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testi di Luciana Squadrilli

 

Roma, alle spalle del Colosseo c’è il rione Monti Una veduta di Castel Sant’Angelo, a Roma

Ai tempi dell'antica Roma, quella della Suburra (la zona “sotto la città”, che dà il nome a una piazza vicino alla stazione metro Cavour) era in gran parte un’area popolare, dove alle case dei plebei si alternavano bettole e bordelli. Anche se questo oscuro passato è lontano, il rione Monti – il più antico di Roma, che prende il nome dai colli Esquilino, Viminale, Quirinale e Celio, un tempo tutti dentro i suoi confini – ha mantenuto fino alla metà del secolo scorso un'anima popolare e una precisa identità rivendicata con orgoglio dai suoi abitanti, i “monticiani”. Poi sono venuti gli anni radical chic, ma anche il degrado, soprattutto gastronomico. Mentre le antiche botteghe artigiane sono state sostituite da negozietti di tendenza all'insegna del design, le storiche trattorie hanno spesso ceduto il posto a locali chiassosi e senza personalità, trappole per turisti che affollano l'affascinante dedalo di viuzze, scalinate e piazzette. Adesso, però, è giunto il momento del riscatto: se già da qualche anno il reticolo di stradine compreso tra via Cavour e via Nazionale era meta di appassionati grazie ad alcuni indirizzi, negli ultimi 12 mesi tra nuove aperture e rinnovi è diventato una delle zone a più alta densità gastronomica della Capitale.

 

L’invitante lavagna di La Barrique, a Monti Fabrizio Pagliardi, dietro il bancone di La Barrique

Il locale simbolo della rinascita eno-gastronomica del rione è senz'altro La Barrique (via del Boschetto 41/b, tel 06.47825953, chiuso dom, conto 30€) di Fabrizio Pagliardi, Claudia Marocchi e Antonello Magliari. Appena rinnovato nell'ambiente e nell'offerta – più luminoso e arioso grazie al tutto bianco e alla nuova disposizione, ha acquistato un grazioso tocco vintage con il bancone in legno bianco – alla valida selezione di vini e Champagne di piccoli produttori – la cui vendita a breve proseguirà nella vicina Bollique – unisce una cucina invitante, in cui piatti come la chitarra aglio olio e mare o il coniglio porchettato con verza in agrodolce e pomodori arrosto affiancano i crostoni e le insalate gourmet della precedente versione winebar.

Proseguendo lungo via del Boschetto si incontrano altre tappe interessanti, come la nuova sede dell'Asino d'Oro (chiuso dom e lun, conto 35€ www.lasinodororoma.it), la storica trattoria di Lucio Sforza che già da qualche anno ha lasciato Orvieto per la Capitale. Qui continua a proporre una gustosa cucina umbra di stampo tradizionale con qualche piacevole divagazione creativa – vedi le animelle d’agnello al Vin Santo con melone e spuma di caprino - accompagnata da una buona scelta di vini dal centro Italia. Indovinata la formula del “pranzetto” che per 12 euro garantisce di alzarsi da tavola pienamente soddisfatti ma non appesantiti grazie al menu del giorno sempre diverso.

 

Le specialità di Gaudeo, al rione Monti di Roma Una coppa di gelato dalla Fata Morgana

Poco più avanti, un altro indirizzo consolidato del quartiere, Il Giardino del Tè(chiuso dom, in estate anche sab www.ilgiardinodelte.it), che dal 1998 propone in un ambiente ricercato e accogliente un'ampia selezione di tè pregiati in foglia, tisane, marmellate e accessori per servire al meglio la bevanda. Ancora qualche numero civico lungo via del Boschetto e si arriva all’apertura più recente, Gaudeo (chiuso dom, conto 8€ www.gaudeo.it). Aperto da 7 giovani soci di diversa provenienza ma con una comune passione per le cose buone, è una “panineria gourmet" dove si possono mangiare ottimi sandwich a base di pane di kamut di Roscioli e ingredienti da tutta Italia, indicati sulla lavagna.

La cucina a vista di Urbana 47

Nascono così i panini come il Prà (pesto alla genovese, stracchino di capra del caseificio Carozzi e julienne di zucchine crude) o il Bormio (bresaola punta d’anca della macelleria Boscacci, ricotta di bufala di Paestum del Caseificio la Perla del Mediterraneo, rughetta, extravergine l'Affiorante di Marfuga), da accompagnare con una interessante selezione di bollicine, birre artigianali e vini – anche in questo caso spesso biologici o biodinamici – proposti intelligentemente anche nel mezzo formato. Un saporito low cost. Affacciata su piazza degli Zingari ecco la terza e più recente sede romana della gelateria artigianaleFatamorgana(www.gelateriafatamorgana.it), dove si possono assaggiare gli ottimi gelati e sorbetti preparati con ingredienti genuini (incluse le buonissime cialde senza glutine) dai gusti esotici e fantasiosi come basilico noci e miele, ananas e zenzero o gazpacho andaluso.

Una golosa insalata del ristorante Urbana47: il menù è ideato e realizzato sotto la supervisione degli chef Angelo Troiani e Giulio Terrinoni

Qualche passo in discesa e si arriva sull’altra direttrice del gusto “monticiana”, via Urbana. Prima tappa da Urbana47 (conto 40€ www.urbana47.it), trattoria che propone in un ambiente all’insegna del vintage un menu a “km zero” creato con la consulenza degli chef Angelo Troiani e Giulio Terrinoni. Tra i piatti dagli ingredienti "tracciabili", i ravioli ripieni di melanzana con pomodoro, basilico e marzolina stagionata e l'insalata di bollito con giardiniera di verdure, accompagnati da vini e birre laziali, mentre a pranzo c'è un menu “veloce” a 20 euro.

 

Un po’ di fame? C’è il Pranzetto dell’Asino d’Oro, dal buon rapporto qualità prezzo L’ingresso di Aromaticus, fiori e piante con caffè

Proseguendo, ecco Tricolore (conto 10€ www.tricoloremonti.it) pioniere del panino d'autore (dal 2010) che propone anche corsi di cucina oltre ai buonissimi panini: pane sfornato ad hoc per ogni ripieno e ingredienti eccellenti, dal pane di segale con burro e acciughe al pane di patate e polpo, senza dimenticare il fantastico hamburger con maionese fatta in casa. Ancora qualche passo e si arriva da Aromaticus (chiuso lun mattina e dom, conto 15€ www.aromaticus.it), insolita bottega specializzata in piante aromatiche e accessori per il giardinaggio, che propone anche frullati a base di frutta ed erbe, carpacci, tartare e insalate aromatiche per un pranzo veloce o un originale aperitivo. Non a caso i titolari Luca e Francesca sono chef (lui) e sommelier (lei), oltre che amanti delle piante. Se poi volete riscoprire l’anima verace e popolare della Monti di un tempo, niente paura. Addentratevi tra scalette e salite e arrivate a La Carbonara, invia Panisperna (chiuso dom, conto 30€ www.lacarbonara.it) “osteria con cucina dal 1906” come recita orgogliosamente l’insegna. Ambiente rustico, porzioni abbondanti e ricette rassicuranti e super tradizionali – dal fritto vegetale al petto alla fornara, oltre alla carbonara – e una carta dei vini insolitamente ampia per un locale del genere, tra cui può capitare di trovare vere e proprie occasioni da non lasciarsi sfuggire.

 

Monti, la musica è cambiata
All'anima buongustaia, l’antico rione popolare affianca anche quella musicale. A via Urbana sorge la sede centrale di una delle istituzioni della musica romana, il Saint Louis College of Music(www.slmc.it) che dal 1976 forma musicisti professionisti che possono specializzarsi in Jazz o Rock-Blues. A testimonianza della vocazione sonora del rione c’è anche un bell'aneddoto che riguarda la realizzazione dell'ultimo album realizzato da Daniele Luppi e Danger Mouse, artisti e produttori di fama internazionale, chiamato semplicemente Rome. In omaggio alla città e all'ispirazione vintage dell’album i due hanno scovato gli strumenti d’epoca in un vecchio garage di Monti gestito da un collezionista, mentre per la registrazione in presa diretta hanno usato microfoni d’epoca e nastri Ludwig. Ritmi più moderni – ma anche qui un ambiente originale con piacevoli tocchi vintage – da Casa Clementina (via Clementina 9, tel 338.8736491), insolito locale che unisce una interessante programmazione musicale e animate serate all'offerta gastronomica con tè e tisane al pomeriggio, sostanziosi aperitivi e cocktail la sera. A Monti, in via degli Zingari, c’è poi l’hair-styling, con il negozio-galleria d’arte e party-venue di Contesta Rock Hair (www.contestarockhair.com).

Il Mercato Monti

Colorati tessuti al Mercato Monti, luogo di shopping originale

Un “mercato delle pulci” vintage e trendy, con un occhio all’arte e alla cultura, senza fissa dimora. Il Mercato Monti – nato da un’idea di Ornella Cicchetti e Fabrizio Marin – è diventato un appuntamento quasi fisso per idee originali e oggetti da collezione. Tra i banchi ospitati nelle sale dell’Hotel Palatino (con ingresso indipendente da via Leonina 46) ogni domenica - a volte anche al sabato - potrete trovare capi di abbigliamento di giovani stilisti, accessori vintage o creati da artigiani, modernariato, libri, gioielli e altro, tra avanguardia e tradizione. Un’idea intelligente per rilanciare l'economia “dal basso” e proporre oggetti unici in un ambiente sui generis, come solo a Monti si potrebbe trovare. Non sono rare poi “incursioni” del mondo della gastronomia all'insegna dello street food, come gli aperitivi organizzati in collaborazione con Tricolore Monti. Infowww.mercatomonti.com

 

Il nuovo in città

Stile parigino alle spalle del Colosseo. Siamo nel nuovo Caffè Propaganda (foto di Stefano Scatà) Cottura al ferro da stiro. Non siamo in lavanderia, ma nella cucina del “no.au”, nuovo locale alle spalle di piazza Navona

Anche fuori dal rione Monti sono diverse le aperture romane che hanno fatto parlare molto di sé negli ultimi mesi. Cominciamo – anche in ordine di tempo – dalCaffè Propaganda (sempre aperto, conto 40€ www.caffepropaganda.it). A due passi dal Colosseo, accanto al parco del Celio, unisce le atmosfere di un bistrot parigino ad un’offerta gastronomica attenta al territorio e alle produzioni artigianali e ai vini naturali. I veri must del Propaganda sono i raffinati dessert di Stéphane Betmon e i cocktail di Emanuele Broccatelli, protagonisti dell'aperitivo. Gravitano intorno a piazza Navona altre due recentissime aperture: il no.au (piazza di Montevecchio 16a, tel 06.45652770, sempre aperto, conto 30€) Bistrot-Tapas Bar-Enoteca-Birreria incentrato su concetto di naturale e organico, che vede tra i soci Gabriele Bonci, Leonardo Di Vincenzo e Teo Musso: nel giro di poche settimane si è fatto notare per la selezione di vini bio, birre “estreme” e per la cucina “non cucinata” di Gabriele Bonci, semplicemente geniale a cominciare dalla seppia “stirata”, cotta “a vapore” con un ferro da stiro. Poco lontano ecco il Coromandel(via di Monte Giordano 60/61, tel 06.68802461, sempre aperto, conto 20€ per il pranzo) nuova avventura tutta al femminile capitanata in cucina dalla brava Gaia Giordano. Si comincia dalla colazione ricca e golosa, si prosegue con un menu ristretto ma curato per il pranzo e si finisce con una cena a degustazione: si mangia quel che c'è secondo mercato e ispirazione della chef.

 

Dormire a Monti, per tutti i gusti

Una camera da letto nell’Hotel Palazzo Manfredi, con vista Colosseo

Per non perdere nemmeno un briciolo – e un'ora – della magia di Monti, conviene scegliere bene anche dove dormire. Ce n'è per tutti i gusti e tutte le tasche. Per esempio il B&B di designI Dormienti (doppie 45-90€ www.idormienti.com) in un palazzo ottocentesco di via Urbana, restaurato dalprogettista Umberto Massa e arredato insieme al designer Giovanni Jo Lamorgese, tra lampadari vintage e decori che ricordano gli antichi affreschi. In piazza degli Zingari la Residenza Leonina (doppia da 90€ www.residenzaleonina.com) offre invece eleganti appartamentini con cucina, ideali per soggiorni più lunghi, nel cuore di Monti. Non lontano da Monti, alle spalle del Colosseo consigliamo anche una sosta gourmet – e di charme –all’Hotel Palazzo Manfredi (doppia da 280€ www.palazzomanfredi.com) elegante hotel a 5 stelle con un ristorante in terrazza da non perdere. Merito della vista e della cucina dello chef Giuseppe Di Iorio, a capo del ristorante Aroma. Un’esperienza indimenticabile tanto per i piatti - come il risotto con spigola e pere e scalogno glassato all'aceto balsamico o il lombetto di coniglio ai tre pepi con tortino di patate – che per la magnifica terrazza su uno dei simboli di Roma, er Colosseo.

 

Il bel bancone del Caffè Propaganda, dietro al Colosseo (foto di Stefano Scatà) Cuochi al lavoro nella cucina a vista di Urbana47 I panini di Gaudeo

 

 

 

 

 

 

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