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testi di Antonella Burdi

 

La nuova cantina Terre da Vino, a Barolo (Cuneo), progettata dall’architetto piemontese Gianni Arnaudo Una passerella sospesa, agganciata a funi d’acciaio su travi di legno, fa navigare il visitatore su un mare di barrique

Un progetto architettonico imponente e moderno rievoca il profilo delle colline di Langa in un rapporto di continuità con l’ambiente circostante. Dietro c’è una visione che parte dai segni identificativi, i materiali tipici e i colori di un territorio vinicolo tra i più belli al mondo. E’  con questo approccio di recupero e reinterpretazione culturale che a Barolo (Cuneo) è nata la nuova cantina Terre da Vino. Il progetto è di un architetto piemontese di lungo corso: Gianni Arnaudo, rappresentante di quell’architettura radicale che negli anni Settanta fu promossa dallo Studio65. Arnaudo, che oggi insegna Tecnologia Ambientale al Politecnico di Torino, ha realizzato per la cantina di Barolo una struttura tra le più interessanti e innovative d’Italia.

 

La nuova veste di Terre da Vino si presenta con strisce del colore del mais sulle superfici dei muri, con le coperture che ripropongono i toni del solfato di rame che viene normalmente usato nelle vigne. Le strutture essenziali, in legno lamellare curvato, ricordano invece i materiali e le antiche tecniche di costruzione delle botti. L’edificio davanti al complesso, destinato a uffici ed enoteca, è stato pensato come un volume che riassume gli elementi “genetici” dell’architettura rurale:  il tetto in coppi, la particolare tonalità di rosso delle parti murarie, le balconate. Ma dietro c’è anche un lavoro di recupero e riproposizione di segni architettonici perduti, come i graticci in legno per i solari “tappeti” di mais, che un tempo in autunno ricoprivano le cascine dei contadini. Un segno perduto riproposto in una veste tecnologica che ricorda una moderna parete ventilata, al tempo stesso un singolare paramento cromatico per l’edificio.

 

Una passerella sospesa, agganciata a funi d’acciaio su travi di legno, fa navigare il visitatore su un mare di barrique Uno scorcio degli esterni della nuova cantina Terre da Vino, a Barolo (Cuneo)

I volumi del complesso sono attraversati e collegati da una passerella in acciaio, legno e cristallo, che si snoda lungo un percorso aereo tra le varie zone e fasi di produzione del vino, fino all’imbottigliamento. L’ultimo tratto dell’itinerario è sospeso tramite funi d’acciaio alle grandi travi curve del soffitto, suscitando nel visitatore la sensazione di lievitare su un mare di barrique nella penombra di una grande cantina. Si arriva infine a un singolare affaccio sulle colline del Barolo attraverso una vetrata a forma di “mastello” che riporta lo sguardo al paesaggio di Langa e alle caratteristiche geometrie delle sue vigne. Il completamento futuro del progetto prevede un parco biologico sui terreni dell’azienda: un luogo di sperimentazione di vitigni e piante da frutto dimenticate. Info www.terredavino.it

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