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testi e foto di Massimiliano Rella

 

Lungomare di Napoli visto da Posillipo: un serpentone di auto lungo via Caracciolo Chiesa di San Francesco di Paola, in piazza del Plebiscito
Napoli, centro direzionale Napoli in notturna. In fondo il Castel dell’Ovo















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il costo di un biglietto della metro per visitare uno dei più interessanti musei diffusi di arte contemporanea: con più di 180 opere tra sculture, murales, fotografie e architetture distribuite tra una stazione e l’altra, tra binari e biglietterie, sale d’attesa e scale mobili. Da Sol LeWitt, il padre della minimal art, agli italiani Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Enzo Cucchi; sono tanti i Big che firmano la collezione artistica della metropolitana di Napoli. Insieme a loro artisti emergenti, alcuni sconosciuti ai più. Eccola Napoli, la città della pizza e del mandolino, due stereotipi per americani di passaggio; la città delle montagne di rifiuti che hanno fatto il giro del pianeta; la città che ama vivere e mangiar bene, tutta ristoranti e pizzerie, allegra e caotica oltre misura. Ma anche la città dell’arte, con una delle metropolitane più originali del mondo. L’abbiamo visitata nelle tiepide giornate di inizio novembre, alla ricerca di chef e pizzaioli, di artisti e spazi culturali.

 

Villa Belvedere (principe Carafa Belvedere del XVII secolo) casa atelier dell’artista contemporaneo Sergio Fermariello L’artista napoletano Sergio Fermariello davanti a una sua opera

Napoli è creativa dentro. Qui il nuovo si manifesta spesso in anticipo. “E’ come un artista che vive sul disordine, un fertilizzante da cui nascono ipotesi di lavoro”, osserva Sergio Fermariello, 50 anni, napoletano e artista doc. La sua ricerca si basa su un segno che come un eco rimbalza di opera in opera: il filo di una trama smembrata che si ricompone dal suo disordine naturale. Fermariello vive in un bellissimo palazzo del XVII secolo, Villa Belvedere, la cui terrazza regala una vista mozzafiato sul golfo. Lo abbiamo incontrato nella sua casa-atelier, tra quadri, arredi e installazioni che rivelano gusti e personalità. Ma questo è il suo spazio privato. Una delle sue opere (due cacciaspiriti in acciaio, “Il cavaliere e la sua ombra”) la possiamo ammirare all’ingresso del Romeo Hotel, un cinque stelle vicino al Castel dell’Ovo, che vanta una ricca collezione di opere d’arte, oggetti e arredi di design. Un indirizzo per gli amanti del genere e un buon approdo anche per i buongustai che in quest’albergo-museo trovano Il Comandante, un ristorante con vista panoramica e cucina di mare e terra rivisitata. Assaggiate un primo come i paccheri di Gragnano con sedano rapa, scampi ed erba cedrina; e un secondo di rana pescatrice al pane di segale, con cremoso di pastinaca, pioppini e pancetta (conto medio 85€ www.romeohotel.it).

 

Lo chef Vincenzo Bacioterracino, in arte Baciot. Ristorante George’s del Grand Hotel Parker’s Ristorante Uno Barrato. Il soffitto è riempito di bottiglie di vino poggiate su vetro

Tra gli altri locali da non perdere consigliamo La Cantinella, per gli amanti di pesce e delle bontà campane, a partire dalla mozzarella di bufala. In cucina il giovane chefAgostino Iacobucci, ai dolci Antonio Busiello. Indimenticabili i suoi babà (conto medio 60€ www.lacantinella.it). Il Palazzo Petrucci, in centro storico, vicino la chiesa di San Domenico, propone una cucina di territorio rivisitata dallo chef trentenne Lino Scarallo, originario del rione Sanità. Tra i piatti forti le lasagnette di mozzarella di bufala e crudo di gamberi e l’imperdibile timpano di paccheri all’impiedi, ripieni di ricotta e conditi al ragù, quello autentico napoletano (conto medio 55€ www.palazzopetrucci.it). Da Timpani e Tempura possiamo provare la cucina di strada napoletana, ma in versione gastronomica, grazie all’opera di valorizzazione di Antonio e LucioTubelli, che usano ingredienti di qualità, a partire dall’olio di frittura, spremuto a freddo. Buon appetito quindi con i sartù di riso, i pasticciotti, i polpettoncini, i timpàni in varie versioni, gli sformatini di carote, zucchine e pomodoro (conto medio 25 € www.timpanietempura.it). Decisamente raffinato è il ristorante George’s, sulla terrazza del Grand Hotel Parker’s, un lussuoso cinque stelle lusso in un’elegante strada di Chiaia, con vista super panoramica. A tavola abbandoniamoci alle proposte campane rivisitate dallo chef Vincenzo Bacioterracino, in arte Baciot. Tra i primi assaggiate le “pizzelle e foglie”, una ricetta contadina. Tra i secondi il cefalo arrosto in zuppetta di carciofi e patate; o la caramella di carciofi con ricotta di bufala su crema di zucca e liquirizia (menu 70€ www.grandhotelparkers.com).  In via Costantinopoli, dopo un giro al Madre, il più importante museo di arte contemporanea della città, fate una sosta alla Stanza del Gusto, dello chef Mario Avallone, un appassionato gastronomo. Il ristorante al piano superiore offre una cucina più elaborata. All’ingresso stradale c’è invece il Cheese Bar, per piatti più semplici. E se vi conquistate la simpatia di Avallone chiedete pure di fare un giro in cantinetta, dove custodisce una miniera di golosità (menu degustazione da 35 a 65€ www.lastanzadelgusto.com). Per gli appassionati di vino c’è infine l’Uno Barrato, di nuovo al quartiere Chiaia, sulla strada del tram 1 barrato, da cui il nome di questo eno-ristorante moderno, con un intero soffitto a vetro che custodisce decine di bottiglie messe di traverso. Tra i piatti abbiamo provato gli schiaffoni di Gragnano alle cicale di mare; e per secondo il maialino di latte in due cotture con tortino di scarole. Anche il conto è “very nice”: 35 (www.unobarrato.it).

 

“Schiaffoni di Gragnano con cicale di mare, crema di melanzane e pane saporito”. Piatto del ristorante Uno Barrato Lo chef Mario Avallone, proprietario della Stanza del Gusto, accanto a una forma di 12 kg di formaggio Caciocchiato

Napoli però è soprattutto la città della pizza. Gli indirizzi da segnalare sarebbero tanti, ma senza fare torto a nessuno dobbiamo scegliere. Sicuramente c’è  Sorbillo, in via dei Tribunali, con un menu di oltre 20 proposte con nome di persona, nate nelle due generazioni precedenti all’ingresso in cucina di Gino Sorbillo(conto 10€www.sorbillo.it).Poi c’è Bruno, alla riviera di Chiaia 213, una pizzeria ristorante con cucina di mare a prezzi popolari, dal carpaccio di pesce crudo alla scottata di tonno (conto 20-40€ tel 081.2512411). E ancora: Al Poeta,locale di cucina regionale e bella proposta di pizze, bruschette e arancini di riso (conto 20€, piazza Di Giacomo 134/135, tel 081.5756936); l’Antica Osteria del Gallo, nel popolare rione Sanità, vicino il cimitero delle Fontanelle, aperto dal 1898, da non perdere per pizze e “pizzicotti” (piccoli panzerotti farciti). Conto 15€  (via Telesino 21, tel 081.5441521). E naturalmente l’Arte della Pizza, un nome un programma. Il pizzaiolo di chiama Gaetano Esposito, le pizze sono tante e buonissime, tra le quali la Campagnola e la Luna Rossa. Conto 20€. Via S.Maria della Libera 5, tel 081.2411907. Concludiamo la nostra lista con Capasso, alla porta di San Gennaro, dove gustare pizze squisite. Conto 10-15€ (via Porta San Gennaro 2, tel 081.456421).

 

Le stazioni dell’arte

Stazione della metropolitana di Napoli-Museo. Opera di Mimmo Jodice, “Anamnesi” “Universo senza bombe, regno dei fiori, 7 angeli rossi”. Opera di Nicola de Maria, nella stazione Dante della metropolitana di Napoli (Foto archivio Metronapoli)

Fate pure un giro in piazza del Plebiscito, circumnavigate il Maschio Angioino, passeggiate lungo via Caracciolo e infine salite a Posillipo per una foto-cartolina. Ma prima di tutto entrate in metropolitana e godetevi uno dei più originali musei diffusi di arte contemporanea al mondo: oltre 180 opere gestite in convenzione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Alla stazione Università, tra via Marina e Corso Umberto I, troverete un ambiente colorato e informale, con segni che rimandano al mondo digitale per un dialogo artistico con i giovani che popolano la zona. Il progetto è di Karim Rashid, eccentrico designer anglo-egiziano, di base negli Usa. Alla fermata di Piazza Dante, progettata da Gae Aulenti, ammiriamo opere di Carlo Alfano, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis. Alla stazione Salvator Rosa, progettatadall’Atelier Mendini, troviamo operedi Enzo Cucchi, Lello Esposito, Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Renato Barisani, Gianni Pisani. Nel piazzale appena fuori una monumentale “mano” di Mimmo Paladino e le sculture ludiche di Salvatore Paladino. Dentro la metro, invece, quattro Fiat 500 ricoperte da teli, di Perino & Vele, dal titolo “A subway è chiù sicura”.

Alla stazione Vanvitelli, progettata dall’architetto Michele Capobianco, opere di Mario Merz, installazioni ironiche di Giulio Paolini (Off Limits, un grande masso che sembra infrangere il recinto trasparente che lo imprigiona); una lunga striscia di Vettor Pisani con immagini di epoche diverse; e le foto delle architetture di Napoli scattate da Gabriele Basilico e Olivo Barbieri. Alla stazione Materdei opere di Sandro Chia (figurazioni marine sulla base della guglia interna), Luigi Ontani (una grande distesa marina in cui sguazzano creature fantastiche, scugnizzi, un Pulcinella con il volto dell’artista) e Sol LeWitt, il padre della minimal art, autore di una scultura in vetroresina in fondo al corridoio. Info www.metro.na.it

 

Musei e arte contemporanea

Museo Madre, la Venere Nera, o Venere degli stracci, opera di Michelangelo Pistoletto, 1967-2008, fatta con cemento, smalto e stracci Museo Madre, opera di Tony Cragg, “Riot”, del 1987, fatta di frammenti di plastica ritrovati

Il PAN, Palazzo delle Arti Napoli, espone opere di artisti emergenti, come Christian Leperino, Fulvio Merolli, Alessia Forconi (www.palazzoartinapoli.net). Da non perdere una visita al Madre, vicino la stazione metropolitana Museo, che espone foto di Mimmo Jodice. Il museo progettato dall’archistarportoghese Alvaro Siza Vieira, custodisce opere come la Venere Nera (o Venere degli stracci) di Michelangelo Pistoletto e Il Cavallo, di Mimmo Paladino, sulla terrazza del museo, a cielo aperto (www.museomadre.it). Altri cavalli di Paladino (le Prove d’Orchestra) abbelliscono da oltre un anno il cortile di Palazzo Reale, con ingresso da piazza del Plebiscito.

 

I locali dell'arte

Arte con aperitivo al Lanificio 25, spazio di cultura contemporanea nel centro di Napoli Domenica con “brunch” al Trip, uno dei locali moderni della città

Fuori dai circuiti istituzionali a Napoli c’è una buona offerta di spazi di cultura alternativa. Tra questi il Lanificio25. vicino Porta Capuana, oggi ospita mostre e spettacoli, ma un tempo, prima dell’Unità d’Italia, qui si producevano le giubbe dei militari Borbonici. Collegato al Lanificio25 c’è il Trip, al quartiere Chiaia, il locale giusto per un brunch (www.cra.na.it). Arte e cibo sono terreno di incontro anche al Kestè (www.keste.it), un pop space che organizza aperitivi e mostre, al rione Porto; e da Arteritivo (www.arteritivo.com), l’aperitivo d’arte ideato da Francesca Maione, architetto e designer. Infine vicino al PAN c’è ISI Arti Associate, una galleria inaugurata a ottobre 2010, che organizza mostre a tema di arte e design, e dove si può mangiare in un bistrot con cucina a vista (www.isiartiassociate.net).

 

Il Centro Direzionale di Kenzo Tange

L’Uomo Vitruviano, scultura dell'architetto Pierluigi Spadolini, al centro direzionale

Il Centro Direzionalefu progettato negli anni ’80 dal famoso architetto giapponese Kenzo Tange con l’obiettivo di creare una cittadella degli uffici e dei servizi che decongestionasse il traffico. Completato negli anni ’90, il Centro Direzionale di Napoli è un progetto ancora all’avanguardia in ambito urbanistico. Si trova a ridosso di Poggioreale, vicino la stazione. Oltre a Tange, che curò il master plan, contribuirono alla sua realizzazione architetti come Renzo Piano (palazzo dell’Olivetti), Massimo Pica Ciamarra (le torri Enel), Nicola Pagliara (le torri del Banco di Napoli) e Pierluigi Spadolini (la scultura l’Uomo Vitruvianoe la chiesa di San Carlo Borromeo, dalle forme avveniristiche).

 

La Porta del Parco

La nuova Porta del Parco, a Bagnoli (foto di ente Porta del Parco)

Un percorso ludico e di benessere su tre livelli, con caffè, auditorium, saune e piscine, dove un tempo sorgeva l’Ilva. Si chiama La Porta del Parco ed è un nuovo centro polifunzionale di architettura contemporanea, tra via Cocchia e via Nuova Bagnoli. Il progetto è stato realizzato con la consulenza dell’architetto Silvio D’Ascia, lo stesso della stazione metro Montesanto. L’area ex Italsider ha avuto una storica destinazione industriale che ha permesso di preservare una vasta porzione di territorio urbano da forme di speculazione. Oggi è uno dei pochi siti in Italia inserito nel piano nazionale delle bonifiche. La trasformazione è partita nel 2007 interessando l’area di Bagnoli con l'apertura dei primi tre cantieri, laPorta del Parco, il Parco dello Sport e l'Acquario Tematico. Info www.bagnolifutura.it e www.portadelparco.it

 

Dormire

Per chi cerca lusso e creatività c’è il Romeo Hotel, nato nel 2008 dal progetto dello studio di architettura Tange Associates. All’interno opere d’arte contemporanea, immagini di grandi fotografi, pezzi unici di design, oggetti e arredi di antiquariato dell’universo simbolico e artistico giapponese. Un accostamente elegante tra l’Oriente di Kenzo Tange e l’Occidente di Napoli. Doppie da 210€ (www.romeohotel.it). Un accogliente albergo è il Micalò, in un seicentesco palazzo sulla riviera di Chiaia. Camere lussuose e moderne, e possibilità di aperitivi e pasti nell’Art Bar, abbellito dalle opere del mondo artistico napoletano contemporaneo. Doppie da 165€ (www.micalo.it). Eleganza e gusto d’altri tempi riempiono invece gli ambienti del Grand Hotel Parker’s, in cima al quartiere Chiaia, con una terrazza super panoramica. Le camere sono arredate con gusto classico, calde, ampie e accoglienti. La spa propone vinoterapia, con estratti di vini campani, ma anche trattamenti agli agrumi della costiera amalfitana o ai minerali del Vesuvio, e percorsi di coppia a base di Champagne. Doppie da 190€ (www.grandhotelparkers.com).

 

Una sala del ristorante Il Comandante all'interno del Romeo Hotel (copyright Romeo Hotel) Cannone, Arte Giapponese Periodo Edo, XIX sec.: all'interno del Romeo Hotel ci sono opere d’arte contemporanea, immagini di grandi fotografi, pezzi unici di design, oggetti e arredi di antiquariato dell’universo simbolico e artistico giapponese (copyright Romeo Hotel) Napoli, stazione metro Salvator Rosa: “A subway è chiù sicura”, artwork Perino&Vele (Foto archivio Metronapoli) Prove d’Orchestra, la nuova opera di Mimmo Paladino. Inaugurata a ottobre 2010
La stazione della metropolitana Salvator Rosa Opere Cityscape, mostra Human Escape, del giovane artista napoletano Christian Leperino. Al PAN, Palazzo delle Arti Napoli La cantina della Stanza del Gusto, uno dei locali da buongustai di Napoli Interni del Kestè, un bar galleria al quartiere Porto

 

 

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