera di due compagni di università. Oggi le loro birre fuori dagli schemi sono molto apprezzate.

 

Il miglior vino di Williamsburg

Se la birra impazza a York, il quartiere di Williamsburg con la sua anima europea non poteva certo trascurare il vino. Il punto di riferimento è The Natural Wine Company www.naturalwine.com, un negozio specializzato in vini naturali, biodinamici, biologici, sostenibili, senza solfiti e perfino vegani! Francesi e italiane le referenze più numerose: uno dei soci, Ross Bingham, è un ex motociclista professionista che ha vissuto a lungo in Italia, dove ha imparato a cucinare e a conoscere il vino, prima di tornare a New York. Altri buoni indirizzi per bere un calice a Williamsburg sono il romantico Brooklyn Oenology www.brooklynoenology.com - tasting room dell'omonima azienda fondata nel 2006 da Alie Shaper - che propone soprattutto i vini della casa insieme a una buona selezioni di altri prodotti dello stato di New York, e la Brooklyn Winery www.bkwinery.com spazioso e fornito winebar che ospita corsi e degustazioni.

 

 

Il ristorante JulietteLa terrazza del ristorante Juliette nella bella stagioneUna parete racconta i diversi tagli di carne al ristorante Fette SauLa pizzeria Roberta’s vista dagli studi di HeritageRadioNetwork.org (foto di Andrea Trabucco-Campos)

 

 

 

Al lavoro nel laboratorio di Mast Brothers, per produrre goloso cioccolato (foto di Gentl & Hyers)Lo studio del HeritageRadioNetwork.org (foto di Will Colby)La pizzeria Roberta’s

 

Polipo e verdure da Roberta’s

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