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testi e foto di Massimiliano Rella

 

Guinness Storehouse, sala degli Ingredienti: l’acqua, elemento fondamentale per una buona birra Guinness Storehouse, sala degli Ingredienti: l’orzo, maltato e non maltato, ingrediente fondamentale per aromi e conservazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Museo della Guinness di Dublino ha compiuto lo scorso dicembre i primi undici anni di vita. Una giovane età per un marchio che esiste dal lontano 1759. Fu allora che Arthur Guinness, figlio di una famiglia di birrai della vicina contea di Kildare, arrivò nella capitale irlandese carico di buoni propositi. Con un contratto di 100 sterline prese in affitto una piccola fabbrica da un banchiere locale, in una zona che era piena di piccoli birrifici. Fu così che cominciò la sua felice avventura, gettando le basi di un’azienda che oggi è tra le più conosciute nel mondo. L’edificio fu ricostruito dall’interno verso l’esterno, attorno a uno scheletro in ferro resistente al calore, sullo stile architettonico che imperava a Chicago negli anni successivi al grande incendio che distrusse la città americana (1781). Fu il primo “grattacielo” europeo fatto con quello stile industrial-chic. A fine secolo Mister Guinness cominciò a esportare la sua birra, che a quel tempo esisteva in due versioni, chiara e scura. La Stout è un prodotto di poco successivo. Fatto sta che in quei locali tirati su con grandi sogni fino al 1988 c’erano gli impianti di fermentazione. Ma nel 2000 furono sostituiti dal nuovo museo, il Guinness Storehouse (www.guinness-storehouse.com).

 

Uno degli ingressi alla fabbrica della Guinness Guinness Storehouse, sala degli Ingredienti: l’acqua, elemento fondamentale per una buona birra

Alto 44 metri, su 7 piani, ha la sagoma di una pinta di birra, un cono rovesciato in vetro e ferro che sbuca dal tetto dell’edificio che lo contiene. L’apice della struttura, quello che nella funzione di un bicchiere rappresenterebbe la parte in cui si condensa la schiuma, è occupato dal Gravity Bar (il settimo piano), dal quale si gode una vista spettacolare su Dublino, girando a 360 gradi attorno al bancone. Ma prima di salire fin quassù si attraversa un percorso che racconta la storia della birra e della Guinness. Al secondo livello, ad esempio, c’è la sala degli Ingredienti: l’orzo crudo (maltato e non maltato), il luppolo e l’acqua. Ci sono anche i forni di cottura e la cassaforte originale dove sembra che Arthur Guinness custodisse segretamente il suo lievito. Al livello successivo si entra nella storia delle campagne pubblicitarie, un mondo variopinto di tucani, struzzi e surfisti. Salendo ancora sono raccontati gli eventi sportivi e musicali più famosi al mondo, sponsorizzati dalla casa irlandese. Allo step successivo c’è la mostra sui 250 anni della Guinness (compiuti nel 2009) e si può imparare a spillare la birra nelle pinte (bicchieri a cono rovesciato) dietro un bancone. Prima di finire il percorso al Gravity Bar, al sesto piano si può fare una pausa gastronomica nel Source Bar, una brasserie che propone piatti e dolci alla birra, preparati dallo chef irlandese Justin O’ Connor. La cucina spazia dal “manzo stufato alla Guinness, con patate e carote arrosto” al più semplice “Guinness hamburger di manzo, con bacon e formaggio irlandese”. Conto 20-22€ birra inclusa.

 

La spillatura della Guinnes segue una precisa inclinazione del bicchiere Justin O’ Connor, chef del Brewery Bar, la brasserie del Museo della Guinness
I prodotti Guinness sono di tre tipi. Alla vista appaiono neri, in realtà hanno riflessi rosso rubino che derivano dall’orzo tostato. C’è la Draught, che viene servita alla mescita a una temperatura di 6 gradi, azotata per la formazione della schiuma. Ha 4,2% di alcol, un sapore di malto e caramello, e un gusto amaro che si abbina a piatti di carne rossa, manzo, salsicce, maiale. Nacque nel 1959 ed è quella che si trova nei pub di tutto il mondo. La Guinness Foreign Extra Stout è invece più forte: ha un alcol del 7,5% ed è “carbonata” con l’aggiunta di zucchero per la formazione della schiuma. Accompagna piatti come la torta al pesce dublinese, il black pudding caldo, il formaggio blu di Cashel, etc. E’ la più simile alla birra originale lanciata sui mercati esteri nel 1801. Infine c’è la Guinness Extra Stout, con 4,2% di alcol, rifermentata in bottiglia. Si può accompagnare a terrine di verdure con formaggio affumicato di Gubbeen.
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