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testi e foto di Massimiliano Rella

 

Vinsantaia nella cantina museo di Abbadia Ardenga, a Torrenieri (Siena), nelle terre del Brunello di Montalcino Docg Paesaggi della Val d’Orcia, le Crete Senesi

La Cantina-Museo del Brunello è a Torrenieri, un caratteristico borgo toscano ai piedi di Montalcino (Siena), non distante dalla via Cassia, che in questo tratto di strada attraversa lo spettacolo naturale della Val d’Orcia. L’azienda si chiama Abbadia Ardenga e ha una storia antichissima. I primi scritti risalgono al 990, a firma dell’arcivescovo inglese Sigerico che di ritorno da Roma segnalava tutti i posti dove si fermava a dormire. Ancora oggi la cantina ingloba parte dei resti del vecchio torrione di Torrenieri, costruito all’inizio dell’anno Mille. Venne distrutta nel 1315, poi ricostruita come stazione postale sulla via Francigena. Comprendeva stalle e cisterne per l’acqua, ancora oggi ben presente nei sotterranei della cantina. Un tempo la tenuta apparteneva alla potente famiglia dei Piccolomini, tra i cui componenti si annovera Papa Pio II, il fondatore della cittadina rinascimentale di Pienza, sempre in provincia di Siena.

 

Un anziano brinda con un calice di Brunello

All’interno delle cantine museo di Abbadia Ardenga possiamo ammirare archi a tutto sesto, cunicoli di fuga, feritoie per la difesa, antichi pozzi, foto d’epoca e strumenti della civiltà contadina in arrivo dal XIX e XX secolo. Come vecchie pigiatrici, pompe, botti, bollitori. Nel cuore della cantina c’è inoltre un piccolo caveau del vino, dove riposano decine di bottiglie di vecchie annate, a partire dal 1955.  Una rara collezione di un vino tra i più famosi al mondo, il Brunello di Montalcino. Si può visitare tutti i giorni, con degustazione finale.

 

Abbadia Ardenga è una struttura storica riconosciuta dalla Regione Toscana. Oltre alla parte museale, alle botti di legno per l’affinamento del Brunello, e ai locali con le botticelle per il Vin Santo, sono presenti due sale degustazioni, una più grande per i gruppi. Si ricevono fino a 130 persone, ma con prenotazione scritta alcuni giorni prima per avere il tempo di organizzare l’ospitalità. Programmate quindi un paio d’ore di tempo per la visita guidata e la degustazione finale di vini, salumi e formaggi. I pullman si parcheggiano all’esterno in un ampio spazio sterrato.

 

Botti nella cantina museo di Abbadia Ardenga, a Torrenieri
La tenuta di 650 ettari oggi appartiene a una onlus fin dai primi del ‘900, la Società Esecutori di Pie Disposizioni, con sede a Siena, che è proprietaria anche di alcune case di riposo. I vini sono fatti con la consulenza dell’enologo Carlo Ciacci, di Torrenieri, mentre la cantina è gestita da Fabio Ciacci. Complessivamente Abbadia Ardenga produce 45mila bottiglie con uve coltivate in due nuclei sul versante nord di Montalcino, in dieci ettari di vigne a 300 metri sul livello del mare, ben esposte e ventilate. Oltre al sangiovese, il vitigno del Brunello, piccole partite di trebbiano e malvasia sono destinate alla produzione del Vin Santo Sant’Antimo Doc (appena 600 bottiglie). In cantina possiamo degustare il Rosso di Montalcino Doc, un vino armonico e persistente, fatto con sangiovese in purezza. Note di frutta matura per il rosso Ardengo Igt, anche questo un sangiovese. Due invece le versioni di Brunello di Montalcino, il re dei vini toscani. Il primo è un rosso dai riflessi granati, deciso e vellutato (65 quintali di sangiovese grosso per ettaro). Il secondo è fatto con le uve di una singola vigneto (Vigna Piaggia) con rese per ettaro molto basse, di 50 quintali. In bocca è pieno, di personalità e bella eleganza. Info www.abbadiardengapoggio.it

Nella cantina museo Abbadia Ardenga sono presenti anche foto d’epoca della civiltà contadina Vecchie annate di Brunello di Montalcino nella cantina museo Abbadia Ardenga
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