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testi di Antonella Burdi

 

Il ristorante è in un ampio locale con due grandi sale e uno spazio davanti al bancone all’ingressoUna cucina tradizionale rivisitata e piatti alleggeriti con un pizzico di fantasia ci accolgono da Primo al Pigneto. Siamo nel quartiere multietnico tra la via Prenestina e la via Casilina. Il nome Pigneto deriva dalla piccola pineta piantata dalla famiglia Caballini lungo il muraglione della settecentesca villa Serventi, oggi rappresentata da pochi pini secolari sopravissuti al tempo e all’urbanizzazione. A pochi passi dall’isola pedonale, il locale è stato aperto nel 2006 con un arredamento in stile volutamente un po’ retrò, tavolini e sedie bianche da vecchia osteria, pareti grigie, punti di illuminazione sopra i tavoli e varie locandine alle pareti. Dentro troviamo due grandi sale e un lungo spazio davanti al bancone all’ingresso, con qualche tavolino e posti in piedi.

 

Nella carta dei vini le etichette sono indicate in ordine alfabetico per denominazione di origine, selezionate da Massimo Terzulli  In cucina lo chef Marco Gallotta si muove con la stessa familiarità tra piatti di carne e pesce. Qualità e stagionalità dei prodotti sono i caratteri distintivi delle sue ricette, con molte proposte che si succedono nel menu nel corso dell’anno. Lo chef ha selezionato piccoli produttori di fiducia per la fornitura di salumi e di carni di maiale di Cinta senese, di pecora Vissana, allevata per lo più sull’Appennino marchigiano, oppure di Maremmana, una razza bovina diffusa in bassa Toscana e alto Lazio. Tra le proposte a base di carne possiamo gustare i tagliolini con pancia d’agnello e cicoria di campo per primo. Tra i secondi lo spiedino di medaglioni di coniglio in crosta di pistacchi e salsa di pomodoro acerbo oppure il medaglione di manzo, erbe di campo, midollo gratinato e salsa al Parmigiano. Chi preferisce il pesce può scegliere tra gli spaghetti Verrigni con baccalà e pomodorini secchi e gli spaghettoni Felicetti con aglio, olio, baccalà e peperoni cruschi. Tra i secondi sono dedicati al mare anche la gustosa crocchetta di baccalà su misticanza e capperi; oppure il trancio di ombrina alla piastra, salsa di aglio e prezzemolo e verza. Tra i dolci abbiamo optato per la crema catalana.

 

Dei vini si occupa il socio Massimo Terzulli: molti bianchi, rossi, vini da meditazione e bollicine per interessanti abbinamenti. Forse poco pratica per i meno esperti è l’indicazione delle etichette in ordine alfabetico per denominazione di origine e non per area geografica. Troviamo anche qualche proposta al calice in lavagna. Conto medio 40€ vini esclusi. Info www.primoalpigneto.it

 

Crocchetta di baccalà su misticanza e capperi: una gustosa proposta dello chef Marco GallottaStile retrò tra tavolini e sedie da vecchia osteria nel ristorante romano Primo al PignetoDalla strada, la via del Pigneto, si possono vedere nelle cucine gli chef in azione

 

 

 

 

 

 

 

 

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