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testi di Alessandra Cortesi foto di Rickard Kust/Projektor Srl

 

Un guscio a forma di rami e tralci di vite avvolge la nuova cantina Tramin di Termeno (Bolzano), opera dell’architetto Werner Tscholl Il rosso della cantina contrasta con il verde della struttura esterna in un gioco di rimandi cromatici che prende spunto dai colori della vite e del vino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondata nel 1898, con una proprietà distribuita tra 270 contadini viticultori di Termeno, Ora, Egna e Montagna, Cantina Tramin è un brillante esempio di quanto l’unione possa corrispondere alla forza e di quanto la volontà di cooperare possa tradursi in qualità. Dopo i successi ottenuti nel 2010, con il Terminum Gewürztraminer premiato come miglior vino italiano, anche il 2011 è stata un’ottima annata, con ben sette etichette segnalate nella guida ai Vini d’Italia 2011. E’ la trasposizione del fare in un valore universalmente tangibile, che si stappi una bottiglia in Alto Adige, in cantina, o in qualsiasi altro posto del mondo. Naturale che anche l’architettura abbia voluto rendersi interprete di tale ricchezza e riassumere i caratteri tipici della terra che l’ha generata. È nata così la scenografica struttura diventata segno distintivo del comune di Termeno, lungo la Strada del Vino, percepibile già dall’autostrada molti chilometri prima di averla raggiunta. Disegnata dall’architetto Werner Tscholl, risultato vincitore di un concorso a inviti privati, si staglia come una meravigliosa creatura di vetro, acciaio e cemento di fronte a filari di vite, che sembra voler idealmente abbracciare. Ed è proprio la vite l’idea dalla quale ha preso vita il progetto, elemento simbolico diventato segno architettonico, nei rami d’acciaio che rievocano per forma e colore i suoi tralci, intrecciati fino a generare un guscio protettivo intorno all’edificio.

 

Particolari della nuova cantina Tramin di Termeno (Bolzano). E’ la vite il segno dal quale ha preso vita il progetto I rami d’acciaio rievocano per forma e colore i tralci della vite con un particolare effetto suggestivo nella composizione degli spazi

Cuore della nuova struttura, è il foyer d’entrata, il perno intorno al quale ruotano le due nuove ali dell’edificio. Come due braccia aperte invitano a entrare per raggiungere gli uffici amministrativi e il marketing, nella porzione destra, e le sale di rappresentanza, sul lato sinistro insieme a un piccolo museo, le sale riunione/conferenza e la nuova enoteca. Con la sala di degustazione e la vendita diretta, è strategicamente collocata nel punto più panoramico dell’edificio e offre ai visitatori la possibilità di assaggiare l'intera collezione di vini in un scenario davvero surreale. È l’estremo virtuosismo di un progetto architettonico che ha saputo dare il massimo con il minimo, rinunciando a sacrificare terra utile per innestarsi sul corpo originario. Così, fuori dalla portata visiva dei visitatori, ma parte integrante della cantina, il piano inferiore ospita l’accesso riservato ai contadini, ai collaboratori e al trasporto delle merci, nascondendo alla vista le parti operative preesistenti, importantissime per la produzione ma meno interessanti sul profilo architettonico (www.cantinatramin.it)

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