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testi e foto di Massimiliano Rella

 

La torre di BarbarescoBarbaresco vista dalla torreArriva il Natale, tempo di regali, cibo e vini buoni. Quest’anno per fare acquisti in vista delle feste della Natività, anche un piccolo pensiero per parenti e amici, andiamo a Barbaresco, uno dei paesi più importanti delle Langhe enologiche. Barbaresco è infatti il nome di un vino, oltre che di un territorio, ottenuto dalle uve nebbiolo e identificato dal marchio Docg (denominazione di origine controllata e garantita). Questo importante rosso si fa con le uve di un territorio circoscritto, che comprende anche i piccoli Comuni di Neive, Treiso e la frazione di Alba, San Rosso Seno d’Elvio. Nasce tra le vigne collinari, a 400-500 metri d’altezza, che disegnano il paesaggio ondulato e unico al mondo delle Langhe.

 

Il Natale a Barbaresco si fa sentire. D’altro canto, la nascita di un nuovo bimbo è sempre accolta con un’originale regalo delle istituzioni: 18 bottiglie di Barbaresco al nuovo nato, una per ogni compleanno, consegnate ovviamente ai loro genitori. Anche in questo gelido mese di dicembre il Comune guidato dal giovane sindaco Alberto Bianco ha addobbato la piazza del paese con una presenza natalizia: il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria attendono la nascità di Gesù in un presepe ricavato in una botte, illuminata tutta la notte. Siamo a due passi dall’imponente torre medievale, che l’amministrazione sta ristrutturando anche per ospitare un centro di analisi organolettica.

 

Un originale Presepe del vino nel centro di Barbaresco (Cuneo)Barbaresco by nightDal centro di Barbaresco cominciamo le nostre visite in cantina per incontrare i produttori, provare i loro vini e fare qualche acquisto natalizio. Con una premessa: manca l’azienda di Angelo Gaja, il produttore più noto, perché chiusa a visite e degustazioni, come indica chiaramente il cartello all’ingresso.

 

Susanna Bianco e la mamma Maria Vittoria. Due donne alla guida della cantina Gigi BiancoI prezzi del Barbaresco che abbiamo provato oscillano dai 20 ai 50-60€ a bottiglia, a seconda dell’annata, del cru, della cantina (vedi box). La nostra prima tappa è sotto la torre di Barbaresco nei locali di Gigi Bianco, cantina gestita da due signore: Susanna e la mamma Maria Vittoria. L’azienda coltiva uve dal lontano 1870, ma imbottiglia da metà ‘900. I loro vini sono i cru di Barbaresco Ovello e Pora, dal nome delle menzioni geografiche in cui ricadono i tre ettari di vigne. Due rossi potenti, fini ed eleganti. Da assaggiare nella bella cantina rivestita di mattoncini rossi (www.gigibianco.it).

 

Le due menzioni geografiche Pajé e Ovello del Barbaresco della cantina BoffaIl produttore Carlo Boffa, di cantina BoffaA due minuti a piedi, sul corso del paese, bussiamo alle porte di Boffa, gestita da Carlo, 44 anni, e dalla moglie Laura. I Boffa hanno una bella terrazza panoramica che si affaccia sulla valle del Tanaro, dove organizzano piacevoli degustazioni. Ma in attesa del caldo estivo dobbiamo accontentarci della saletta interna, in stile minimale bianco e rosso, utilizzata anche per le colazioni degli ospiti di 4 camere doppie che i Boffa affittano ai turisti del vino. Nellla gamma della cantina troviamo vari prodotti: Langhe Arneis, Dolcetto di Alba, Barbera di Alba e 3 etichette di Barbaresco, un base e i cru Pajè e Ovello, ottenuti con rese per ettaro di circa 70 quintali nelle rispettive zone delle menzioni geografiche (vedi box). Tratti comuni dei vini di Carlo Boffa sono l’eleganza e la personalità (www.boffacarlo.it).

 

Colline e vigneti a Barbaresco (Cuneo)Bruno Rocca, noto produttore di BarbarescoLa tappa successiva è da un altro grande produttore, Bruno Rocca, cantina con 5 ettari nel pregiato cru Rabajà. Altri 3 ettari sono nella zona di Neive. L’azienda fu fondata nel 1978 dalla famiglia di viticoltori. Fino agli anni ’80, però, Bruno faceva il ragioniere in Ferrero, ad Alba; e solo allora si gettò a capofitto nel mondo del vino, con successo. Oggi è affiancato dalla bella figlia Luisa, che segue la parte commerciale, e dal figlio Francesco, impegnato in vigne e in cantina. La produzione complessiva è di 60-70mila bottiglie, di cui 45mila di Barbaresco. Vini di grande personalità, stoffa, struttura, morbidezza. Possiamo degustare il Barbaresco base, il Coppo Rosso, il Rabajà, il Maria Adelaide (www.brunorocca.it).

 

Colline e vigneti a Barbaresco (Cuneo)Cantina Moccagatta, il produttore Sergio MinutoAltro giro, altra corsa. Non lontano dal centro di Barbaresco un’altra cantina da non perdere è Moccagatta, dei fratelli Sergio e Francesco Minuto. Vini di grande armonia, struttura ed eleganza. La prima etichetta risale al 1952, quando l’azienda fu divisa dal nonno in due realtà distinte: Moccagatta, appunto, e la vicina Cascina Luisin. I due fratelli Minuto possiedono 12 ettari di vigne tra Barbaresco e Neive. Tra i gioielli della casa c’è il Barbaresco Bric Balìn, fatto a partire dal 1985, che fu scelto dalla testata Usa Wine Spectator per l’annata 2007 come uno dei 100 migliori vini al mondo, nel 2011. La produzione totale di Moccagatta ammonta a 60 mila bottiglie e comprende una Barbera d’Alba, un Dolcetto d’Alba, 2 etichette di Langhe Chardonnay.

Visite e degustazioni possibilmente su prenotazione. Info www.moccagatta.eu

 

Colline e vigneti a Barbaresco (Cuneo). Sullo sfondo il massiccio del MonvisoVecchie bottiglie di Barbaresco della famiglia Minuto, proprietari di Cascina LuisinL’altra metà dell’azienda del nonno è, come dicevamo, la Cascina Luisin, confinante con l’altra. Gestita dal giovane Roberto Minuto è un altro approdo per la qualità. Prima di chiamarsi Cascina Luisin commercializzava con il nome di Minuto Luigi, come testimoniano vecchie annate conservate da Roberto in sala degustazione. Qualche numero: 7 ettari di vigne, 30mila bottiglie, il 90% rossi. Dal 2010, infatti, produce anche il bianco Roero Arneis. In gamma troviamo Barbera, Dolcetto, due etichette di Barbaresco e una di Barolo, con le uve coltivate in una vigna a Serralunga d’Alba. Il primo dei due Barbaresco è fatto con il nebbiolo del vigneto Rabajà, i cui terreni calcarei a impasto argilloso danno vini sostanziosi e di corpo. Il secondo Barbaresco con le uve nebbiolo del Sori Paolìn, nel comune di Neive, da terreni più leggeri, con alta percentuale di limo, sabbia e ciottoloso. Le finezze sono più immediate, il vino tende ad aprirsi prima. Visite e degustazioni su prenotazione (www.luisin.altervista.com).

 

Alberto Cisa di Asinari di Grésy, nelle cantine Martinenga, a Barbaresco (Cuneo)Proseguendo tra le colline di Barbaresco, fuori dal centro abitato, arriviamo nella bella cantina di Alberto Cisa di Asinari dei Marchesi di Grésy. Siamo alla Martinenga, una cantina che produce senza concorrenza un intero cru, il Martinenga, tra i migliori della denominazione. Le Tenute hanno altre proprietà nelle Langhe e in Monferrato e complessivamente producono 15 etichette. Ma qui ci interessano i Barbaresco Gaiun, Camp Gros e Martinenga, tre gioielli enologici, accomunati da grande finezza e personalità, ottenuti con le uve di 12 ettari di vigne, gestite con un’ottica di basse rese (ca. 60 quintali/ettaro). L’azienda Martinenga da qualche anno si alimenta con energia fotovoltaica grazie a un impianto di 50 kW. La produzione in vino ammonta a 260-280mila bottiglie, di cui 40-50mila a Barbaresco Docg. La cantina offre, su prenotazione, anche abbinamenti cibo-vino in un’ampia sala affacciata sulle vigne. Info www.marchesidigresy.com

 

Il Barbaresco su Euposia e all’Enoteca regionale

Insegna di cantina a BarbarescoEnoteca Regionale del Barbaresco, nella chiesa sconsacrata del paesePer avere una panoramica di tutti i Barbaresco, oltre un centinaio prodotti sul territorio, merita una visita l’Enoteca Regionale del Barbaresco, all’interno di una chiesa sconsacrata nel centro del paese. Info www.enotecadelbarbaresco.it

L’annata 2008 viene presentata in un servizio che abbiamo realizzato per il magazine Euposia, in uscita a breve in edicola entro la fine dell’anno. Servizio realizzato insieme al direttore Beppe Giuliano. Info www.euposia.it

Le cantine del Barbaresco sono infine presenti nella App The Wine Traveller Guide/Italy, sia in italiano che nella versione internazionale in inglese. La App, per iPhone, iPad e iPod Touch, si può scaricare dagli iTunes App Store. Info su  https://itunes.apple.com/app/the-wine-traveller-guide-italy/id482406358?mt=8

 

A Nieve e Treiso

Rino Sottimano, proprietario di cantina Sottimano, di Neive (Cuneo)Vecchie bottiglie nella cantina Sottimano, di Neive (Cuneo)La denominazione del Barbaresco comprende anche i vicini comuni di Treiso e Neive. Visitiamo certamente la cantina Sottimano, che produce dal 1975 grazie a Rino Sottimano, ex studente della scuola enologica di Alba, poi dipendente di altre cantine prima di mettersi in proprio. Dai 17 ettari di proprietà ottiene 90mila bottiglie, 4 di Barbaresco (Cottà, Currà, Pajoré e Faussoni) ma anche Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo. Sono vini eleganti con i tipici caratteri piemontesi di piacevolezza, acidità e tannino, eleganza e finezza. Il Cottà, in particolare, è fatto con le uve coltivate intorno alla cantina, da terreni marnosi, calcarei e argillosi, con una compenente variabile di sabbia. Il Pajorè dalle vigne di Treiso, terreni più compatti con una compenente argillosa più spiccata. Visite e degustazioni su prenotazione (www.sottimano.it).

Una antica bilancia per pesare il carico di uve nel cortile del Castello di Neive, cantina di Neive (Cuneo)Italo Stupino, proprietario di Castello di Neive, accanto ai vecchi strumenti della cantina di Neive (Barbaresco)Ultima tappa in centro a Neive per visitare la cantina Castello di Neive, della famiglia Stupino. La bella costruzione del 1750 apparteneva ai conti di Castelborgo. Giacomo Stupino la acquistò nel 1964 e oggi è gestita dai fratelli Anna, Giulio, Italo e Piero, con l’aiuto dell’enologo piemontese Claudio Roggero. Le vigne di 27 ettari in terreni vocati e ben esposti ricadono in importanti menzioni geografiche come Santo Stefano, Gallina e San Cristoforo. Complessivamente sono 11 gli ettari di nebbiolo. Tre i Barbaresco prodotti: il base, affinato in botti di rovere francese per 12 mesi; il Santo Stefano, affinato in rovere francese per 24 mesi, di grande eleganza; e il Santo Stefano Riserva (36 mesi), un rosso complesso, intenso e dai profumi ampi, in bocca caratterizzato da buona acidità, note di equilibrio e morbidezza. Da non perdere una visita alle antiche cantine, del ‘400-‘500. Nel cortile del Castello di Neive troviamo un vecchio torchio del 1860 su basamento in pietra, con un tronco gigantesco a fare da contrappreso (www.castellodineive.it).

 

Il Barbaresco Docg

Circa 1.540 ettari di vigneti tra Barbaresco, Neive, Treiso e San Rocco Seno d’Elvio, frazione di Alba, dei quali 700 coltivati a nebbiolo, il vitigno del Barbaresco Docg, vinificato in purezza. Il disciplinare prevede le tipologie Barbaresco (rese massime 80 quintali/ettaro) e Barbaresco riserva (72 quintali/ettaro). Per i vini che usano la menzione geografica (i cosiddetti cru) le rese massime sono di 72 quintali. I tempi di invecchiamento differiscono in 26 mesi per il Barbaresco, 50 per la Riserva. Entrambi fanno almeno 9 mesi in botti di rovere.

Il Barbaresco è un rosso granato intenso, dai profumi eleganti, fruttato, con note speziate. In bocca è vellutato, morbido, con tannini importanti. L’abbinamento più tradizionale è con i sapori intensi della cucina regionale a base di carni rosse, bolliti ma anche formaggi stagionati.

 

I 65 cru del Barbaresco

Un progetto del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero (www.langhevini.it), supportato dai Comuni, pochi anni fa ha permesso di riconoscere i confini di 65 menzioni geografiche aggiuntive. Le menzioni sono una sorta di cru che identificano la produzione di una precisa porzione di territorio. Il nome del cru si può aggiungere in etichetta solo per i vini prodotti con le uve di un unico vigneto, impiantato da almeno sette anni. Sono esempi di menzione geografica aggiuntiva i nomi Rabajà e Martinenga.

 Barbaresco Rabajà e il Maria Adelaide, della cantina Bruno Rocca - Azienda agricola RabajàIl produttore Roberto Minuto di Cascina LuisinCantina Moccagatta, il produttore Sergio Minuto e la figlia MartinaOvello e Pora, le due menzioni geografiche dei Barbaresco della cantina Gigi Bianco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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