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testi di Antonella Burdi

 

La nuova cantina dello Château Cheval Blanc, a Saint-Émilion, in Francia (foto di G.Uféras©)

L’aspetto è quello di un grande telo bianco fissato nell’attimo in cui, ondeggiando nel vento, sta per depositarsi dolcemente tra i filari di merlot, cabernet franc, malbec e cabernet sauvignon. E’ ciò che si vede da lontano della nuova cantina d’architettura della francese Château Cheval Blanc, a Saint-Émilion, un piccolo centro patrimonio Unesco. Siamo in Aquitania, nel sud-ovest della Francia, tra le principali zone vitivinicole del Bordeaux, sulla riva destra della Gironda. Fondata nel 1832 la tenuta Château Cheval Blanc raggiunse le dimensioni attuali già nel 1871 e all’inizio del secolo scorso si affermò anche sul mercato internazionale. Il suo vino fu uno dei due a ottenere nel 1954 l’indicazione di Premier Grand Cru Classé “A”, cioè il massimo riconoscimento nella classificazione di Saint-Émilion.

 

La forma originale della nuova cantina di Château Cheval Blanc progettata dall’architetto francese Christian di Potzamparc, vincitore del 1994 del Pritzker Architecture Prize (foto di Erick Saillet) All’interno della cantina Château Cheval Blanc sono state collocate in file ordinate 52 vasche in cemento grezzo per la fermentazione del Bordeaux (foto di G.Uféras©)

Château Cheval Blanc si avvale del fortunato sodalizio tra Bernard Arnault, della multinazionale francese del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton S.A., e dell’imprenditore belga Albert Frère. I due proprietari hanno incaricato l’architetto francese Christian di Potzamparc, vincitore del 1994 del Pritzker Architecture Prize, di progettare la nuova cantina, inaugurata a giugno 2011. Tutta in cemento armato, combinato con vetro e legno per un migliore impatto estetico, la costruzione ha volumi ad andamento curvilineo che ispirano sensazioni di leggerezza e movimento; e una copertura da cui filtra la luce naturale. Sul tetto è stato creato un giardino sul quale si cammina su passerelle di legno per ammirare il panorama di vigneti. Negli interni essenziali e contemporanei, 52 vasche in cemento grezzo per la fermentazione, fatte su misura, sono allineate in perfetta simmetria.

 

I locali per la maturazione e l’affinamento sono al livello sottostante con oltre 560 botti (foto di G.Uféras©)

I locali per la maturazione e l’affinamento del vino sono al livello sottostante: sotto le travi di cemento ondulate e sostenute da colonne circolari ci sono oltre 560 botti. Le pareti realizzate con la tecnica mashrabiya di ispirazione araba, cioè dei muri forati, favoriscono la ventilazione. Soluzione che insieme alla terrazza verde, ai dispositivi che permettono di filtrare e riutilizzare l’acqua piovana e a quelli per ridurre al minimo il consumo energetico hanno garantito la certificazione HQE (Haute Qualité Environnementale), che contraddistingue in Francia le costruzioni ecocompatibili. Una corte aperta introduce alla sala di degustazione, raffinata e accogliente con i suoi rivestimenti in legno. Dal 1988 la cantina produce anche una seconda etichetta, Le Petit Cheval. Info www.chateau-cheval-blanc.com

 

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